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Una citycar elettrica per tutti: la nuova scommessa Citroën

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 3 gen 2026
Una citycar elettrica per tutti: la nuova scommessa Citroën
Citroën lavora a una citycar elettrica economica sotto i 15.000 euro, pronta a guidare la nuova mobilità urbana europea grazie alla piattaforma Smart Car.

Il vento del cambiamento soffia ancora una volta sul mercato automobilistico europeo, e questa volta il protagonista è un nome che da sempre sa sorprendere quando si parla di mobilità urbana: Citroën. La casa francese, fedele alla sua vocazione di innovazione e accessibilità, si prepara a lanciare una sfida che promette di scuotere le fondamenta del segmento delle auto elettriche. Il cuore della proposta? Una citycar elettrica compatta, essenziale e soprattutto dal prezzo incredibilmente competitivo, pronta a posizionarsi sotto la soglia psicologica delle 17,000 euro. Un obiettivo ambizioso, che nasce dalla consapevolezza di quanto oggi la vera rivoluzione sia rendere la mobilità sostenibile davvero alla portata di tutti.

L’annuncio, affidato alle parole di Pierre Leclercq, responsabile del design Citroën, non lascia spazio a dubbi: “Se parliamo di un’auto più piccola ed essenziale, significa rendere la mobilità accessibile a molti più utenti, ed è un progetto che ci entusiasma”. Parole che non sono solo dichiarazioni d’intenti, ma l’anticipazione di una strategia precisa, volta a colmare un vuoto che il mercato delle auto elettriche aveva finora lasciato scoperto. Tra la minimalista Ami, perfetta per la mobilità urbana più estrema, e la e-C3 – che con i suoi circa 23mila euro rappresenta oggi la soglia d’ingresso per una vettura a batteria firmata Citroën – si apre uno spazio nuovo, una nicchia che richiama alla memoria la fortunata C1, simbolo di praticità e intelligenza progettuale.

Ed è proprio in questo solco che si inserisce la nuova sfida della casa del double chevron. Secondo Xavier Chardon, CEO Citroën, “ritrovare questa logica a un prezzo accessibile è fondamentale per noi”. Un obiettivo che si traduce nella volontà di offrire una citycar elettrica sotto i 3,4 metri, capace di ospitare cinque persone e di garantire prestazioni adeguate anche fuori dai confini cittadini. Un sogno? Non proprio, perché la ricetta sembra già essere scritta nei dettagli della nuova sottocategoria M1E, introdotta dalla Commissione Europea proprio per dare respiro a soluzioni di mobilità urbana compatta e sostenibile.

Ma la vera carta vincente di questa operazione si chiama Smart Car, la piattaforma modulare su cui Stellantis – il colosso che racchiude alcuni dei marchi più iconici del panorama automotive – ha deciso di puntare per massimizzare le economie di scala e ridurre i costi di sviluppo. Una piattaforma già utilizzata con successo su modelli come la e-C3, la Fiat Grande Panda e la Vauxhall Frontera, e che ora promette di essere ulteriormente “asciugata” per dare vita a una vettura davvero democratica. Il bello della Smart Car? La sua flessibilità: lunghezza, larghezza e silhouette possono essere adattate alle esigenze di ciascun modello, mantenendo però alcuni punti fissi che consentono di contenere gli investimenti e velocizzare la produzione.

Naturalmente, ogni modifica strutturale comporta sfide e costi non indifferenti. Come ricorda Leclercq, basta variare di un millimetro il montante A per far lievitare i costi di omologazione e testing di milioni di euro. Ecco perché la strategia di Citroën punta tutto sull’intelligenza progettuale: meno orpelli, più sostanza, e una selezione accurata delle dotazioni. Una delle ipotesi più interessanti riguarda proprio l’eliminazione di alcuni sistemi avanzati di assistenza alla guida – i famosi ADAS – dalle versioni più economiche. Una scelta controcorrente, dettata dalla constatazione che le normative europee hanno spesso spinto i costruttori a dotare le vetture di tecnologie costose, con il risultato di far lievitare i prezzi e rallentare la diffusione delle auto elettriche.

Non è un caso che la sottocategoria M1E sia ancora in fase di definizione, ma Citroën non intende aspettare che siano gli altri a muovere il primo passo. La casa francese si candida con decisione a essere tra i primi costruttori a offrire una soluzione di mobilità urbana davvero sostenibile e – questa volta sì – accessibile. Una vera rivoluzione, che non passa solo per il prezzo, ma anche per una nuova idea di essenzialità, dove ogni scelta tecnica e stilistica è orientata a offrire il massimo valore al cliente finale.

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