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BMW osa: la M3 diventa elettrica senza perdere il suo DNA

Di Vincenzo Calvarano
Pubblicato il 14 gen 2026
BMW osa: la M3 diventa elettrica senza perdere il suo DNA
BMW svela la M3 elettrica ZA0: architettura a quattro motori, batteria 100 kWh e possibilità di trazione posteriore. Confermata anche la M3 G84 benzina.

Quando si parla di innovazione nel mondo dell’automotive, pochi nomi evocano la stessa dose di adrenalina e rispetto come BMW. Ed è proprio dalla casa di Monaco che arriva la prossima rivoluzione su quattro ruote: la M3 elettrica, nome in codice ZA0. Un progetto che promette di riscrivere le regole del segmento delle berline sportive di alta gamma, mantenendo però quell’inconfondibile DNA che ha reso il marchio bavarese un’icona per generazioni di appassionati. E lo fa con numeri che lasciano il segno: quad motore, oltre 700 cavalli, batteria da 100 kWh e una configurazione di trazione posteriore selezionabile che fa già discutere gli irriducibili del piacere di guida puro.

Difficile non lasciarsi incuriosire da una vettura che, almeno sulla carta, sembra voler accontentare sia chi cerca la tecnologia più spinta sia chi non è disposto a rinunciare alle emozioni forti. La M3 elettrica ZA0 si presenta infatti come un manifesto di quello che sarà il futuro prossimo dell’automobile sportiva: un connubio di potenza, innovazione e rispetto per l’ambiente, ma senza mai perdere di vista il piacere di guidare. Ed è proprio qui che la strategia di BMW si fa interessante: affiancare alla nuova elettrica la leggendaria versione G84 a sei cilindri benzina, che continuerà a vivere almeno fino al 2028, quasi a voler rassicurare i puristi che la tradizione non sarà dimenticata, ma semplicemente evoluta.

Il cuore pulsante di questa rivoluzione è senza dubbio il sistema quad motore: due motori elettrici per asse, una soluzione che garantisce trazione integrale di serie e un controllo dinamico senza precedenti. Ma gli ingegneri di Monaco non si sono fermati qui. Hanno infatti previsto la possibilità di disattivare le unità anteriori, permettendo così di trasformare la vettura in una pura trazione posteriore. Una scelta che strizza l’occhio a chi, tra una curva e l’altra, vuole sentire la vettura danzare sotto le proprie mani, riducendo al contempo i consumi e amplificando il carattere sportivo che ha reso celebre la sigla M3.

Non meno rivoluzionaria è la batteria da 100 kWh, sviluppata ad hoc per le versioni M. Non si tratta di un semplice accumulatore di energia, ma di un elemento strutturale che contribuisce a incrementare la rigidità torsionale del telaio, un fattore determinante per la precisione di guida che da sempre contraddistingue le BMW più prestazionali. Un dettaglio che non sfugge agli occhi più attenti e che testimonia la volontà della casa di puntare tutto su un’esperienza di guida senza compromessi, anche nell’era dell’elettrico.

Ma la vera sfida, come spesso accade quando si parla di elettrificazione, si gioca sul terreno delle sensazioni. Perché se da un lato la tecnologia offre prestazioni e controllo impensabili fino a pochi anni fa, dall’altro il rischio è quello di perdere quel legame viscerale tra uomo e macchina che ha fatto la storia della M3. Ecco allora che BMW introduce simulazioni di cambio di marcia e rumori motore artificiali, una scelta che non mancherà di dividere gli appassionati: c’è chi apprezzerà il tentativo di mantenere vivi stimoli familiari, e chi invece vedrà in questa soluzione un artificio superfluo, se non addirittura un tradimento dello spirito originario.

Dal punto di vista tecnico, il torque vectoring generato dai quattro motori rappresenta una delle innovazioni più interessanti: una gestione della coppia istantanea e millimetrica che promette di ottimizzare handling e stabilità in ogni condizione di guida, sia su strada che tra i cordoli di un circuito. Tuttavia, restano aperte alcune questioni cruciali: il peso complessivo della vettura, la gestione termica in condizioni estreme, i tempi di ricarica e soprattutto l’autonomia reale quando si sfruttano a fondo i 700 cavalli a disposizione. Interrogativi che solo la prova su strada potrà sciogliere, ma che rappresentano già oggi un terreno di confronto tra sostenitori della tecnologia green e i puristi legati ai motori tradizionali.

Infine, il tema del prezzo: un’elettrificazione di questa portata comporta inevitabilmente costi elevati, che dovranno essere giustificati da un valore percepito all’altezza delle aspettative. La sfida per BMW sarà quella di saper raccontare questa nuova M3 elettrica non solo come un esercizio di stile o un’operazione di marketing, ma come il vero punto di incontro tra passato e futuro, tra tradizione e innovazione, tra passione e razionalità. Solo così la sigla ZA0 potrà entrare di diritto nella leggenda, accanto alla gloriosa G84 e a tutte le M3 che l’hanno preceduta.

 

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