Mansory Carbonado X: la Lamborghini Revuelto che non conosce limiti
Nel panorama delle supercar estreme, c’è un nome che da sempre divide e affascina: Mansory. L’atelier tedesco torna a far parlare di sé con una creazione che non conosce compromessi: la Carbonado X, una reinterpretazione della già esuberante Lamborghini Revuelto che riscrive le regole del tuning di lusso e porta la personalizzazione su un nuovo livello. Un esercizio di stile e tecnologia che non si limita a una semplice elaborazione estetica, ma che investe ogni centimetro della vettura, dalla scocca alle performance, per dare vita a un esemplare unico destinato a far sognare – e discutere – gli appassionati di tutto il mondo.
Basta uno sguardo per capire che la Carbonado X non vuole passare inosservata. La carrozzeria, interamente ridisegnata in fibra di carbonio forgiata, lascia il segno grazie a superfici scolpite e dettagli tecnici che sembrano usciti da un laboratorio di aerodinamica avanzata. Il frontale, dominato da uno splitter pronunciato e da prese d’aria ventilate sul cofano motore, comunica subito la vocazione corsaiola del progetto. Sui fianchi, convogliatori maggiorati e minigonne sovradimensionate contribuiscono non solo a raffreddare la meccanica, ma anche a enfatizzare la muscolosità della linea, mentre i passaruota posteriori – scolpiti e ventilati – amplificano l’aggressività visiva della vettura.
Dietro, la scena è tutta per il nuovo impianto di scarico a tre uscite, un’ala imponente e un diffusore di generose dimensioni: soluzioni che non sono solo scenografiche, ma funzionali a incrementare la deportanza e gestire i flussi d’aria alle alte velocità. A completare il quadro, il tettino con presa d’aria funzionale si prende cura del raffreddamento del cuore pulsante della supercar: il celebre V12 aspirato da 6,5 litri.
I numeri, come sempre quando si parla di Mansory, sono da capogiro: 930 cavalli e 765 Nm di coppia per il dodici cilindri, ben 105 CV e 40 Nm in più rispetto alla già potentissima Lamborghini Revuelto di serie. E non è tutto: integrando i tre motori elettrici dell’architettura originale, la potenza complessiva raggiunge quota 1.120 cavalli, una cifra che proietta la Carbonado X nell’olimpo delle hypercar ibride più estreme mai concepite. Prestazioni? Bastano 2,3 secondi per lo 0-100 km/h e una velocità massima di 355 km/h, valori che lasciano intendere una dinamica di guida ai limiti della fisica.
La tecnica si fa protagonista anche nelle scelte legate all’assetto: i cerchi in carbonio FV.10 da 21 pollici all’anteriore e 22 al posteriore, calzati rispettivamente con pneumatici 265/30 ZR21 e 355/25 ZR22, sono studiati per contenere la massa non sospesa e migliorare la reattività dello sterzo. Ogni dettaglio, dall’aerodinamica esasperata ai materiali ultraleggeri, contribuisce a una guida che promette sensazioni fuori dal comune, sebbene l’approccio così radicale sollevi interrogativi sulla reale fruibilità su strada e sulle possibili implicazioni in termini di omologazione e garanzia.
L’abitacolo non è da meno: l’atmosfera che si respira a bordo della Carbonado X è quella di un salotto hi-tech, dove l’Alcantara scura si alterna a inserti in pelle con accenti turchesi, mentre l’illuminazione ambientale e i loghi Mansory retroilluminati sottolineano l’esclusività della realizzazione. La cura artigianale nei dettagli, evidente nelle cuciture e nelle finiture, rappresenta il tratto distintivo di una produzione one-off pensata per una clientela che pretende il massimo in termini di personalizzazione.
Non sorprende, quindi, che il prezzo della Carbonado X resti avvolto nel mistero: si parla di cifre da capogiro, in linea con le commissioni su misura del mercato mediorientale, dove l’esclusività e la ricerca del “mai visto prima” sono la regola. Eppure, al di là del valore economico, questa creazione rappresenta una riflessione sul futuro delle supercar: piattaforme ibride sempre più sofisticate, materiali compositi come la fibra di carbonio forgiata e una domanda crescente di unicità da parte di una clientela internazionale sempre più esigente.
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