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Cinque Ferrari, un solo mito: come cambia l’icona di Maranello

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 2 gen 2026
Cinque Ferrari, un solo mito: come cambia l’icona di Maranello
Cinque modelli Ferrari disegnati da Flavio Manzoni: dalla estrema SF90 XX Spider alla classica Daytona SP3, passando per Monza SP2, LaFerrari e l'innovativa F80.

Quando si parla di Ferrari, non si tratta semplicemente di automobili: si entra in un universo in cui ogni dettaglio, ogni linea e ogni rombo raccontano una storia fatta di passione, tecnica e visione. La casa di Maranello si presenta al mondo con cinque modelli che non rappresentano solo la vetta della tecnologia, ma incarnano cinque modi diversi di intendere il mito. Sotto la regia di Flavio Manzoni, il design Ferrari si conferma ancora una volta una vera e propria dichiarazione d’intenti, capace di fondere l’innovazione più spinta con un rispetto quasi religioso per la tradizione.

Al cuore della gamma spicca la Ferrari SF90 XX Spider, la massima espressione della filosofia ibrida secondo il Cavallino. Qui, la potenza raggiunge livelli quasi surreali: un motore V8 biturbo da urlo, coadiuvato da tre motori elettrici, sprigiona un totale di 1.030 cavalli. Il risultato? Un’accelerazione che incolla al sedile e una reattività che trasforma ogni curva in un’esperienza sensoriale. Non si tratta solo di numeri, ma di pura emozione trasmessa attraverso una meccanica sopraffina, dove la tecnologia ibrida non è un compromesso, ma un valore aggiunto che ridefinisce il concetto di supercar.

Ma la vera rivoluzione arriva con la F80, una vettura che si fa portabandiera della nuova era Ferrari. Qui il motore V6 biturbo si spinge fino a 1.200 cavalli complessivi, consentendo uno scatto da 0 a 100 km/h in appena 2,1 secondi. Un dato che lascia senza fiato, soprattutto se si considera la capacità della F80 di fondere leggerezza e prestazioni senza mai perdere di vista il piacere di guida. L’approccio di Manzoni si manifesta nella ricerca costante dell’equilibrio tra forma e funzione, con un’aerodinamica esasperata che non sacrifica mai l’estetica, ma la esalta.

Per chi invece non vuole rinunciare al fascino del passato, Ferrari propone due veri e propri omaggi alle sue radici: la Daytona SP3 e la Monza SP2. Questi modelli rappresentano la quintessenza della tradizione, affidandosi a un poderoso motore V12 aspirato da 6,5 litri che suona come una sinfonia meccanica. Nella Daytona SP3, il design si fa scultura, con richiami evidenti alle vetture da competizione degli anni d’oro, mentre la Monza SP2 incarna la purezza stilistica grazie a superfici pulite e soluzioni aerodinamiche che eliminano ogni elemento superfluo. Qui, la potenza non è solo un dato tecnico, ma diventa parte integrante di una narrazione che celebra la storia e l’identità Ferrari.

A fare da ponte tra passato e futuro c’è la LaFerrari, un modello che ha segnato la svolta epocale verso l’ibrido. Il suo motore V12 da 6,3 litri, abbinato a un propulsore elettrico da 163 cavalli, rappresenta la perfetta sintesi tra tradizione e avanguardia. LaFerrari non è soltanto un’auto dalle prestazioni estreme, ma anche una dimostrazione di come sia possibile coniugare efficienza, emozione e usabilità nella vita di tutti i giorni. La tecnologia ibrida, in questo caso, non limita la personalità della vettura, ma ne amplifica il carattere, regalando una guida sempre coinvolgente e mai banale.

Il tratto distintivo di Flavio Manzoni si percepisce in ogni particolare: dall’ala fissa ispirata alla leggendaria F50, che regala deportanza e presenza scenica, alle superfici minimaliste della Monza SP2, dove l’aerodinamica diventa arte. Questo approccio, in cui l’equilibrio tra funzionalità e impatto visivo viene elevato a dogma, trasforma ogni Ferrari in una lezione di stile e innovazione. Non è un caso che ogni modello sia immediatamente riconoscibile, anche da chi non è un appassionato: la firma di Manzoni è ormai sinonimo di eccellenza estetica e tecnica.

Eppure, il dibattito tra puristi e innovatori è più acceso che mai. C’è chi guarda con nostalgia all’epoca dei grandi V12, temendo che l’avanzata dei motori più compatti e delle architetture ibride possa far perdere alla Ferrari parte della sua anima. Dall’altra parte, c’è chi applaude la capacità del marchio di evolversi, abbracciando le sfide dell’efficienza e della sostenibilità senza rinunciare alle prestazioni da capogiro. Le tirature limitate e i prezzi stellari contribuiscono ad alimentare il mito, ma sollevano anche interrogativi sulla reale fruibilità di queste opere d’arte su quattro ruote.

Alla fine, però, una cosa è certa: ogni Ferrari racconta una storia diversa, fatta di adrenalina, estetica e ricerca continua della perfezione. Che si tratti di inseguire il brivido della velocità assoluta o di celebrare il glorioso passato del Cavallino, la vera sfida per gli appassionati è scegliere quale narrazione vivere. Perché, in fondo, il vero lusso non è possedere una Ferrari, ma poter decidere quale leggenda interpretare.

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