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M5 Touring 2027: il ritorno del V8 (ma con un compromesso amaro)

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 2 feb 2026
M5 Touring 2027: il ritorno del V8 (ma con un compromesso amaro)
BMW aggiorna la Serie 5 con griglia più piccola, fari ridisegnati e Panoramic iDrive. La M5 Touring mantiene il V8 biturbo e sfida le restrizioni Euro 7 verso il 2027.

Quando si parla di innovazione nel mondo dell’auto, è impossibile non rivolgere lo sguardo verso BMW, casa bavarese che ha sempre saputo giocare d’anticipo tra evoluzione stilistica e avanguardia tecnologica. La nuova Serie 5, fresca di restyling, incarna appieno questa filosofia: una berlina che non cede alle mode passeggere ma sceglie di affinare la propria identità, puntando tutto su dettagli che fanno la differenza. Non siamo di fronte a una rivoluzione visiva, ma a un raffinato lavoro di cesello, dove ogni elemento è stato ripensato per garantire una presenza scenica inconfondibile e un’esperienza di guida proiettata nel futuro.

A colpire subito l’occhio è il frontale, dominato dalla classica griglia a doppio rene, ora ridisegnata e dalle dimensioni più contenute rispetto al passato. Un intervento che, pur rispettando il family feeling, conferisce alla vettura un’aria più dinamica e contemporanea. I fari, allungati e impreziositi da una nuova firma luminosa, si integrano con eleganza in un paraurti più aggressivo, dove le prese d’aria generose suggeriscono subito una vocazione sportiva. È la dimostrazione che, anche quando si parla di restyling “contenuto”, ogni dettaglio può essere il risultato di una precisa strategia stilistica, capace di coniugare tradizione e innovazione.

Ma è nell’abitacolo che si gioca la partita più interessante. Qui, la rivoluzione è affidata al Panoramic iDrive, un sistema che ridefinisce il concetto stesso di interfaccia uomo-macchina. Addio alla strumentazione analogica: le informazioni di marcia vengono proiettate su una banda nera sotto il parabrezza, offrendo al conducente un’esperienza immersiva e intuitiva. Il grande display centrale, dedicato all’infotainment, si fonde armoniosamente con le superfici, regalando un ambiente high-tech che non dimentica il piacere della guida. In un mercato dove la digitalizzazione rischia spesso di sacrificare l’ergonomia, BMW trova il giusto equilibrio, dimostrando ancora una volta una spiccata attenzione alle esigenze del guidatore moderno.

E se la Serie 5 rappresenta la sintesi perfetta tra eleganza e tecnologia, la vera punta di diamante arriverà nel 2027 con la nuova M5 Touring. Attesissima dagli appassionati, questa variante sportiva promette di mantenere intatto il proprio DNA grazie a soluzioni dedicate: dai rivestimenti esclusivi al volante e ai sedili pensati per la guida dinamica, fino alle grafiche specifiche dell’infotainment che sottolineano la natura prestazionale del modello. Sotto il cofano, il protagonista indiscusso è il potente V8 biturbo da 4,4 litri, ora abbinato a un sistema ibrido plug-in, sintesi perfetta tra prestazioni e attenzione all’ambiente.

Non manca però una nota di incertezza, legata alle nuove normative Euro 7. Le recenti restrizioni sulle emissioni hanno imposto una riduzione di circa 40 CV, una sfida tecnica che il reparto ingegneristico sta affrontando con soluzioni innovative per non tradire le aspettative degli estimatori della gamma M5 Touring. In questo contesto, il bilanciamento tra rispetto delle regole e conservazione del carattere sportivo diventa il vero banco di prova per il futuro del modello.

La tempistica di lancio parla chiaro: la Serie 5 arriverà entro la fine del 2026, mentre per la M5 Touring occorrerà attendere fino al 2027, segno di quanto la casa di Monaco voglia prendersi tutto il tempo necessario per affinare ogni dettaglio tecnico e stilistico. Una scelta che rivela l’importanza strategica attribuita a un segmento, quello delle station wagon sportive, dove la concorrenza è agguerrita e la differenza la fanno proprio quei particolari che spesso sfuggono a un occhio poco attento.

Le reazioni degli addetti ai lavori non si sono fatte attendere. Da un lato c’è chi plaude alla continuità stilistica e alla concretezza delle innovazioni introdotte, dall’altro non manca chi avrebbe preferito un approccio più coraggioso, magari ispirato al linguaggio della “Neue Klasse”. Resta il fatto che le scelte motoristiche e le soluzioni ibride adottate rispondono in modo puntuale sia alle esigenze normative sia alle aspettative di un mercato sempre più attento alla sostenibilità senza rinunciare alle prestazioni.

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