Patente auto: ecco il testo unico sulle manovre

Una circolare del Ministero dei Trasporti indica le linee guida sulle modalità di esame: sono per gli esaminatori, ma utili anche ai candidati.

Patente auto: ecco il testo unico sulle manovre

di Francesco Giorgi

04 Aprile 2017

Una circolare del Ministero dei Trasporti indica le linee guida sulle modalità di esame: sono per gli esaminatori, ma utili anche ai candidati.

Come si svolgeranno gli esami di guida per il conseguimento della patente B? Quali procedure dovranno essere seguite dagli esaminatori? A cosa si darà maggiore importanza, in sede di prova pratica?

Sono i quesiti principali che vengono indicati nella circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti diramata lo scorso 22 marzo 2017.

Il documento, emesso dal Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione, Affari generali e Personale, e dal titolo “Procedure amministrative per il conseguimento della patente di guida della categoria B“, consiste – nella sostanza – in un vademecum che illustra una serie di dettagliate indicazioni sull’effettuazione delle manovre più comuni durante la guida: marcia indietro del veicolo, inversioni di marcia, manovre di parcheggio e uscita dalle aree di sosta, immissione nelle rotatorie e circolazione all’interno di esse.

Si tratta, nel dettaglio, di una sorta di “testo unico” nel quale vengono riepilogate le manovre maggiormente effettuate dai conducenti e, di conseguenza, una serie di “istruzioni” alle quali attenersi per superare l’esame di guida ed entrare in possesso della patente B.

Anche gli esaminatori tornano a studiare

Osservata dal punto di vista degli esaminatori, la nuova circolare ministeriale del 22 marzo 2017 costituisce una informativa che tende a favorire l’omogeneità nelle valutazioni, sull’intero territorio nazionale, nei confronti dei candidati.

Le linee guida, specifica una nota dello stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, vanno osservate “Attenendovisi in maniera rigorosa, per arrivare all’uniformità nelle valutazioni: la loro elaborazione ha avuto il contributo di esperti del settore per pervenire al più alto livello di oggettività e razionalità”. In buona sostanza: una materia di studio in più anche per gli stessi esaminatori.

Da osservare che questo dovrebbe tornare a vantaggio dei candidati: alzi la mano chi, durante l’esame di guida, non sia incappato in osservazioni, da parte dell’ingegnere della Motorizzazione, sul proprio comportamento al volante, magari perché così gli era stato insegnato dall’istruttore.

Sicurezza alla guida: alla base il corretto uso della vettura

Dunque, valutazioni univoche. È da rimarcare, prima di affrontare le fasi di guida sulla strada, l’attenzione richiesta al candidato nei confronti dei dispositivi di utilizzo comune della vettura, e il grado di dimestichezza con essi: la sicurezza al volante nasce anche dal corretto e disinvolto impiego di sedile, cintura di sicurezza, specchi retrovisori, poggiatesta.

Nel dettaglio: la normativa prevede che l’esaminatore verifichi il corretto impiego e la giusta regolazione del sedile di guida, di specchi retrovisori, cinture di sicurezza e poggiatesta, che controlli la chiusura delle porte. Importante: che “Sappa controllare o correttamente utilizzare almeno due dispositivi, scelti a caso tra pneumatici, sterzo, freni, dispositivi di segnalazione acustica e luminosa, e sappia controllare i livelli dell’olio”.

Cosa c’è da sapere per superare l’esame di guida

In buona sostanza: occorre sapere come posizionarsi alla giusta distanza dai pedali e dal volante, scegliere l’altezza migliore del sedile e l’inclinazione dello schienale in base alla propria conformazione; bisogna sapere regolare correttamente lo specchio centrale interno e quelli esterni; saper indossare in maniera corretta la cintura di sicurezza e saperne regolare l’altezza; regolare il poggiatesta (la cui superficie deve superare l’altezza della testa). Inoltre, bisogna saper azionare il dispositivo di salvaguardia dei minori di blocco delle porte, verificare la corretta chiusura delle porte e del cofano bagagliaio, individuare la spia di segnalazione delle porte aperte e aprire il cofano motore.

Riguardo al controllo degli pneumatici, l’esaminatore deve verificare che il candidato sia in grado di controllare “a vista” lo spessore del battistrada, le condizioni della gomma (sappia, cioè, verificare che gli pneumatici non presentino sui fianchi lesioni o rigonfiamenti) e la pressione di gonfiaggio delle gomme, la corrispondenza della misura degli pneumatici con quella riportata sulla carta di circolazione e sappia individuare la pressione di gonfiaggio consigliata. Inoltre, bisogna sapere se e il veicolo è accessoriato con normale ruota di scorta o con “ruotino”, ovvero con il kit “gonfia e ripara”.

