Ultima RS: fino a 1.200 CV per la nuova supercar inglese

Forme ispirate alle storiche Gruppo C, motori Chevrolet V8 da 490 a ben 1.200 CV, nessuna concessione all’elettronica: e viene venduta anche in kit. La vedremo in anteprima al Goodwood Festival of Speed.

Ultima RS: fino a 1.200 CV per la nuova supercar inglese

di Francesco Giorgi

11 Giugno 2019

Molti costruttori, per lo più artigianali, hanno proposto nel tempo progetti di “auto da corsa adattate ad impieghi stradali”. Diversi esempi lo testimoniano, e c’è da giurarci che questa particolarissima “nicchia” resterà in auge a lungo, per la gioia degli appassionati. Che si tratti di supercar e hypercar dalla “tradizionale” propulsione endotermica, oppure di vetture sviluppate all’insegna dell’elettrificazione, ciò che le accomuna è, come accennato, la personalissima immagine che esse mettono in evidenza agli occhi dell’intenditore. Un esempio – l’ultimo, in ordine di tempo – arriva da Hinckley, città del Leicestershire dove ha sede Ultima Sports, factory fondata nel 1997 da Ted Marlow sulle ceneri della “ex” Noble Motorsport. L’azienda di oltremanica, specializzata nella realizzazione di ultracoupé ad altissime prestazioni e dall’engineering derivato in linea retta dalle competizioni, svela in queste ore Ultima RS, supercar “estrema” volutamente adatta agli impieghi in pista (track day) così come alla circolazione sulle strade aperte al traffico.

Ultima RS: è “figlia” di Ultima GTR

Dichiarata evoluzione della precedente Ultima GTR (supersportiva “nuda e cruda”, a suo tempo venduta sia già assemblata che in kit, che molto ha contribuito a far conoscere il Costruttore del Leicestershire nel mondo) e della sua “derivata” Ultima Evolution del 2015, la nuova Ultima RS, anticipata nel dettaglio delle caratteristiche tecniche e da una prima carrellata di immagini che ne mettono in risalto il layout tecnologico, verrà presentata ufficialmente al grande pubblico in occasione dell’imminente Goodwood Festival of Speed (la rassegna dedicata al motorsport si svolgerà da giovedì 4 a domenica 7 luglio). Nel frattempo, e per creare attesa fra gli appassionati, lo staff Ultima Sports ne rivela in anticipo le peculiarità di engineering. Le quali, come detto, sono spiccatamente “corsaiole”.

Motore americano, diversi step di elaborazione

Alcune cifre lo dimostrano; dati alla mano, i valori prestazionali fondamentali dichiarati per Ultima RS sono letteralmente “da urlo”: velocità massima “Di poco superiore” a 400 km/h, e accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 2”3. Ciò, va detto, si riferisce alla versione alto di gamma per elaborazione dell’unità motrice: essendo anche la nuova Ultima RS proposta sia già assemblata, e pronta per sbizzarrirsi in pista (e su strada: a patto di stare molto attenti a che “non prenda la mano” del pilota!), così come nel tradizionale kit, i 400 e passa km/h possono essere sì raggiunti, tuttavia qualora il cliente decida per l’equipaggiamento di motore più performante. Vale a dire dotato della massima elaborazione fra quelle proposte dallo staff tecnico Ultima Sports, che come per le precedenti realizzazioni si affida ad un solido “Small BlockV8 General Motors. Nello specifico, l’unità “Ottovù” Chevrolet LT1 da 490 CV per iniziare ad entusiasmarsi. A scelta, il cliente può decidere per il montaggio dell’LT4 da 660 CV (e si inizia “a fare sul serio”). Gli incontentabili hanno la possibilità di puntare i propri riflettori sull’ultraperformante LT5 da 810 CV sovralimentato con un… vecchio amico degli enthusiast: un compressore volumetrico a lobi, tanto semplice nel funzionamento (è tutta meccanica) quanto… cattivo nell’azione di sovralimentazione.

