Aznom L'Epoque: l'auto da 1000 CV che sembra venire dal futuro
C’è chi pensa che il lusso, nel mondo dell’auto, sia ormai solo una questione di badge sul cofano e comfort scontati. Ma quando si parla di Aznom Automotive, la prospettiva cambia radicalmente: il futuro viene immaginato come un viaggio fuori dal tempo, dove la tradizione dialoga con la tecnologia in una sinfonia inedita. Ecco allora che entra in scena L’Epoque, una vera e propria dichiarazione d’intenti, firmata a quattro mani con Camal Studio. Un’auto che non vuole solo portarti a destinazione, ma reinventare il concetto stesso di viaggio, tra suggestioni rétro e soluzioni da fantascienza.
L’Epoque non è semplicemente una concept car; è un manifesto su ruote, lungo quasi otto metri, che riporta alla memoria le grandi coupé degli anni ruggenti ma lo fa con una spavalderia tutta contemporanea. Il frontale, dominato da una calandra monumentale e listelli verticali cromati, lascia subito intendere che qui nulla è lasciato al caso. I fari a LED, verticali come colonne di un tempio futurista, danno un’identità precisa, mentre la fiancata – alta, solida, con il tetto sospeso – parla la lingua della raffinatezza senza tempo. E quando si arriva al posteriore, la firma luminosa a LED che abbraccia la targa è una pennellata d’autore: un omaggio al passato, ma con lo sguardo dritto nel domani.
Ma la vera rivoluzione è nascosta sotto il cofano. Qui la potenza non si misura solo in numeri, ma in visione. Quattro motori elettrici – uno per ogni ruota – lavorano in perfetta sincronia, orchestrati da una batteria 100 kWh che promette energia da vendere e performance da capogiro. La cifra che conta? 1000 CV complessivi, una soglia che fino a ieri sembrava riservata alle hypercar più estreme. Ma Aznom Automotive non si ferma qui: a bordo trova posto anche un V6 termico, chiamato a svolgere il ruolo di range extender, pronto a entrare in scena quando l’autonomia rischia di diventare un problema. Una scelta tecnica che punta a offrire il meglio dei due mondi, con una gestione della potenza raffinata e un torque vectoring di ultima generazione, capace di regalare sensazioni di guida uniche anche su una carrozzeria così imponente.
Certo, non mancano le sfide: il peso complessivo, la reale efficienza energetica e, soprattutto, la conformità alle sempre più stringenti normative di sicurezza sono ostacoli che potrebbero tenere L’Epoque confinata nel regno delle opere d’arte a tiratura limitata. Ma in fondo, è proprio questo il bello: l’esclusività non è solo un valore aggiunto, ma la vera essenza del progetto.
Entrando nell’abitacolo, si viene avvolti da un’atmosfera che ricorda più una suite d’albergo che una vettura. La disposizione dei sedili – sei posti in configurazione 2+2+2 – è studiata per offrire spazio e riservatezza, mentre i materiali parlano la lingua della migliore tradizione italiana: legno massello, pelli selezionate, tessuti autentici, lavorati a mano da artigiani che conoscono il significato della parola eccellenza. E qui la tecnologia non è mai invasiva, ma si fa complice silenziosa del comfort: un assistente con IA bordo si occupa di tutto, dal microclima adattivo alle sospensioni intelligenti, fino ai comandi vocali che permettono di personalizzare ogni dettaglio del viaggio. Il risultato? Un’esperienza di rigenerazione, dove il tempo sembra dilatarsi e la privacy diventa un lusso da assaporare.
Non è un caso, dunque, che L’Epoque si collochi in una nicchia riservata a pochissimi eletti, accanto a nomi come Rolls-Royce e Bentley, ma con un twist tutto suo: qui l’innovazione non è solo elettrificazione, ma una fusione di artigianalità e intelligenza artificiale che ridefinisce il concetto stesso di automobile di lusso. Tuttavia, il percorso verso la produzione di serie resta tutt’altro che scontato: i costi di sviluppo, la complessità dei sistemi e le sfide legate alla sicurezza su un corpo vettura di queste dimensioni rendono probabile che L’Epoque rimanga un oggetto del desiderio per pochi, forse pochissimi, collezionisti. Un’opera unica, pensata per chi cerca non solo l’auto, ma l’esperienza, la narrazione, il privilegio di essere parte di qualcosa di irripetibile.
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