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BMW i8, il folle trapianto: via le batterie, dentro un 6 cilindri

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 26 feb 2026
BMW i8, il folle trapianto: via le batterie, dentro un 6 cilindri
Trevor Elam sta trasformando una BMW i8 sostituendo motore elettrico e 1.5 con un B58 3.0L turbo. Obiettivo 700 cavalli.

C’è chi sogna e chi osa. E poi c’è chi, come Trevor Elam, trasforma una visione radicale in metallo, benzina e passione. È così che una delle icone dell’era moderna, la BMW i8, si trova oggi al centro di un progetto che promette di riscrivere le regole del gioco: addio ibrido, benvenuto cuore da supercar. Non si tratta di un semplice tuning, ma di un vero e proprio engine swap che lascia a bocca aperta per ambizione e audacia. L’obiettivo? Portare la coupé bavarese a un livello di prestazioni finalmente degno della sua silhouette avveniristica, spingendo il concetto di trasformazione tecnica oltre ogni convenzione.

La ricetta di Elam è tanto semplice da raccontare quanto complessa da realizzare: sostituire il modesto tre cilindri originale con un robusto B58 engine, il sei cilindri turbo da 3.0 litri già noto per la sua versatilità e il suo potenziale di elaborazione. Parliamo del propulsore che equipaggia la 340i xDrive del 2017, una vera miniera d’oro per chi mastica cavalli e Nm. E qui la cifra fa davvero tremare i polsi: la meta sono 700 CV, un numero che fino a ieri sarebbe sembrato pura fantascienza per una i8 di serie. Un salto quantico, reso possibile solo grazie a una meticolosa opera di smantellamento e ricostruzione, dove ogni componente viene ripensato per assecondare la nuova vocazione estrema della vettura.

Il primo passo è stato il più drastico: dire addio al pacco batterie, ovvero il cuore pulsante della tecnologia ibrida. La rimozione del battery pack non è solo una questione di peso, ma di filosofia. Via anche il motore elettrico, per liberare lo spazio necessario alla nuova meccanica e, soprattutto, per ricavare quel prezioso transmission tunnel che ora attraversa l’abitacolo tra i sedili. Un dettaglio che segna il passaggio dalla logica plug-in a quella di una sportiva pura, fatta di trazione posteriore e sound da brivido.

Ma se il design della BMW i8 era già da poster, ciò che mancava era la coerenza tra forma e sostanza. L’originale tre cilindri, seppur tecnologicamente raffinato, non riusciva a soddisfare chi cercava emozioni forti e numeri da pista. Ecco perché l’adozione del B58 engine rappresenta molto più di un semplice aggiornamento: è un cambio di paradigma, un modo per riallineare la sostanza alle promesse estetiche. Il sei cilindri turbo, infatti, nasce con 320 CV ma, grazie a interventi mirati su turbina, iniettori e centralina, può tranquillamente sfondare la barriera dei 700 horsepower. Un potenziale che, nelle mani di Elam, si trasforma in una dichiarazione di guerra alle supercar blasonate.

Le sfide, però, non mancano. L’eliminazione del battery pack comporta una significativa variazione nella distribuzione dei pesi, spostando il baricentro verso l’anteriore e richiedendo una completa ricalibrazione della dinamica veicolare. Anche la creazione del transmission tunnel non è una semplice questione di carpenteria: serve riprogettare i supporti motore, adattare la trasmissione, rivedere l’impianto di raffreddamento e integrare una nuova centralina elettronica. Senza dimenticare la questione omologazione, un terreno minato dove ogni modifica deve fare i conti con normative sempre più stringenti e costi che lievitano a ogni passaggio.

Eppure, è proprio qui che il progetto di Trevor Elam assume un valore simbolico: dimostrare che l’innovazione non si ferma davanti agli ostacoli, ma trova nuove strade per esprimersi. Se questa BMW i8 “reinventata” dovesse davvero vedere la luce, sarebbe un precedente destinato a fare scuola tra gli appassionati di restomod e tra chi sogna di trasformare le ibride sportive in autentiche supercar. In fondo, il bello dell’auto è anche questo: prendere un’idea e spingerla oltre, fino a renderla realtà. Perché a volte, cambiare il motore significa cambiare l’anima stessa di una vettura. E con un engine swap di questa portata, la storia dell’i8 potrebbe davvero essere solo all’inizio.

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