Fino a 1.200 CV: più di così…

Se si vuole proprio esagerare, Ultima RS ha la possibilità di essere equipaggiata con un medesimo LT5 sottoposto ad un corposo intervento di re-engineering, che porta la potenza erogata dal V8 “a stelle e strisce” a ben 1.200 CV. Il che, su un peso complessivo del veicolo che in questa configurazione si attesta su 1.000 kg, regala ad Ultima RS le strabilianti performance che abbiamo indicato. Esistono, in alternativa, altre unità motrici (sempre GM) pronte per essere collocate in posizione centrale, alle spalle della cellula abitacolo di Ultima RS: gli Chevrolet V8 delle “famiglie” LS3, LS7 ed LSA. Tuttavia, è facile attendersi che al Goodwood Festival of Speed 2019 sarà la “mostruosa” 1.200 CV a mettersi bene in mostra.

Trasmissione: cambio rigorosamente meccanico

Tanta potenza viene inviata al retrotreno attraverso un tradizionalissimo cambio manuale a sei rapporti di derivazione Porsche. E, si affretta a puntualizzare lo staff di Ultima Sports, non si pensi di chiederne l’equipaggiamento con una tecnologica (ma più “asettica”) tecnologia di trasmissione elettronica o a doppia frizione, né tantomeno sequenziale: “I modelli Ultima vengono progettati esclusivamente per enfatizzare il coinvolgimento degli appassionati più puri e per regalare agli sportivi di oggi il brivido di guida delle ‘vecchie’ Sport-prototipo”. Con la 24 ore di Le Mans alle porte, questa dichiarazione è una invitante dichiarazione di intenti.

Forme ispirate alle “storiche” Sport prototipo

Meno “tradizionale” e più improntato alle attuali tecnologie di impiego dei materiali compositi ed ultraleggeri è, al contrario, il layout di telaio e carrozzeria: sebbene le forme esterne tradiscano una chiara allure vintage (le “storiche” Gruppo C, per intenderci), tanto il pianale quanto la pannelleria del corpo vettura vengono realizzate in fibra di carbonio, e studiate in modo da fornire una elevatissima penetrazione aerodinamica (un altro dato, che la dice lunga sull’ispirazione “corsaiola” per il progetto Ultima RS: la downforce generata dalla ampia ala posteriore raggiunge 1.000 kg tondi tondi). Il Cx dichiarato è di appena 0,304. Per conferire ulteriore leggerezza al veicolo, la zona anteriore del telaio, al quale vengono fissati i pannelli carrozzeria, è costituita da una struttura in traliccio di tubi con funzione di supporto, ed a sua volta collegata ad un rollbar integrale. Le sospensioni, anch’esse di matrice “racing”, presentano geometrie a doppi bracci oscillanti e (ovviamente) ammortizzatori completamente regolabili. L’impianto frenante, fornito dallo specialista AP, prevede un set di dischi da 322 mm con pinze a quattro pistoncini, oppure a scelta dischi da 362 mm e pinze a sei pistoncini. I gruppi ruota comprendono cerchi da 19” forgiati e pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 o Pilot Sport 4S.

Quanto costa? “Più o meno come una M3”

Sebbene “estrema” e spartana che di più non si potrebbe, anche Ultima RS qualche concessione “luxury” la prevede: impianto di climatizzazione, un modulo infotainment fornito da Alpine con connettività Bluetooth e sistema di navigazione, una telecamera posteriore ed i sensori di parcheggio, il comando riscaldamento parabrezza, un kit di supporti lombari ad azionamento pneumatico per i sedili ed un vasto catalogo di finiture e rivestimenti in pelle e Alcantara. O anche un set di valigie e borse costruite su misura. Niente male per una kit car che può essere allestita su specifiche del singolo cliente, dunque anche “nuda e cruda” senza alcun optional, per chi desideri assaporare la più pura esperienza di guida. Non resta che conoscere il prezzo, argomento tuttavia di non semplice definizione tenuto conto della natura “artigianale” del progetto. Ultima Sports indica, in linea di massima, che Ultima RS costa “All’incirca quanto una Bmw M3”.