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Bugatti danza sul ghiaccio: lo spettacolo incredibile a St. Moritz [VIDEO]

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 5 feb 2026
Bugatti danza sul ghiaccio: lo spettacolo incredibile a St. Moritz [VIDEO]
Bugatti ha dominato l'I.C.E. St. Moritz: tre Bolide in esibizione sul lago ghiacciato, tre Veyron Grand Sport Vitesse Les Légendes e la Baby II one‑of‑one, tra prestazioni estreme e celebrazione storica.

C’è un’atmosfera sospesa, quasi rarefatta, che si respira quando Bugatti decide di portare la propria leggenda laddove la velocità incontra la natura incontaminata: il lago ghiacciato di St. Moritz. Qui, all’ultima edizione dell’ICE St Moritz, il marchio di Molsheim ha saputo, ancora una volta, riscrivere le regole dell’eccellenza automobilistica, orchestrando una sinfonia meccanica in cui tradizione e avanguardia si fondono senza soluzione di continuità.

Non si tratta semplicemente di un’esposizione di vetture: la presenza di otto modelli d’eccezione, tra cui spiccano tre Bolide, tre Veyron Grand Sport Vitesse della collezione Les Legendes de Bugatti e una esclusiva Baby II, ha trasformato il lago in un palcoscenico dove la storia della Casa francese si è raccontata attraverso il rombo dei motori e la danza delle gomme sul ghiaccio. Una narrazione visiva e sonora che ha coinvolto oltre 20.000 appassionati, accorsi per ammirare da vicino un brand che non smette mai di stupire.

Sullo sfondo, la presenza della Bolide — con il suo inconfondibile W16 da 1.578 cavalli — si è imposta come emblema dell’ingegneria estrema. Vederla scivolare sul ghiaccio, con la carrozzeria che riflette i bagliori della neve e il suono gutturale del motore che squarcia il silenzio alpino, è un’esperienza che va oltre la semplice passione per le auto: è la celebrazione di un sogno meccanico che prende vita davanti agli occhi degli spettatori. La Bolide non è solo una hypercar, ma un manifesto tecnico, un laboratorio su ruote che ridefinisce il concetto stesso di performance.

Non meno iconica la presenza delle tre Veyron Grand Sport Vitesse, rappresentanti della raffinata collezione Les Legendes de Bugatti. Queste vetture, autentici gioielli della storia recente della Casa, raccontano di un’epoca in cui la velocità si coniuga con l’arte del dettaglio, in un equilibrio perfetto tra potenza e lusso. Le Veyron Grand Sport Vitesse sono testimoni di una tradizione che non teme il confronto con il futuro, capaci di dialogare con la modernità senza rinunciare alla propria anima.

In questa cornice esclusiva, la Baby II — la “one-of-one” che ha già fatto parlare di sé tra collezionisti e intenditori — rappresenta un ponte ideale tra le generazioni. Non è un semplice omaggio alla Type 52, ma una reinterpretazione contemporanea di ciò che ha reso grande il nome Bugatti: la capacità di emozionare, di sorprendere, di offrire sempre qualcosa di inatteso. Un oggetto di culto, più che una vettura, che sa evocare l’infanzia dei sogni e la maturità della passione.

E proprio il legame con il passato è stato celebrato attraverso la presenza della Type 59, una delle monoposto più iconiche nella storia delle corse. In un evento dove la modernità della Bolide si specchia nell’eleganza senza tempo della Type 59, si percepisce con forza il messaggio che Bugatti vuole trasmettere: l’innovazione non cancella la tradizione, ma la rinnova, la porta a nuova vita.

Ma l’ICE St Moritz non è stato solo spettacolo. L’evento, infatti, ha offerto anche spunti di riflessione sulle sfide contemporanee. Da una parte, la gestione della sicurezza in ambienti estremi: il lago ghiacciato, trasformato in pista d’élite, ha richiesto una cura maniacale nella preparazione e nell’organizzazione, a tutela di piloti, vetture e pubblico. Dall’altra, il dibattito sull’impatto ambientale di manifestazioni che portano supercar e hypercar su specchi d’acqua naturali: un tema sempre più centrale per un marchio che, pur fedele al proprio DNA, è chiamato a interpretare la sostenibilità come nuovo terreno di innovazione.

Nel dialogo tra passato e futuro, tra esclusività e responsabilità, la presenza di Bugatti all’ICE St Moritz si conferma come un’operazione di posizionamento strategico: da un lato, ribadisce il ruolo di custode di un’eredità leggendaria, dall’altro, si propone come protagonista assoluto della scena contemporanea delle supercar. Ecco allora che il ghiaccio di St. Moritz diventa metafora perfetta: superficie fragile e affascinante, su cui si scrive ogni volta una nuova pagina di storia automobilistica.

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