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SUV a biometano: la sfida Cirelli alla transizione green

Di Vincenzo Calvarano
Pubblicato il 18 dic 2025
SUV a biometano: la sfida Cirelli alla transizione green
Cirelli lancia le varianti ibride a biometano di Cirelli 1 Cross e Cirelli 6: sistema MHEV Biometano, serbatoi dedicati, serbatoio benzina di riserva, prezzi e sfide infrastrutturali.

Nel panorama sempre più articolato della mobilità sostenibile, dove ogni scelta tecnologica diventa un tassello di una partita più ampia, la Cirelli Motor Company lancia una nuova sfida che non passa inosservata: arrivano due modelli SUV che fanno del biometano il loro biglietto da visita per la decarbonizzazione del trasporto privato. Si tratta di una mossa che punta dritto al cuore del dibattito attuale, quello in cui la ricerca di soluzioni alternative all’elettrico puro si fa sempre più serrata e in cui il consumatore cerca sì il rispetto dell’ambiente, ma senza rinunciare a una autonomia reale e a una praticità d’uso quotidiano che non costringa a compromessi.

Le protagoniste di questa svolta sono la Cirelli 1 Cross e la Cirelli 6, due SUV che alzano l’asticella delle aspettative per chi guarda al futuro della mobilità senza voler perdere il contatto con la concretezza del presente. Il cuore della proposta è la tecnologia MHEV Biometano, un sistema mild-hybrid che, grazie alla sinergia tra un motore alimentato a biometano e una componente elettrica dedicata al recupero di energia, promette di abbattere le emissioni senza costringere l’automobilista a rivedere le proprie abitudini di viaggio. In sostanza, una scelta che si rivolge a chi vuole essere parte della soluzione, ma non è disposto a sacrificare la libertà di movimento.

Entrando nel dettaglio, la Cirelli 1 Cross monta un 1.5 litri da 109 CV abbinato a un cambio manuale a cinque marce, mentre la sorella maggiore, la Cirelli 6, propone un 1.5 da 137 CV e sei rapporti. Entrambe si distinguono per il doppio serbatoio: uno per il biometano compresso e uno per la benzina, una soluzione che si traduce in una flessibilità operativa di assoluto rilievo. Il risultato? Nessuna ansia da autonomia, possibilità di rifornimento rapido e la certezza di non restare mai a piedi anche in quelle aree dove la copertura dei distributori di biometano non è ancora capillare. Una carta, questa, che potrebbe rivelarsi vincente per convincere anche i più scettici ad abbandonare il combustibile tradizionale.

Non si tratta solo di numeri o di specifiche tecniche, però. La scelta del biometano come carburante non è casuale: parliamo di un prodotto ottenuto da matrici organiche, come rifiuti e reflui zootecnici, che consente di ridurre in modo sensibile l’impronta carbonica rispetto al metano di origine fossile. In un momento storico in cui la parola d’ordine è “decarbonizzazione”, questa soluzione si propone come ponte ideale tra le esigenze del presente e gli obiettivi del futuro. Gli esperti del settore sottolineano come la MHEV Biometano rappresenti una strada concreta per traghettare il comparto automobilistico verso un domani a basso impatto, pur evidenziando la necessità di una filiera integrata che vada dalla produzione sostenibile alla distribuzione capillare del carburante.

Ma è proprio qui che si gioca la partita più importante. Se da un lato la proposta della Cirelli Motor Company si distingue per la capacità di coniugare autonomia, rispetto ambientale e rapidità di rifornimento, dall’altro restano alcune incognite tutt’altro che trascurabili. La diffusione disomogenea dei distributori di biometano sul territorio nazionale, la volatilità dei prezzi e la mancanza di incentivi strutturali sono fattori che rischiano di rallentare la corsa verso una vera transizione green. Il successo di questi modelli, insomma, dipenderà tanto dalle loro caratteristiche tecniche quanto dalla capacità del sistema Paese di supportare un ecosistema di mobilità integrato e sostenibile.

Dal punto di vista commerciale, la Cirelli 1 Cross e la Cirelli 6 si posizionano in una fascia di prezzo che punta a essere competitiva: 24.800 euro per la prima, 27.800 euro per la seconda. Un posizionamento che mira a rendere la scelta green accessibile a un pubblico più ampio, pur lasciando in sospeso alcune variabili determinanti, come il reale vantaggio economico legato al differenziale dei costi carburante e alle eventuali agevolazioni fiscali. In altre parole, la convenienza sarà tutta da verificare alla prova dei fatti, una volta chiariti tempi di commercializzazione, disponibilità effettiva sul mercato e consumi omologati in condizioni reali.

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