Stessa cosa per sistema sterzo (saper individuare la disposizione dei comandi sul volante, sapere controllare eventuali movimenti anomali nello sterzo), per la fanaleria (conoscere la disposizione dei comandi luci e saperli azionare) e per l’impianto frenante (sapere riconoscere una eventuale “corsa a vuoto” del pedale, conoscere e saper utilizzare il freno di stazionamento, riconoscere le spie dell’impianto), nonché per i livelli dei liquidi: olio freni, lubrificante motore (e sapere dove avviene il relativo rabbocco), liquido di raffreddamento, saper individuare dove si rabbocca il liquido lavavetri. 

Manovre e traffico: come ci si dovrà comportare all’esame

Una volta constatato il corretto utilizzo dei comandi vettura, l’esaminatore dà inizio alla seconda fase dell’esame, quella più temuta dai candidati: la prova pratica che consiste nelle manovre e nel comportamento nel traffico quotidiano.

In questa fase, indica la circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’esaminando deve effettuare almeno due manovre (delle quali almeno una a marcia indietro), fra marcia indietro in linea retta o con svolta a destra o a sinistra, mantenendosi nella corretta corsia; inversione del veicolo, ricorrendo sia alla marcia avanti che alla marcia indietro; parcheggio del veicolo ed uscita dallo spazio di parcheggio (allineato, a pettine dritto o obliquo; marcia avanti o indietro; in piano o in pendenza); frenata di precisione rispetto a un punto di arresto predeterminato (l’esecuzione di una frenata di emergenza è facoltativa).

La terza fase di esame riguarda la “normale” marcia nel traffico (che deve durare 25 minuti): qui, il candidato deve eseguire, in condizioni normali di traffico, in tutta sicurezza ed adottando le opportune precauzioni, le seguenti manovre: partenza da fermo (da un parcheggio, dopo un arresto nel traffico, uscendo da una strada secondaria); guida su strada rettilinea (comportamento nei confronti dei veicoli che provengono dalla direzione opposta, anche in caso di spazio limitato); guida in curva; incroci (affrontare e superare incroci e raccordi); cambiamento di direzione (svolta a destra ed a sinistra; cambiamento di corsia); ingresso e uscita dall’autostrada, o eventuali strade ad essa assimilabili (ingresso mediante corsia di accelerazione; uscita mediante corsia di decelerazione); sorpasso e superamento: sorpasso di altri veicoli (se possibile), superamento di ostacoli (ad esempio: vetture posteggiate), ed essere oggetto di sorpasso da parte di altri veicoli; elementi e caratteristiche stradali speciali: rotatorie, passaggi a livello, fermate di autobus e/o tram, attraversamenti pedonali, guida su lunghe salite o discese, gallerie; rispetto delle necessarie precauzioni nello scendere dal veicolo.

 

Le manove più “delicate”: retromarcia, inversione, rotatoria a più corsie

Le novità introdotte dalla circolare del Mit del 22 marzo 2017 definiscono, come accennato, in maniera univoca la corretta esecuzione, da parte dell’esaminando, di determinate manovre, più “particolari” e, per questo, oggetto di studio da parte del Ministero: si vuole, in pratica, evitare che ne vengano date valutazioni differenti a seconda del territorio sul quale si svolge l’esame di guida e, in second’ordine, uniformare il giudizio (“Al fine di fornire ai funzionari esaminatori criteri di valutazione sulle sopra elencate manovre, sono state predisposte delle linee guida cui attenersi rigidamente, al fine di pervenire a valutazioni uniformi sul territorio nazionale”, recita testualmente la circolare ministeriale).

Le manovre individuate sono: retromarcia, inversione di marcia, parcheggio, transito nelle rotatorie con più corsie.

Retromarcia: visione diretta ed indiretta

Nello specifico, la marcia indietro in linea retta o con svolta a destra o a sinistra, mantenendosi nella corretta corsia presuppone, in primo luogo, l’importanza e le differenze tra “visione diretta” e “visione indiretta“. La seconda si basa sull’esclusivo uso degli specchi retrovisori, che però rendono difficile l’individuazione di eventuali persone di bassa statura, animali, ovvero ostacoli di piccole dimensioni sul fondo stradale (bordi del marciapiede, piante, ecc.) presenti dietro al veicolo in manovra.

