Salone di Ginevra, Aurus Senat: “prima” europea per l’auto di Putin

Due versioni, L600 e “passo lungo” L700, entrambe blindate (su richiesta sarà disponibile anche una versione “civile”); linee opulente e alimentazione ibrida sviluppata con Porsche.

Salone di Ginevra, Aurus Senat: "prima" europea per l'auto di Putin

di Francesco Giorgi

12 Marzo 2019

Nella versione “ufficiale”, ovvero destinata agli impieghi istituzionali, si chiama Kortezh (Corteo), nome che riassume il consorzio di aziende guidate dal NAMI-Central Scientific Research Automobile and Automotive Engine Institute, per il progetto della vettura che debuttò la scorsa primavera al quarto insediamento di Vladimir Putin alla guida della Russia. Ed è, ovviamente, blindata. Nei mesi successivi, al Salone di Mosca di fine agosto, era avvenuto il “vernissage” della versione “civile” della superberlina Kortezh. Il “tour di anteprima” della vettura ha preso in questi giorni la strada del Salone di Ginevra (qui il nostro speciale sulla rassegna, che proseguirà fino a domenica 17 marzo), come debutto in Europa occidentale.

Due le varianti di modello: L600 ed L700 (a passo lungo); entrambe sono in procinto di essere messe in vendita seppure non ne siano stati comunicati i prezzi, in questa prima fase di lancio “politici” essendo il primo lotto di vetture destinato agli alti funzionari di Stato (che dovranno abbandonare le rispettive Mercedes): gli importi saranno per questo decisi dal ministro del Commercio, Denis Manturov. Già comunicato, tuttavia, il programma di assemblaggio: ne verranno prodotte 150 unità all’anno fino al 2021. Al termine di questa prima fase di “lancio”, la nuova lineup di “super-russe” Senat L600 ed L700 sarà realizzata, insieme ad un inedito SUV, all’interno di un nuovo complesso che promette una capacità produttiva annua di 5.000 autoveicoli.

Una particolarità: tanto la “standard” Senat L600 quanto la “passo lungo” Senat L700 sono, di serie, allestite in configurazione blindata. Curiosamente, la variante “civile”, ovvero con dotazioni “normali”, verrà realizzata su richiesta. Ciò la dice lunga sulla volontà, da parte del consorzio NAMI e della Casa costruttrice “nazionale” Sollers, di portare avanti il programma relativo ad una gamma di autovetture di fascia alta interamente “made in Russia” (seppure, come vedremo, con un ingente apporto di consulenza “occidentale”), d’altro canto una delle “voci” di primo piano nel programma politico di Vladimir Putin, sempre più alla ricerca di una concreta autonomia tecnologica per la Russia.

Il ritorno di un veicolo di fabbricazione nazionale da inserire nel ruolo di “limousine presidenziale” per il Capo di Stato russo avviene dopo oltre vent’anni: nel 1995, Mercedes Classe S aveva sostituito le celebri Zil (“4102” e successivamente “41052”) utilizzate da Michail Gorbaciov e da Boris Eltsin. Altra novità sostanziale che caratterizza il “progetto Senat”, è il messaggio eco friendly portato in dote dalla opulenta ultraberlina russa (più “politico”, anche qui, che concretamente “green”, viene da pensare): sotto il (lungo) cofano squadratissimo che introduce ad un corpo vettura di stampo quanto più classico ci sia (il disegno esteriore ricorda in maniera piuttosto netta lo stile di Rolls-Royce Phantom), le nuove Senat L600 ed L700 vengono equipaggiate con un modulo a propulsione ibrida (il cui “spaccato” è visibile presso lo stand dell’azienda al Salone di Ginevra), formato da un poderoso V8 da 4,4 litri – realizzato in partnership con Porsche – con cambio automatico a nove rapporti e trazione integrale, ad un motore elettrico; la potenza complessiva è di 590 CV. Sarà presto disponibile la variante 6.6 V12 che caratterizzava l’esemplare, primo della serie, utilizzato da Putin nella sua prima uscita ufficiale dopo l’elezione al quarto mandato.

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