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Benzina e diesel ancora più cari: cosa può cambiare dal 17 settembre

Di Emanuela Termonte
Pubblicato il 13 set 2026
Benzina e diesel ancora più cari: cosa può cambiare dal 17 settembre
Benzina e diesel continuano a salire: self a 2,100 e 2,208 euro. Il 17 settembre scade il taglio delle accise da 17 centesimi.

I prezzi di benzina e diesel continuano a salire e per gli automobilisti italiani si avvicina una data particolarmente importante: giovedì 17 settembre, quando terminerà l’ultima proroga del taglio delle accise sul gasolio. Il governo sta lavorando a un nuovo intervento, ma questa volta l’orientamento è quello di abbandonare gli aiuti generalizzati e concentrare le risorse sulle categorie considerate maggiormente in difficoltà.

Nel frattempo, fare rifornimento costa sempre di più. Secondo i dati dell’Osservatorio sui prezzi del Ministero delle Imprese, sabato la benzina self service sulla rete stradale ordinaria ha raggiunto una media di 2,100 euro al litro, mentre il gasolio è arrivato a 2,208 euro.

Soltanto il giorno precedente i prezzi erano rispettivamente di 2,086 e 2,193 euro al litro. Tradotto in un pieno da 50 litri, in appena 24 ore l’aumento equivale a 70 centesimi in più per la benzina e 75 centesimi per il diesel.

Benzina e diesel sopra i 2 euro: quanto costa fare il pieno

La situazione diventa ancora più pesante per chi deve rifornire in autostrada.

Sulla rete autostradale la benzina in modalità self ha raggiunto una media di 2,192 euro al litro, contro i 2,176 euro del giorno precedente. Il gasolio è salito invece da 2,268 a 2,285 euro al litro.

Con questi valori, un pieno da 50 litri costa circa 105 euro per un’auto a benzina sulla rete ordinaria e supera i 110 euro per un diesel. In autostrada si sale rispettivamente a circa 109,60 euro e 114,25 euro.

Per capire la dimensione degli aumenti è utile il confronto con il 27 febbraio, prima dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. In quel momento la benzina self sulla rete ordinaria costava 1,67 euro al litro, mentre il diesel si attestava a 1,72 euro.

La differenza è quindi molto significativa.

Secondo Adusbef, grazie alla riduzione delle accise da 17 centesimi il rincaro italiano del diesel rispetto al periodo precedente alla guerra è stato comunque inferiore alla media europea: +26%, pari a 44 centesimi al litro, contro un incremento medio europeo del 30%, corrispondente a 55 centesimi.

Il problema per le famiglie rimane però concreto. Ogni ulteriore aumento di pochi centesimi si traduce immediatamente in una spesa maggiore per chi utilizza quotidianamente l’auto.

Taglio delle accise: il 17 settembre scade la proroga

Negli ultimi mesi il governo è intervenuto ripetutamente per contenere il caro carburanti.

Dal 19 marzo al 10 settembre sono stati adottati otto decreti legge e sette decreti ministeriali, attraverso i quali sono state ridotte le accise su benzina e gasolio e, di conseguenza, anche l’Iva applicata.

Fino al 17 settembre, la spesa complessiva dello Stato per queste misure raggiungerà 2,16 miliardi di euro.

L’ultima proroga riguarda il taglio di 17 centesimi delle accise sul gasolio e terminerà giovedì 17 settembre. Prima di quella data sarà quindi necessario decidere cosa fare dopo.

Ed è qui che il quadro diventa più complicato.

Le risorse disponibili per proseguire con riduzioni generalizzate sono ormai limitate. C’è inoltre un’altra questione: un taglio uguale per tutti finisce per garantire un beneficio maggiore, in termini assoluti, a chi consuma più carburante.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha per questo indicato l’intenzione di lavorare a un provvedimento più mirato verso i consumatori che hanno maggiormente bisogno di sostegno.

Al momento, tuttavia, non è stata ancora definita la soluzione finale.

Buoni benzina, autotrasporto e bollo: le ipotesi sul tavolo

Il nodo principale riguarda sia le risorse da utilizzare sia la platea dei beneficiari.

Tra le ipotesi considerate c’è l’utilizzo di un miliardo di euro ottenuto dalla vendita delle riserve di gas acquistate nel 2022, durante la fase più difficile della precedente crisi energetica.

Sul fronte delle entrate vengono discusse anche altre possibilità. La Lega propone un contributo da parte delle banche, soluzione sulla quale Forza Italia è contraria. Un’altra strada presa in considerazione riguarda una possibile tassazione degli extraprofitti delle società di raffinazione.

Anche in questo caso, però, esistono dubbi. Un intervento troppo pesante potrebbe ridurre gli investimenti nel settore e, indirettamente, contribuire a un aumento dei prezzi dei prodotti raffinati.

C’è poi la questione di come distribuire concretamente gli aiuti.

I buoni benzina per i lavoratori dipendenti rappresentano una delle soluzioni considerate più semplici da applicare, ma il confronto politico riguarda anche altre categorie. La Lega chiede di includere i lavoratori autonomi, mentre Forza Italia punta a sostenere anche i pensionati.

Sono inoltre allo studio misure specifiche per le imprese di autotrasporto, particolarmente esposte all’aumento del diesel, e viene valutata persino l’ipotesi di uno sconto sul bollo auto.

Per ora si tratta di possibilità in discussione: non c’è ancora un provvedimento definitivo che stabilisca beneficiari, importi e modalità di accesso.

Cosa può succedere ai prezzi dopo il 17 settembre

Per gli automobilisti la domanda più importante è inevitabile: quanto costeranno benzina e diesel dopo il 17 settembre?

Al momento non è possibile indicare una cifra. Tutto dipenderà dal nuovo intervento del governo e dall’andamento dei prezzi dei carburanti. Quello che emerge è però un possibile cambio di strategia: invece di continuare con un taglio generalizzato, l’esecutivo punta a concentrare le risorse disponibili su specifiche categorie.

Il decreto con l’ultima proroga delle accise contiene inoltre misure per favorire lo sblocco delle attività di ricerca ed estrazione di gas e petrolio ferme a livello regionale, prevedendo anche la possibilità di nominare commissari. Le istanze pendenti per nuove attività, estrazioni o rinnovi delle concessioni sono 38.

Nell’immediato, però, l’attenzione resta tutta sui distributori. Con la benzina a 2,100 euro e il diesel a 2,208 euro al litro sulla rete ordinaria, ogni nuovo rialzo pesa direttamente sulle tasche degli automobilisti.

La data da segnare è quindi il 17 settembre. Entro allora il governo dovrà decidere come sostituire l’attuale riduzione delle accise e, soprattutto, quali automobilisti, lavoratori e imprese potranno beneficiare dei nuovi sostegni contro il caro carburanti.

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