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Auto con fermo amministrativo? Finalmente puoi rottamarla

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 22 gen 2026
Auto con fermo amministrativo? Finalmente puoi rottamarla
La legge consente la rottamazione dei veicoli con fermo amministrativo e la radiazione PRA. La demolizione libera il mezzo ma non estingue i debiti: come comportarsi.

Nel panorama delle pratiche automobilistiche italiane, una novità attesa da anni si fa finalmente strada: la rottamazione veicoli con fermo amministrativo non è più un miraggio. Sì, avete letto bene: con la recente riforma approvata dal Senato, si apre una nuova stagione per chi, stretto nella morsa dei debiti verso lo Stato, vedeva la propria auto inutilizzabile continuare a gravare come un macigno nelle banca dati pubbliche. Un passo avanti che non risolve tutto, ma che di certo alleggerisce la burocrazia e chiarisce, una volta per tutte, il confine tra la fine di un veicolo e la persistenza delle responsabilità economiche.

Fino a ieri, chi si trovava con un’auto soggetta a fermo amministrativo era costretto a convivere con un paradosso: il veicolo, magari ormai un mezzo fuori uso, restava comunque “vivo” agli occhi del Pubblico Registro Automobilistico, con tutto ciò che ne conseguiva in termini di bollo e assicurazione. Una situazione che, oltre a intasare le banca dati con milioni di veicoli fantasma, metteva in difficoltà cittadini già alle prese con le difficoltà economiche. Oggi, invece, la procedura si fa più lineare: la radiazione PRA è possibile anche se sul veicolo grava un fermo, ma attenzione – e qui occorre essere cristallini – la cancellazione dal registro non equivale a una cancellazione del debito. Quello resta, e l’agente della riscossione non esiterà a bussare alla porta quando si presenterà l’occasione.

Il cuore della nuova procedura ruota attorno ai centri di raccolta autorizzati. È qui che si compie il vero spartiacque tra passato e futuro: consegnando il proprio mezzo fuori uso a questi operatori, si dà il via alla demolizione e alla successiva comunicazione al PRA. Solo dopo aver completato ogni passaggio, il veicolo sarà ufficialmente radiato, con la targa che viene tolta di mezzo e il capitolo chiuso, almeno dal punto di vista della circolazione e delle imposte. Tuttavia, come già sottolineato, il capitolo debiti resta aperto: l’auto sparisce dai radar della pubblica amministrazione, ma la posizione debitoria continua a vivere e a seguire il proprietario, pronta a riemergere in altre forme, magari su un nuovo conto corrente o un altro bene intestato.

Il plauso degli operatori del settore non si è fatto attendere: finalmente, si dice, le banca dati saranno più pulite e aggiornate, e il ciclo di vita dei veicoli seguirà un percorso più virtuoso. Le associazioni ambientaliste vedono in questa svolta un’occasione d’oro per incentivare il corretto smaltimento e il riciclo dei materiali, evitando che carcasse arrugginite restino abbandonate per anni. Tuttavia, gli esperti legali e le associazioni dei consumatori invitano alla prudenza: non bisogna farsi illusioni sulla reale portata della rottamazione veicoli con fermo amministrativo. È fondamentale che i centri di raccolta autorizzati forniscano ai cittadini informazioni chiare e trasparenti, per evitare fraintendimenti e spiacevoli sorprese in futuro.

La procedura, nei fatti, si articola in quattro passaggi chiave: innanzitutto, occorre verificare che il veicolo sia effettivamente un mezzo fuori uso, ossia non più idoneo alla circolazione. A questo punto, si consegna l’auto a un centro di raccolta autorizzato, dove viene avviata la demolizione. Il terzo step prevede la compilazione della documentazione necessaria per la radiazione PRA, che sancisce la fine della storia amministrativa del veicolo. Infine, il cittadino riceve il certificato di demolizione, documento fondamentale per dimostrare l’avvenuta cancellazione.

Ma attenzione, e vale la pena ribadirlo: la radiazione PRA non è un colpo di spugna sui debiti. Questi continueranno a esistere e potranno essere riscossi con altri strumenti. Ecco perché è consigliabile valutare attentamente, magari con l’aiuto di un esperto, tutti i pro e i contro della scelta, soprattutto in vista di eventuali acquisti futuri o cambiamenti patrimoniali.

 

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