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Carburanti: rincari record benzina oltre 1,7 euro diesel oltre 1,8 euro

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 9 mar 2026
Carburanti: rincari record benzina oltre 1,7 euro diesel oltre 1,8 euro
Rincari sui carburanti: benzina a 1,724€/l, diesel a 1,815€/l. Codacons chiede attivazione accisa mobile mentre il Brent oltre 70$/bbl spinge i listini.

L’Italia torna a fare i conti con il caro carburanti, e questa volta la fiammata dei prezzi si fa sentire tutta, dai distributori di città fino alle stazioni di servizio in autostrada. Siamo alla prima settimana di marzo 2026 e il dato che balza subito agli occhi è uno: la benzina oltre 1,7 euro al litro, mentre il diesel oltre 1,8 euro. Numeri che non si vedevano da mesi e che pesano come un macigno sulle tasche degli automobilisti italiani, già messi a dura prova dall’inflazione e dalle incertezze economiche.

A confermare la tendenza ci pensa la puntuale analisi di Staffetta Quotidiana, che rielabora i dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self-service si assesta a 1,724 euro al litro, mentre il diesel schizza a 1,815 euro. Aumenti rispettivamente di 31 e 62 millesimi rispetto alla settimana precedente. E se ci si chiede da dove arrivi questa impennata, basta guardare alle compagnie petrolifere: Q8 ha ritoccato i listini consigliati, portando la benzina su di 2 centesimi e il gasolio addirittura di 7; Tamoil ha rincarato di 3 centesimi la benzina e di ben 10 il diesel. Insomma, un effetto domino che parte dai mercati internazionali e arriva diretto alla pompa.

Il vero motore di questa escalation, però, va cercato nelle quotazioni del Brent, il petrolio di riferimento per il mercato europeo. A gennaio il Brent viaggiava su una media di 55,1 euro al barile, ma nei primi giorni di marzo la soglia ha sfondato i 72 euro. Un salto che non lascia indifferenti, tanto da mettere in moto anche le norme che regolano la cosiddetta accisa mobile. Questo meccanismo, previsto dal Ministero dell’Economia, consente di abbassare automaticamente le accise sui carburanti quando il prezzo medio mensile del Brent supera un certo valore di riferimento. Un paracadute pensato per evitare che i rincari del greggio si traducano in una stangata insostenibile per chi deve fare il pieno.

A farsi portavoce delle preoccupazioni dei consumatori ci pensa il Codacons, che ha già chiesto l’attivazione immediata della accisa mobile. L’associazione ha acceso i riflettori sulle situazioni più critiche: in Basilicata, Calabria, Sicilia e Valle d’Aosta la benzina in self-service ha superato quota 1,8 euro, mentre il diesel ha raggiunto e talvolta oltrepassato la soglia psicologica dei 2 euro al litro. E sulle autostrade, il quadro si fa ancora più fosco: la benzina servita viaggia ormai stabilmente sopra i 2 euro, mentre il diesel servito sfiora in media i 2,21 euro al litro. Cifre che fanno tremare chi si mette in viaggio, specie in vista dei ponti primaverili e delle prime partenze per le vacanze.

L’accisa mobile, per quanto utile come tampone nei momenti di emergenza, resta però uno strumento parziale. Non risolve le cause strutturali che alimentano la volatilità dei prezzi dei carburanti, né può sostituire una politica energetica che punti davvero all’efficienza e alla transizione verso combustibili alternativi. È una soluzione che mette una pezza, ma non cuce lo strappo: i rincari potrebbero ripresentarsi non appena le condizioni di mercato tornano a farsi sfavorevoli.

Nel frattempo, agli automobilisti non resta che aguzzare l’ingegno. Le soluzioni, almeno nel breve periodo, sono quelle di sempre: confrontare i prezzi tramite app dedicate, scegliere i distributori indipendenti, pianificare i rifornimenti lontano dalle autostrade, dove la differenza di prezzo può essere anche di decine di centesimi al litro. Sono piccoli accorgimenti che, messi insieme, possono alleggerire un po’ il conto finale, ma non cambiano la sostanza di una situazione che appare sempre più insostenibile.

E mentre cresce il malcontento tra chi ogni giorno è costretto a spostarsi per lavoro o per necessità, diventa sempre più urgente accelerare sulla strada della mobilità sostenibile. L’adozione dei veicoli elettrici, per ora ancora frenata dai costi e dalla scarsità delle infrastrutture di ricarica, rappresenta una delle poche vere alternative in grado di svincolare il Paese dalla dipendenza dai carburanti fossili. Ma il percorso è lungo e accidentato, e nel frattempo i prezzi alla pompa continuano a salire, trainati da un mercato internazionale che sembra non conoscere tregua.

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