La “visione diretta”, invece, presuppone – dopo avere controllato la strada retrostante il veicolo dai due specchi esterni ed essersi accertati che la manovra non crei intralcio né pericoloper la circolazione, e dopo avere azionato l’indicatore di direzione destro – la rotazione del busto verso destra, a coprire l’angolo morto dello specchietto di destra: braccio destro dietro il sedile passeggero, leggera torsione del busto (eventualmente anche dell’anca), mantenere il volante con la mano sinistra sul punto più alto della corona ed effettuare la manovra a bassissima velocità. Il veicolo deve mantenersi parallelo al margine della carreggiata, senza eccessive oscillazioni e scostamenti (il candidato deve controllare eventuali leggeri scostamenti con piccoli movimenti del volante). Durante la manovra di retromarcia, il candidato può, per brevi istanti, avvalersi degli specchi retrovisori per controllare la corretta esecuzione della manovra.

L’inversione di marcia

Durante l’esame, il candidato dovrà dimostrare di saper effettuare la manovra di inversione di marcia, in avanti e all’indietro. Non con una sola manovra, dunque, anche se vi fosse spazio sufficiente. Per questa fase, l’esaminando deve (partendo da fermo e dal margine destro della carreggiata) inserire la “prima”, controllare la strada davanti al veicolo e dietro (con gli specchi), ruotare la testa a sinistra per verificare (“visione diretta”) l’angolo moro non coperto dallo specchio, accertarsi “ovviamente” che non sopraggiungano veicoli e far avanzare lentamente l’auto, sterzando verso sinistra in maniera rapida, fermarsi davanti al margine sinistro della [glossario:carreggiata] senza che la parte frontale del suo veicolo scavalchi il marciapiede o, in sua mancanza, a circa un metro dal muro o dalle auto parcheggiate su quel lato.

Poco prima di raggiungere il punto di arresto, deve rapidamente sterzare le ruote verso destra. Qui, inserendo l’indicatore destro e la retromarcia e tenendo la sola mano sinistra sulla parte alta del volante ed il braccio destro sullo schienale, effettuare la seconda inversione in retromarcia.

Il parcheggio: come comportarsi

Allineato, a pettine diritto od obliquo: sono tutte le modalità di parcheggio che possono essere scelte dall’esaminatore per valutare la capacità, in questo senso, del candidato. E possono essere effettuate “in avanti” o a marcia indietro, in piano come in pendenza. La valutazione terrà conto anche della capacità dell’esaminando di uscire dalle aree di parcheggio.

“Non è importante – indica la circolare del Ministero – a quanti centimetri si posizioni rispetto al marciapiede o al limite della strada, bensì che nel compiere la manovra non collida con altri veicoli e non crei situazioni di pericolo invadendo lo spazio degli altri utenti. In ogni caso il veicolo deve essere parallelo al margine destro della carreggiata, non deve creare intralcio per la circolazione e, sia correttamente posizionato negli stalli di sosta, se presenti”.

La rotatoria: ecco l’altra novità

La circolazione (immissione e impegno) del veicolo) nella “intersezione con circolazione rotatoria” (ovvero le “rotonde“) ora è oggetto di studio per gli esaminatori.

Per questo, la circolare indica che, nel caso di rotatoria ad una sola corsia e strada d’accesso ad una sola corsia per senso di marcia, il candidato debba immettersi nella rotatoria stessa restando in prossimità del margine destro (non è necessario l’azionamento dell’indicatore di direzione sinistro: dovrà però azionare la “freccia” destra se debba a imboccare la prima uscita sulla destra); accedere all'”anello” senza attivare l’indicatore sinistro se non deve uscire al primo “bracco”, ma azionare quello di destra con un certo anticipo rispetto al momento in cui imboccherà il “braccio di uscita prescelto”.

Se ci i trova in corrispondenza di una rotatoria a due o più corsie e strada d’accesso con due o più corsie per senso di marcia, in caso di uscita sul lato destro dell'”anello” il candidato deve avvicinarsi alla rotatoria mantenendosi in prossimità del margine destro della [glossario:carreggiata] di accesso, circolare sulla corsia di destra, azionare l’indicatore destro (fin da quando è in prossimità dell'”anello”) se deve uscire al primo “braccio”, oppure azionare la freccia destra successivamente all’ingresso nell'”anello” (con anticipo rispetto al momento in cui imboccherà il braccio di uscita prescelto) se debba prendere una delle uscite di destra successive alla prima.

 

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