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17 auto per ogni colonnina: il paradosso dell'elettrico in Italia

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 18 feb 2026
17 auto per ogni colonnina: il paradosso dell'elettrico in Italia
In Italia 70.272 punti di ricarica pubblici per auto elettriche: +16% in un anno, ma il rapporto con i veicoli resta sopra la media UE. Sfide e prospettive.

In Italia la corsa verso la mobilità elettrica si sta facendo sempre più serrata, ma la strada da percorrere è ancora lunga e disseminata di ostacoli. I numeri raccontano una realtà fatta di progressi tangibili, ma anche di squilibri che rischiano di rallentare la transizione energetica del nostro Paese. Oggi possiamo contare su 70.272 punti di ricarica pubblici, con oltre 10.000 nuove installazioni in soli dodici mesi e una crescita del 16% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, dietro questa espansione dell’infrastruttura di ricarica si nasconde una questione non di poco conto: il rapporto tra veicoli elettrici e colonnine di ricarica rimane ancora fortemente sbilanciato, con ben 17 auto ogni singola colonnina. Un dato che non può passare inosservato e che, anzi, merita di essere analizzato con attenzione per comprenderne le implicazioni concrete sulla vita quotidiana degli automobilisti italiani.

L’impressione è quella di una rincorsa continua, in cui la domanda supera l’offerta. Da un lato, l’Italia si sta impegnando a fondo per ampliare la propria rete di colonnine di ricarica, dimostrando di voler giocare un ruolo da protagonista nella partita della decarbonizzazione. Dall’altro, però, la diffusione delle auto a batteria corre ancora più veloce, lasciando l’infrastruttura di ricarica costantemente un passo indietro rispetto alle esigenze di chi sceglie la mobilità elettrica. Non è un caso se il nostro rapporto di 17:1 tra auto e colonnine sia superiore alla media europea, che si attesta su un più virtuoso 14:1. Questo squilibrio si traduce in una sfida concreta: il rischio di trovarsi spesso a corto di punti di ricarica disponibili, specialmente nei momenti di maggiore afflusso o nelle zone più popolate.

A complicare ulteriormente il quadro, si aggiungono le forti disparità geografiche che attraversano la Penisola. Se il Nord e le grandi città possono vantare una rete di colonnine di ricarica capillare e ben distribuita, il Sud e le aree interne restano ancora indietro, quasi come se viaggiasse a velocità ridotta. Questa frattura rischia di accentuare ulteriormente il divario tra territori, penalizzando chi vive lontano dai grandi centri urbani e rendendo la transizione verso la mobilità elettrica un percorso a ostacoli per molti cittadini. E non è tutto: la maggior parte delle colonnine installate appartiene ancora alla categoria della bassa e media potenza, ideali per soste prolungate ma poco adatte a chi deve affrontare lunghi viaggi o ha bisogno di una ricarica rapida durante la giornata.

Il confronto con il resto d’Europa, poi, non lascia spazio a dubbi. Paesi come i Paesi Bassi, la Germania e la Francia non solo hanno saputo costruire una rete di infrastruttura di ricarica più estesa, ma possono contare su una percentuale decisamente superiore di punti di ricarica ad alta potenza. Un dettaglio tutt’altro che secondario, perché proprio la possibilità di effettuare ricariche rapide rappresenta un elemento chiave per accrescere la fiducia dei consumatori e incentivare l’acquisto di veicoli elettrici. L’Italia, pur mostrando segnali di recupero, deve ancora colmare un gap importante per poter competere davvero a livello continentale e offrire agli automobilisti la stessa libertà di movimento garantita ai loro omologhi europei.

La partita, dunque, è ancora tutta da giocare. Perché la crescita dell’infrastruttura di ricarica non può essere lasciata al caso o affidata soltanto all’iniziativa dei singoli operatori. Serve una strategia chiara e condivisa, capace di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, utility e aziende private. Investimenti pubblici e privati devono andare di pari passo, sostenuti da procedure autorizzative snelle e da una reale collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. Solo così sarà possibile accompagnare la diffusione della mobilità elettrica con una rete di colonnine di ricarica davvero all’altezza delle aspettative, in grado di offrire a tutti gli automobilisti un’esperienza di ricarica affidabile, veloce e capillare su tutto il territorio nazionale.

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