Auto d’epoca: dal 2026 torna il fascino delle targhe originali
C’è una novità che farà battere il cuore a chiunque ami il fascino senza tempo delle targhe storiche e senta il profumo inconfondibile della benzina mista a storia: dal 2026, in Italia, le auto d’epoca potranno finalmente sfoggiare targhe fedeli agli originali, anche per i modelli costruiti prima del 1952. Una vera e propria rivoluzione, sancita dalla circolare n. 33941 del 20 novembre 2025, che segna una svolta attesa da decenni nel mondo dei veicoli storici. Non si tratta di una semplice formalità burocratica, ma di un passaggio fondamentale per chi considera l’automobilismo storico un patrimonio culturale, oltre che una passione viscerale.
In passato, chi voleva rimettere in strada una vecchia gloria doveva spesso accettare compromessi poco soddisfacenti: targhe moderne su carrozzerie d’altri tempi, iter di immatricolazione complessi e tempi d’attesa infiniti. Ora, invece, grazie al lavoro congiunto del Ministero delle Infrastrutture, dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e degli altri enti coinvolti, la procedura si semplifica e si avvicina finalmente alle aspettative dei veri appassionati e dei collezionisti auto. Una volta ottenuta la certificazione di storicità, sarà possibile richiedere una targa che riproduce fedelmente design, caratteri e materiali delle originali, riportando la vettura o la moto al loro splendore autentico.
Il cambiamento, atteso e invocato da anni, risponde alle richieste pressanti di un intero settore. Gli appassionati di automobilismo storico non chiedevano altro che la possibilità di restituire alle proprie vetture quell’aspetto inconfondibile che ha fatto innamorare generazioni di italiani e non solo. Pensiamo a un’Alfa Romeo degli anni ’30 o a una Fiat Topolino: la targa giusta non è un semplice dettaglio, ma il tassello che completa un’opera d’arte su quattro ruote. Il nuovo provvedimento consente, inoltre, di presentare la domanda di immatricolazione subito dopo la realizzazione della targa, velocizzando l’iter e permettendo l’uso immediato del veicolo, senza più inutili attese o passaggi intermedi.
Ma c’è di più: la misura rappresenta un riconoscimento formale dell’importanza del nostro patrimonio automobilistico. Il Ministero delle Infrastrutture, insieme all’Automobile Club d’Italia, al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al fondamentale contributo dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ha scelto di valorizzare non solo i veicoli, ma anche la memoria collettiva che essi rappresentano. In questo processo, il ruolo degli enti certificatori come ASI, FMI e i registri storici di Fiat, Lancia e Alfa Romeo diventa centrale: sono loro a garantire che la definizione di veicoli storici sia assegnata con rigore e passione, assicurando l’autenticità di ogni esemplare.
Il presidente dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Perrone, ha sottolineato come le nuove targhe rappresentino una “opportunità unica” per tutto il settore. Non è solo questione di nostalgia, ma di identità: il nostro cinema, la pubblicità, la cultura popolare sono pieni di riferimenti a modelli iconici che, grazie a questo provvedimento, potranno tornare a vivere con il loro aspetto originale. Il Ministro Salvini ha ribadito che “non si tratta solo di preservare il passato, ma di celebrare un presente e un futuro che rendono grande l’Italia”. Un messaggio che trova eco nelle parole degli addetti ai lavori e dei collezionisti auto, per i quali la passione non si esaurisce nel possesso, ma si rinnova nella condivisione e nella valorizzazione del nostro patrimonio comune.
Questo nuovo scenario avvicina l’Italia ai Paesi più virtuosi in materia di tutela dell’automobilismo storico. Non è solo una questione di regolamenti: è la consapevolezza che le targhe storiche sono il simbolo di una tradizione, di un’epoca, di un modo di vivere la strada e la libertà. La possibilità di vederle nuovamente circolare sulle nostre strade, su auto e moto che hanno fatto la storia, significa rafforzare il legame tra passato e presente, offrendo nuove opportunità anche a livello turistico e culturale.
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