Nuova Bertone Runabout: 475 CV e cambio manuale per soli 25 fan
Torna a far battere il cuore degli appassionati di auto il nome Bertone, che dopo anni di silenzio torna sulla scena con una proposta che profuma di leggenda e futuro insieme: il Runabout 2026. Una vettura che, come solo le vere icone sanno fare, riporta in auge l’essenza della sportività italiana reinterpretando in chiave moderna il celebre concept del 1969. Non si tratta solo di un’auto, ma di un vero e proprio manifesto per collezionisti e puristi, un tributo a chi ancora crede nel piacere della guida autentica e nel fascino della produzione limitata.
Runabout 2026 si presenta come un sogno a quattro ruote che parla direttamente al cuore di chi cerca esclusività e carattere. Saranno soltanto 25 gli esemplari prodotti, ciascuno offerto a un prezzo di 390.000 euro, a sottolineare la volontà di rivolgersi a un pubblico ristretto, ma estremamente esigente. La filosofia che guida questo ritorno non è quella della nostalgia fine a sé stessa, ma piuttosto la celebrazione di un’epoca d’oro, reinterpretata attraverso materiali, tecnologie e soluzioni ingegneristiche di ultima generazione.
Due sono le anime che caratterizzano la gamma, pensate per soddisfare diverse sfumature di passione: la Barchetta e la Targa. La prima, fedele al suo nome, si distingue per la quasi totale assenza di tetto e per il parabrezza minimale, offrendo così un’esperienza di guida immersiva, dove il vento e la strada diventano compagni inseparabili. La seconda, invece, si rivolge a chi non vuole rinunciare a un pizzico di praticità: la copertura removibile e il parabrezza integrale garantiscono protezione senza sacrificare l’emozione. Entrambe le versioni, però, condividono lo stesso DNA: una silhouette filante dal profilo a cuneo, fari pop-up che strizzano l’occhio al passato e proporzioni compatte che parlano di agilità e dinamismo. Con i suoi 3.990 mm di lunghezza, 1.116 mm di altezza e un passo di 2.369 mm, il Runabout 2026 si inserisce perfettamente nella tradizione delle granturismo all’italiana, ma con uno sguardo rivolto al domani.
Sotto il cofano pulsa un autentico capolavoro di tecnica: il motore V6 centrale sovralimentato da 3,5 litri, capace di sprigionare la bellezza di 475 cavalli e 470 Nm di coppia. Numeri che non lasciano spazio a compromessi e che promettono emozioni forti, soprattutto se si considera che tutta questa potenza viene affidata a un cambio manuale a sei rapporti, per una connessione diretta e viscerale tra uomo e macchina. La scelta di privilegiare la trasmissione manuale è una dichiarazione d’intenti, un modo per dire che qui il piacere della guida viene prima di tutto, in controtendenza rispetto a una sempre più diffusa digitalizzazione ed elettrificazione.
Il telaio in alluminio estruso, rinforzato da longheroni e barre in lega leggera con roll hoop in acciaio, rappresenta un connubio perfetto tra leggerezza e robustezza. A completare il quadro tecnico, un sistema di sospensioni a doppi quadrilateri con ammortizzatori regolabili a tre vie, studiato per offrire la massima precisione sia su strada che in pista. Il peso piuma di soli 1.057 kg consente al Runabout di raggiungere una velocità massima di 270 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h in appena 4,1 secondi, prestazioni che collocano questa vettura nell’Olimpo delle sportive.
Non meno interessante è l’aspetto legato al mercato. La produzione limitata a 25 esemplari, con prenotazioni già aperte e inizio delle consegne previsto per la metà del 2026, rende ogni unità un vero e proprio oggetto del desiderio. Un bene destinato a pochi, pensato per chi vuole distinguersi e possedere un pezzo di storia automobilistica che non teme il passare del tempo. In un panorama dove la corsa all’elettrico sembra aver messo in secondo piano il fascino delle meccaniche tradizionali, la scelta di Bertone suona come una sfida, una provocazione raffinata che invita a riscoprire il valore della rarità, della cura artigianale e della passione pura.
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