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Auto usate, attento alla trappola: i marchi con più incidenti in Italia

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 12 apr 2026
Auto usate, attento alla trappola: i marchi con più incidenti in Italia
Analisi 2025: il 12,8% delle auto usate in Italia ha sinistri. Porsche e BMW tra i marchi più colpiti; riparazioni costose: cosa verificare prima dell'acquisto.

Nel variegato panorama delle sinistri auto usate in Italia, emergono dati che lasciano poco spazio ai dubbi: acquistare un’auto di seconda mano è un’operazione che richiede attenzione, conoscenza e, soprattutto, una buona dose di consapevolezza. L’analisi 2025 di carVertical offre una fotografia impietosa, ma fondamentale, del mercato nazionale. Secondo questa indagine, circa il 12,8% delle vetture esaminate ha subito almeno un sinistro, ma la percentuale cambia drasticamente in base al segmento e al blasone del marchio. E non si tratta solo di numeri: dietro le statistiche si celano storie di riparazioni costose, svalutazioni repentine e scelte che possono fare la differenza tra un affare e una vera e propria trappola.

A balzare subito all’occhio sono i dati relativi ai marchi premium. Prendiamo ad esempio Porsche: il 38,2% delle vetture usate analizzate risulta aver subito danni, una percentuale che sale vertiginosamente se si restringe il campo a modelli specifici come la Porsche Macan, che raggiunge il 39,1%. Non è da meno BMW, con il 35,3% delle sue auto usate coinvolte in sinistri, mentre la situazione si fa addirittura più marcata quando si parla di modelli iconici come la BMW Serie 7, che arriva a toccare un impressionante 77,3%. In questo scenario, spicca anche la presenza della Ford Mustang, che si aggiudica il poco invidiabile primato del 64,8% di esemplari incidentati tra quelli immessi sul mercato dell’usato. Sono cifre che fanno riflettere e che evidenziano quanto sia fondamentale approfondire la storia del veicolo prima di procedere all’acquisto.

Se allarghiamo lo sguardo ad altri marchi premium, troviamo Smart con il 23,9% e Mini al 20,6%, mentre Audi si ferma al 15,5%. Tuttavia, non tutte le auto di fascia alta presentano lo stesso rischio: basti pensare che Alfa Romeo, Citroën e Land Rover si attestano rispettivamente su percentuali decisamente più basse, con solo il 6%, il 6,3% e il 6,5% di vetture danneggiate. Tuttavia, quando si entra nel dettaglio dei modelli, la situazione può cambiare radicalmente: l’Audi A8 raggiunge il 71% e la BMW X6 il 70,4%. Dati che non lasciano spazio a interpretazioni: le auto di lusso sono spesso protagoniste di incidenti e, di conseguenza, di costose riparazioni.

Ma perché proprio i marchi premium sono così esposti ai sinistri? La risposta sta nella complessità costruttiva e nei materiali impiegati. Una Porsche non è solo un’auto: è un concentrato di tecnologia, elettronica avanzata e materiali speciali. Non sorprende, quindi, che il costo riparazioni medio per una vettura della casa di Stoccarda si attesti sui 12.400 euro. Seguono Jaguar con 12.100 euro e Toyota con 11.600 euro. Un abisso rispetto a marchi più accessibili come Skoda, Mazda e Dacia, che si fermano rispettivamente a 2.400, 2.600 e 3.600 euro. La differenza è netta e non riguarda solo la qualità dei materiali, ma anche la presenza di componenti elettronici sofisticati e sistemi di sicurezza di ultima generazione, che fanno lievitare i costi in caso di guasto o incidente.

Va detto, però, che le city car e le vetture compatte non sono immuni ai sinistri. Anzi, la frequenza di piccoli urti, graffi e danni da parcheggio è più elevata rispetto alle auto di lusso. Tuttavia, la loro struttura più semplice e la minore incidenza di tecnologie avanzate rendono le riparazioni decisamente più accessibili. È proprio qui che il mercato delle sinistri auto usate mostra il suo volto più eterogeneo: chi sceglie una city car può aspettarsi interventi meno onerosi, mentre chi si orienta verso una sportiva o una berlina di lusso deve mettere in conto spese future ben più elevate.

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