Auto elettriche, il CEO di BYD avvisa i rivali: "Siamo avanti di 5 anni"
Nel panorama automobilistico globale, un nome risuona con forza sempre crescente: BYD. L’azienda cinese si è ormai ritagliata un ruolo da protagonista nella rivoluzione elettrica, scompaginando gli equilibri e costringendo tutti i competitor a rivedere le proprie strategie. Il 2024 è stato l’anno della consacrazione: con 4,27 milioni di unità vendute tra elettriche pure e ibride plug-in, il costruttore asiatico non solo ha infranto ogni record, ma ha anche raggiunto il traguardo – celebrato nel 2025 – di ben 15 milioni di veicoli a nuova energia prodotti dalla fondazione. Una cifra che, se letta nel contesto della storia industriale recente, non lascia spazio a dubbi: la crescita di BYD è stata esponenziale, inarrestabile, capace di ridisegnare la mappa del potere automobilistico mondiale.
A fare la differenza è la velocità. Nel dettaglio, le 4.272.145 vendite del 2024 segnano un incremento del 41,3% rispetto all’anno precedente, un dato che in sé racconta già una corsa senza eguali. Ma la sostanza va oltre le cifre: tra questi numeri, spiccano 1.764.992 veicoli elettrici a batteria (BEV) e 2.485.378 ibridi plug-in (PHEV), segno che la strategia multiforme del marchio si traduce in un’offerta capillare, capace di intercettare ogni segmento e ogni esigenza. Il salto produttivo è sostenuto anche da una crescita poderosa nella capacità delle batterie, che ha raggiunto i 194.705 GWh (+29% su base annua). Un risultato che, in termini industriali, significa efficienza, scalabilità e, soprattutto, controllo diretto su ogni anello della catena del valore.
Il percorso di BYD verso il vertice non è stato lineare. Dal primo milione di NEV, traguardo tagliato in 13 anni, si è passati a una progressione sempre più serrata: gli ultimi 5 milioni di veicoli sono stati prodotti in appena 13 mesi. Questo ritmo vertiginoso ha acceso i riflettori internazionali sull’azienda, con il CEO Wang Chuanfu che non ha esitato a sottolineare come i costruttori cinesi vantino oggi un vantaggio tecnologico di 3-5 anni rispetto ai principali rivali occidentali. Un’affermazione che, alla luce dei dati, suona più come una constatazione che come una provocazione.
L’Europa rappresenta il banco di prova più impegnativo e, allo stesso tempo, il palcoscenico ideale per misurare la forza dirompente del marchio. Nel Vecchio Continente, BYD ha registrato numeri da capogiro: in diversi periodi, le immatricolazioni hanno quasi triplicato quelle di Tesla. Il dato di ottobre 2025 parla chiaro: 17.470 vetture immatricolate, con una crescita del 285% rispetto all’inizio dell’anno. E questo nonostante i dazi europei del 17% su alcuni modelli e la pressione di una concorrenza agguerrita. In un contesto simile, la capacità di adattarsi rapidamente e di mantenere prezzi competitivi è diventata una leva strategica fondamentale.
Se l’Europa osserva con attenzione, l’Italia rappresenta un vero e proprio laboratorio di crescita. Qui BYD ha messo il turbo: dalle 2.881 immatricolazioni del 2024 si è passati alle 25.226 del 2025, raggiungendo una quota di mercato del 2,8% e posizionandosi stabilmente tra i primi 15 costruttori nazionali. Un exploit che trova il suo simbolo nella Dolphin Surf, la city car di punta che in soli sei mesi dal lancio ha totalizzato 4.563 immatricolazioni. Dicembre, in particolare, ha visto ben 3.347 nuove registrazioni, confermando come la proposta BYD sappia rispondere in modo efficace alle esigenze di mobilità urbana, senza rinunciare a tecnologia e design.
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