Autostrade: via libera del Parlamento Europeo al telepedaggio unico

Il sistema di armonizzazione dei sistemi di riscossione pedaggi sulle autostrade comunitarie approvato a larghissima maggioranza: meno burocrazia, maggiore risparmio e stop ai “furbetti del casello”.

Autostrade: via libera del Parlamento Europeo al telepedaggio unico

di Francesco Giorgi

18 Febbraio 2019

L’obiettivo è rivolto ad un sostanziale snellimento burocratico; ovvero: alla semplificazione delle procedure di pagamento dei pedaggi. Ecco, in estrema sintesi, il contenuto della misura di “pacchetto mobilità” rappresentata dalla proposta di pagamento del telepedaggio unico per le autostrade dei Paesi UE, approvata con larghissima maggioranza di pareri favorevoli nelle scorse ore dal Parlamento Europeo: un concreto giro di vite nei sistemi di riscossione e che, secondo gli intenti, oltre a garantire – così viene espresso dal progetto – un notevole risparmio per automobilisti, motociclisti ed autotrasportatori, contribuirà ad eliminare il fenomeno dei “furbetti del casello”, cioè i soggetti che provengono da altri Paesi dell’Unione Europea e che non perfezionano l’importo del pedaggio. Cifre alla mano, la stima in questo senso indica un monte-crediti nell’ordine di 150 milioni di euro all’anno.

Il nuovo telepedaggio unico è “passato” a Strasburgo con 536 voti a favore, 53 contrari e 17 astensioni: votazione che la dice lunga sulla volontà della Eurocamera nel trovare nuovi strumenti di riscossione, più sicuri per le società e le aziende concessionarie, e nel contempo più semplici dal punto di vista normativo, essendo appunto unico il metodo di pagamento telematico.

La proposta è stata avanzata dall’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini; il relatore forzista del testo, in una dichiarazione diffusa da un “lancio” Ansa, puntualizza che il “telepedaggio europeo”, oltre a “Tagliare la burocrazia semplificando la vita di chi usa le autostrade, fa risparmiare centinaia di milioni di euro a cittadini e imprese, e consente un giro di vite contro i ‘furbetti’ di altri Paesi Ue che non pagano le tariffe”, consentirà, secondo una previsione, “Un risparmio di circa 370 milioni di euro l’anno”.

Non manca una frecciatina, neppure troppo velata, nei confronti di chi sostiene l’inutilità delle grandi opere pubbliche: “Basta col populismo dei dilettanti: non è bloccando i cantieri e ostacolando le opere pubbliche che contribuiremo alla crescita di cui l’Europa ha assoluto, ma scommettendo su infrastrutture sempre più efficienti”.

Tecnicamente, spiega il relatore della proposta (alla quale è stato dato disco verde – sottolinea Salini – come “Primo e unico dossier del nuovo pacchetto mobilità approvato”), la direttiva europea che unifica il sistema di telepedaggio nei Paesi dell’Unione Europea “Rende obbligatoria per gli Stati la convivenza delle diverse tecnologie accreditate disponibili”: dai sistemi di bordo a tecnologia microonde, ai dispositivi di navigazione satellitare, ai device mobili. Altrimenti, sussiste “Impossibilità” nell’imporre pedaggi.

A questo punto, la palla passa ai Parlamenti nazionali: ciascuno degli Stati membri dell’Unione Europea ha, ora, 30 mesi di tempo per recepire la direttiva.

A quanto pare, la questione autostrade è, nell’attuale fase di Governo sia nazionale che comunitaria, particolarmente al centro dell’attenzione: ricordiamo, a questo proposito, la dichiarazione del ministro dello Sviluppo Economico e vicepremier, Luigi Di Maio, rilasciata esattamente un mese fa nell’ormai celebre sequenza video filmata durante il viaggio con Alessandro Di Battista alla volta di Strasburgo (qui il nostro approfondimento): una propria proposta di “pagamento unico” periodico, che di fatto – qualora venisse applicata – eliminerebbe i caselli di entrata e di uscita, così come renderebbe superflui gli attuali sistemi Viacard e Telepass. “Bisogna considerare una rete autostradale a tariffa unica europea – era stata l’affermazione del vicepremier pentastellato – Il ‘casello’ deve sparire, in favore di una tariffa unica annuale per l’utilizzo della rete. E questi soldi vadano ad una società stradale che li usa per fare le strade ed investire”.