Volkswagen Passat: seconda generazione per la Cina

Francesco Giorgi
17 Ottobre 2018
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Differente in alcuni dettagli di stile dalle omologhe europee e USA, la nuova serie della berlina di gamma medio-alta VW destinata al mercato cinese si prepara al debutto locale.

Nonostante un sensibile calo nelle vendite (-11,6% a settembre sullo stesso mese del 2017, come riporta una news pubblicata nei giorni scorsi dal Wall Street Journal), il mercato cinese resta un riferimento per i big player del comparto automotive. Fra di essi, Volkswagen non costituisce alcuna eccezione: il “colosso di Wolfsburg” è, del resto, uno dei pionieri nella penetrazione delle grandi industrie occidentali all’ombra della Grande Muraglia, dove è presente dal 1984 attraverso la propria joint venture SAIC Volkswagen, il 50% delle cui quote capitale è attualmente in mano alla capogruppo; a SAIC Volkswagen – che debuttò sul mercato l’ano successivo con la “locale” VW Santana – fecero seguito, nel 1989, la creazione della joint venture Faw-Volkswagen e, in ossequio al recente “new deal” cinese in materia di ricerca e sviluppo nel settore veicoli elettrici, il “via libera” alla partnership con la Casa costruttrice JAC, che ha dato vita ad una nuova joint venture partecipata, anche qui, al 50% da Volkswagen. Dati alla mano, attualmente VW è presente (attraverso 23 siti produttivi e 34 stabilimenti che danno lavoro ad oltre 100.000 dipendenti) con dodici “brand” nel mercato cinese; in 34 anni, e in virtù delle alleanze siglate con i partner locali, ha totalizzato un monte-vendite nell’ordine di 35 milioni di veicoli (circa 3,18 milioni sul totale di 6,23 milioni venuti nel 2017 sono a marchio Volkswagen e joint venture partecipate). Nelle scorse settimane, la presenza Volkswagen in Cina ha conosciuto un nuovo annuncio di rafforzamento in seguito alla notizia relativa all’apertura di quattro nuovi impianti insieme a Faw: nel dettaglio, tre di essi (localizzati a Qingdao, Foshan e Tianjin) per la produzione di autovetture; il quarto – Volkswagen Faw Platform Tianjin Branch – per la produzione di componentistica.

Sulla scorta di queste cifre e di tali prospettive di rafforzamento, è facile comprendere il proseguimento, da parte di Volkswagen, della propria strategia rivolta allo sviluppo di modelli che rispondano alle esigenze del mercato locale. L’ultimo esempio (in ordine di tempo) riguarda la presentazione, diramata in queste ore, di una edizione rinnovata per Volkswagen Passat, berlina di gamma medio-alta che assume la medesima denominazione del modello venduto nel Vecchio Continente ed USA e, ora, pronta allo sbarco in Cina, in una declinazione che ne aggiorna in maniera piuttosto approfondita lo stile e le dotazioni.

Con l’imminente debutto di Passat 2019 per il mercato cinese, la disponibilità di modello su scala globale conferma, dunque, tre distinte varianti: Europa, Stati Uniti e, appunto, Cina. Quest’ultima, dal canto suo, risulta sensibilmente “maggiorata” nelle dimensioni in rapporto alla omologa europea: 4,93 m di lunghezza su un passo di 2.870 mm (che in confronto alla serie precedente corrispondono a, rispettivamente, 60 e 70 mm in più) si traducono, rispetto alla “versione Europa” di Volkswagen Passat, a 16 cm in più in senso longitudinale ed in 80 mm di interasse in più.

Volkswagen Passat “Cina” 2019, pur mantenendo quale “base di partenza” la piattaforma modulare MQB-Modularer Querbaukasten (sempre più centrale nella lineup globale del Gruppo VAG-Volkswagen Audi) presenta, al corpo vettura, una serie di stilemi esclusivamente sviluppati per il mercato cinese: più “vicina”, nel linguaggio di stile, alla alto di gamma Arteon che alle corrispondenti versioni “Europa” e USA, mette in evidenza un nuovo disegno alla mascherina anteriore, di dimensioni generose, ed ai gruppi ottici, questi ultimi al contrario leggermente meno “elaborati” nella forma; di rilievo, inoltre, l’abbondante ricorso alle cromature, un accento evidentemente gradito al mercato cinese, e l’inedito disegno conferito ai montanti posteriori. Un analogo discorso di rinnovamento della propria immagine può essere descritto anche per gli allestimenti abitacolo, provvisti di una serie di rifiniture di alto livello: sedili – rivestiti in pelle con cuciture “a trapunta” – riscaldabili e ventilati, tetto panoramico in cristallo, nuovi materiali fonoassorbenti per meglio isolare acusticamente l’interno a tutto vantaggio del comfort di bordo (si parla di un 33% in meno di rumorosità in rapporto alla serie che si prepara ad essere sostituita dallanuova generazione), e l’impiego di un sofisticato modulo infotainment con schermo touch centrale da 9.2” e Head-up Display. Fra i dispositivi di sicurezza attiva ed ausilio alla guida presenti, Volkswagen segnala, per la nuova serie di Passat destinata alla Cina, il Cruise Control adattivo con limitatore di velocità, il sistema di mantenimento della corsia di marcia, il sistema di controllo angoli ciechi ed il sensore luci.

“Bocche cucite”, al momento, in merito alle tecnologie e varianti di motorizzazione in procinto di equipaggiare la nuova versione 2019 di Volkswagen Passat “Cina”: è in ogni caso probabile che, a fianco di versioni ad alimentazione “tradizionale”, vi saranno delle declinazioni a propulsione ibrida, conditio sine qua non per il posizionamento delle Case costruttrici in Cina, ed al quale la stessa Volkswagen non è estranea, tenuto conto del ruolo di battistrada nella strategia di elettrificazione “Roadmap E” che verrà individuato nell’impianto produttivo di Foshan (un complesso in gran parte ecosostenibile ed a basso impatto ambientale in virtù dell’adozione di sistemi completi di depurazione e riciclo, e che a regime sarà in grado di garantire una capacità di 600.000 veicoli all’anno), che insieme a Qingdao (quest’ultimo in una fase successiva) si occuperà della produzione di nuovi modelli elettrici insieme a vetture a combustione interna. Entro il 2020, nelle linee di montaggio VW cinesi, si attende l’introduzione della nuova piattaforma MEB, destinata ad essere affiancata dall’assemblaggio dei moduli di batterie per l’alimentazione di veicoli elettrici: l’obiettivo è far sì che la Cina contribuisca al lancio di 40 modelli elettrificati entro il 2026, tanto da portare la produzione di veicoli “green” fino a quota 1,5 milioni di unità all’anno entro il 2025.

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