Buche di Roma: anche gli autovelox per ripararle

Oltre all’esercito, come indicato nel maxiemendamento alla manovra di bilancio, i dissesti stradali di Roma potranno contare anche sui proventi dalle multe per eccesso di velocità: in arrivo sette nuovi autovelox.

Buche di Roma: anche gli autovelox per ripararle

di Francesco Giorgi

27 Dicembre 2018

Fra le misure a sostegno di famiglie, professionisti e imprese, giovani, pensionati, risparmiatori, automobilisti (gli incentivi all’acquisto di vetture “meno inquinanti”) e “under 35” che intendono acquistare un automezzo per trasporto merci (si prevede di rimborsare il 50% delle spese sostenute per il conseguimento delle patenti di guida per mezzi pesanti e dell’abilitazione professionale), e in attesa di conoscere – per le prossime settimane – i decreti su “Quota 100” e reddito di cittadinanza, il maxiemendamento alla Manovra, giunto lo scorso weekend in Senato, mette in conto una misura a tutela degli automobilisti della Capitale, da troppo tempo stretti stretti fra traffico e buche. Si tratta, in sostanza, della conferma alla proposta avanzata nei giorni scorsi dal Movimento 5 Stelle relativa all’invio dell’esercito per la riparazione delle buche nelle strade di Roma.

Una situazione che l’esecutivo M5S-Lega individua come “Emergenza”, e per la quale assegnerebbe all’amministrazione Raggi, come indicava, nei giorni scorsi, una news pubblicata da IlMessaggero.it, “Una dotazione finanziaria pari a 40 milioni di euro, per l’anno 2019, e 20 milioni di euro, per il 2020”, per “Interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilità”.

75 milioni per riparare le buche                                          

Cifre alla mano, il Campidoglio si troverebbe a disposizione un plafond di 60 milioni di euro nei prossimi due anni. Cui si devono aggiungere ulteriori 5 milioni all’anno da destinare all’acquisto delle macchine. Quindi: 75 milioni di euro: niente male; ci sarebbe in ogni caso la speranza che questo spiegamento di forze (finanziarie) serva concretamente a dare un contributo per la messa in sicurezza delle arterie cittadine (coprendo buche, azione che nel testo viene indicata, ripetiamo, come intervento straordinario alla “piattaforma stradale” di grande viabilità; ma anche eliminare le radici meno profonde e stendere nuovi strati di asfalto), come da molto tempo all’indice di quanti – cittadini residenti a Roma e non solo – si trovano a dover fare i conti, tutti i giorni, con una situazione che, obiettivamente, va risolta.

Il terzo ed ultimo comma inerente alle misure di ripristino del manto stradale di Roma, indicato nei giorni scorsi in Manovra, riguardava le modalità di esecuzione di tali opere, che verranno effettuate insieme al Ministero della Difesa. Nella fattispecie, l’esercito: “Gli oneri sostenuti per il concorso del Ministero della Difesa alle attività sopraelencate sono ristorati da Roma Capitale”. Come dire: qualora dovessero intervenire le Forze armate, poi sarebbe compito dell’amministrazione capitolina rifondere l’esercito stesso. Del resto – e quanti si interessano di “cose storiche” lo sanno bene – già duemila anni fa, quando le antiche strade consolari erano in piena funzione, il principale obiettivo della loro realizzazione era favorire gli spostamenti delle legioni; a queste ultime era spesso demandato il compito di provvederne alla relativa manutenzione.

Sette nuovi autovelox: chi corre troppo, ripara le buche

Una seconda via per provvedere alla messa in sicurezza delle strade di Roma dall’incubo-buche, riporta ancora IlMessaggero.it, prevede la destinazione di una parte dei proventi dalle multe per eccesso di velocità alla sistemazione dei dissesti stradali.

Nel dettaglio, l’”operazione sicurezza”, che servirebbe a garantire anche maggiori entrate, si concretizzerebbe con l’apposizione di sette nuovi autovelox, in aggiunta ai ventisette già in dotazione, sotto forma di postazioni fisse e postazioni mobili, nella Galleria Giovanni XXIII (il primo che, in ordine di tempo, dovrebbe entrare in funzione), sulle vie Ostiense, Nomentana, Cristoforo Colombo, Pontina, Prenestina, Tiburtina, Laurentina, Casilina, Cassia, a viale di Tor Bella Monaca e viale Marco Polo. Il bilancio  – si stima un +26% di entrate da “occhi elettronici” – prevede, sfruttando gli articoli del Codice della Strada, di addebitare a quanti supereranno i limiti di velocità, attraverso le contravvenzioni recapitate a casa, le spese per la riparazione delle strade dalle buche.

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