Aston Martin: ecco il SUV DBX ed il primo esemplare di DB4 GT Zagato Continuation

Doppia novità da Gaydon: il nuovo complesso di St Athan ha deliberato le prime unità dell’inedito SUV; a Le Mans sarà esposta la prima delle 19 DB4 GT Zagato della serie speciale DBZ Centenary Collection.

Aston Martin: ecco il SUV DBX ed il primo esemplare di DB4 GT Zagato Continuation

di Francesco Giorgi

12 Giugno 2019

Futuro e tradizione procedono su binari paralleli che, spesso, vengono fatti convergere per puntare i riflettori sul “nuovo che avanza” e tiene conto della storia. È il caso, per indicare l’ultimo esempio in ordine di tempo, di Aston Martin, che in queste ore rivela una doppia notizia: la delibera del primo esemplare dell’inedito SUV DBX – modello chiamato a scrivere una nuova pagina nell’evoluzione del marchio di Gaydon, in questi mesi al centro di un marcato “new deal”– dalle nuove linee di montaggio di St Athan; e l’imminente presentazione della immaginifica Aston Martin DB4 GT Zagato Continuation (che fa parte della serie limitatissima DBZ Centenary Collection insieme alla “dedicata” DBS GT Zagato, e che con essa verrà venduta esclusivamente in coppia, ad un prezzo stratosferico) ai “palati fini” della 24 Ore di Le Mans 2019 in programma nel prossimo weekend. Ma andiamo con ordine.

A St Athan la produzione del nuovo SUV Aston Martin DBX

“Erede” concettuale del progetto-Sport Utility illustrato, al Salone di Ginevra 2015, attraverso il prototipo DBX a propulsione elettrica, il primo esemplare di Aston Martin DBX (qui la nostra anticipazione delle unità di pre-produzione impegnate nei test di messa a punto) ha inaugurato il complesso produttivo di St Athan, nel Galles, che opererà a pieno ritmo nei primi mesi del 2020. Le caratteristiche tecniche di Aston Martin DBX vengono tenute “top secret”: i vertici Aston Martin si limitano a comunicare che l’atteso “Sport Utility” di Gaydon verrà presentato verso la fine di quest’anno.

È tuttavia possibile avanzare qualche ipotesi in merito alla scelta delle motorizzazioni che verranno adottate per il primo modello “a ruote alte” del marchio che nel 2012 è passato sotto il controllo del fondo di private equity Investindustrial che fa capo alla famiglia italiana Bonomi, e che nel 2018 (contrassegnato dal “lancio” della nuova generazione di Vantage, di DBS Superleggera e di numerose “special edition” quali Vanquish Zagato Shooting Brake, Vanquish Zagato Speedster e la stessa DB4 GT Continuation più DBS GT Zagato) ha messo a segno un monte-vendite globali di 6.441 vetture, cifra corrispondente ad un +26% rispetto alle 5.098 consegne del 2017.

L’imminente SUV che potrà contribuire ad un arricchimento della “competizione” nell’agguerrito segmento Sport Utility di altissima gamma (Bentley Bentayga; Lamborghini Urus; Rolls-Royce Cullinan e, quando effettivamente verrà realizzato, l’atteso SUV Ferrari “Purosangue” del quale più volte si è parlato negli ultimi mesi) dovrebbe essere equipaggiato esclusivamente con unità a benzina, almeno stando ad una indiscrezione dello scorso anno. Staremo a vedere.

Per il momento, l’attenzione, da parte di Aston Martin, viene posta sul nuovo complesso industriale di St Athan, un’area già di proprietà del Ministero britannico della Difesa (“Super Hangar”) e, nei programmi di riconversione sui taccuini delle priorità dei vertici Aston Martin, chiamato a diventare il nuovo polo produttivo per luxury ed hi-tech (vi verrà, oltre a DBX, realizzata la nuova lineup eco friendly Lagonda a propulsione elettrica anticipata dalla concept All Terrain esposta al Salone di Ginevra 2019, il cui avvio di produzione è fissato per il 2022), non a caso definito “Casa dell’Elettrificazione”. Dal centinaio di dipendenti che vi operava lo scorso autunno, quando documentammo i primi test di Aston Martin DBX, il nuovissimo stabilimento gallese è, nel frattempo, passato a 200 collaboratori (i “nuovi arrivi” provengono da un lungo periodo, circa due anni e mezzo, di “tirocinio” svolto a Gaydon). Dal completamento dei reparti verniciatura sono terminate le linee di produzione finalizzate all’assemblaggio (rigorosamente manuale) delle vetture. Confermata, sulla scorta di quanto stimato dal management di Gaydon lo scorso novembre, la previsione di aumento della forza lavoro di St Athan a 700 unità, contestualmente all’entrata in produzione del nuovo DBX a pieno regime.

DB4 GT Zagato: ecco la specialissima a tiratura limitata

Ed ecco, come si accennava in apertura, il “magico” incontro tra futuro e tradizione (non “passato”, trattandosi di un progetto che sfida il trascorrere del tempo e continua a vivere, per la gioia degli occhi di migliaia di appassionati… e per il garage di pochissimi super-facoltosi enthusiast che saranno in grado di accaparrarsene un esemplare!): con un sorprendente “salto” temporale che soltanto la più pura passione consente, Aston Martin prepara il vernissage della prima unità di DB4 GT Zagato Continuation che verrà allestita e venduta esclusivamente abbinata alla “specialissima” DBS GT Zagato (qui il nostro approfondimento) al prezzo di 6 milioni di sterline a coppia.

La prima delle 19 unità, già terminata nell’assemblaggio dagli artigiani della Divisione Aston Martin Heritage di Newport Pagnell, verrà esposta, questo fine settimana, in occasione della 24 Ore di Le Mans, che quest’anno coincide con il sessantesimo anniversario dalla storica celebre “doppietta” (vittoria assoluta e seconda posizione finale) alla 24 Ore di Le Mans 1959, ottenuta con la DBR1 di Roy Salvadori e Carroll Shelby, davanti alla Sport gemella degli esperti Maurice Trintignant e Paul Frère (a proposito della quale è stata, lo scorso autunno, allestita la serie speciale DBS 59: qui la nostra anticipazione).

Più in dettaglio, la prima delle Aston Martin DB4 GT Zagato Continuation che fanno parte della “super-accoppiata” multimilionaria con DBS GT Zagato è stata verniciata in tinta Maja Red con rivestimenti abitacolo in pelle Obsidian Black. Perfettamente identica alla ultra fascinosa coupé disegnata da Ercole Spada per la Carrozzeria Zagato e prodotta fra il 1960 e il 1963 in 19 esemplari, più sei ulteriori unità (quattro “Sanction II” e due “Sanction III” realizzate fra gli anni 90 e il nuovo Millennio, la “nuova-storica” DB4 GT Zagato Continuation della serie DBZ Centenary Collection si differenzia dalla “sorella” di oltre mezzo secolo fa per la cubatura dell’unità motrice dalla classicissima architettura a sei cilindri in linea: 4,7 litri “contro” i 3,7 litri per lo “Straight Six” di origine.

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