Changan Nevo A06: è lei la prima auto con batteria al sodio
Nel panorama in continua evoluzione della mobilità elettrica, Changan rompe gli schemi e si presenta con una proposta che rischia di riscrivere le regole del gioco. Sotto i riflettori, la nuova Nevo A06, primo veicolo passeggeri di massa a essere equipaggiato con una rivoluzionaria batteria al sodio, sviluppata in collaborazione con CATL e con il supporto tecnologico del modulo Naxtra. Una novità che, a ben vedere, non si limita a inseguire le soluzioni consolidate, ma cerca invece di mettere in discussione alcuni dogmi dell’elettrico, a partire dalla gestione del freddo, dalla sicurezza e dal costo.
Il cuore pulsante della Nevo A06 è rappresentato da una batteria da 45 kWh, che garantisce un’autonomia di oltre 400 km. Un dato che, se confrontato con i valori record delle batterie agli ioni di litio più performanti (spesso tra 510 e 630 km), potrebbe apparire modesto, ma che in realtà cela una rivoluzione silenziosa. L’arma segreta? La capacità di mantenere performance di alto livello anche quando il termometro scende sotto lo zero. I test invernali effettuati a Yakeski parlano chiaro: la batteria al sodio mantiene il 90% della sua capacità anche a -40°C e continua a funzionare persino a -50°C, mentre a -30°C riesce a erogare quasi tre volte la potenza rispetto a un pacco LFP identico. Un vantaggio che si traduce in una mobilità senza compromessi anche nei climi più ostili, là dove molte EV tradizionali arrancano.
La densità energetica è un altro asso nella manica: con 175 Wh per kg, questa tecnologia si posiziona in modo competitivo, pur non raggiungendo ancora i livelli delle celle litio più avanzate. Ma è sul fronte della sicurezza che la batteria Naxtra gioca la sua partita più convincente. I test di abuso estremo sono stati superati senza esitazioni: nessun incendio, nessuna esplosione, nessun accenno di fumo, nemmeno dopo prove di estrusione multidirezionale, perforazione con trapano o addirittura il segamento completo della cella completamente carica. Una robustezza che ridefinisce il concetto di affidabilità, specialmente in quei settori dove il freddo e le condizioni limite sono la norma.
La strategia di Changan non si ferma qui. L’intenzione dichiarata è quella di estendere la tecnologia CATL anche ai marchi Avatr, Deepal, Nevo e Uni, accelerando così la transizione verso una gamma sempre più diversificata di veicoli elettrici. Gli scenari prospettati sono ambiziosi: si parla di future auto puramente elettriche in grado di superare i 500-600 km di autonomia e di ibride plug-in capaci di raggiungere i 300-400 km. Un orizzonte che, se realizzato, potrebbe davvero rappresentare la svolta per la diffusione di massa delle batterie al sodio.
Nonostante questi traguardi, il settore osserva con una certa cautela. È innegabile che la batteria al sodio vinca su più fronti: sicurezza superiore, prestazioni al freddo senza paragoni e prospettive di costo favorevoli, grazie all’abbondanza e al minor prezzo del sodio rispetto al litio. Tuttavia, permangono alcuni interrogativi cruciali: la densità energetica deve ancora colmare il gap con i pacchi litio di ultima generazione, la durata sui cicli di vita su larga scala va dimostrata, e la promessa di prezzi competitivi dovrà fare i conti con la realtà della produzione industriale.
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