Porsche 935: la leggenda delle competizioni ritorna in serie limitata

I settant’anni dalla fondazione di Porsche terminano con una autentica “chicca”: la riedizione della leggendaria 935/78 “Moby Dick”. Alla base di partenza c’è 911 GT2 RS. Tutti i dettagli.

Il 2018 si avvia alla conclusione e, con esso, Porsche si appresta a mettere in archivio un periodo-chiave della propria storia, in questi giorni sottolineato dagli annunci di prossima elettrificazione della propria lineup. Per l’occasione, i vertici di Zuffenhausen hanno scelto di accomiatarsi… “col botto” dalle celebrazioni per i settant’anni dalla fondazione dell’azienda. Il risultato, illustra in queste ore una nota di anticipazione, è di quelli che faranno saltare sulla sedia gli appassionati: la riedizione di Porsche 935, la “Gruppo 5-Silhouette” che fra la seconda metà degli anni 70 e la prima metà degli anni 80 fu uno dei modelli prim’attori nell’epopea delle competizioni di durata, all’epoca riservate, appunto, alle “specialissime” Gruppo 5 che per regolamento potevano conservare, dai rispettivi modelli di serie (nello specifico: Porsche 911) esclusivamente la cellula-abitacolo. Tutto il resto era di più o meno libera interpretazione dei tecnici nelle fila delle Divisioni motorsport. Gli enthusiast con qualche capello grigio ricordano molto bene i duelli in pista fra Porsche 935, Lancia Beta Montecarlo Turbo, Ford Capri Turbo (le leggendarie Zakspeed), Bmw 320 Silhouette; e queste, soltanto per citare le vetture di primo piano dell’epoca.

A distanza di quarant’anni dalla delibera della versione “Moby Dick” – così venne soprannominata la seconda evoluzione di Porsche 935, approntata per la 24 Ore di Le Mans 1978 con un preciso studio aerodinamico -, in occasione del meeting “Porsche Reunion” sul celbre tracciato californiano di Laguna Seca, Porsche ha svelato una “special edition” che più “special” non si potrebbe (ci si perdoni il termine) sviluppata sulla base di Porsche 911 GT2 RS, uno dei modelli di punta della attuale gamma-bestseller di Zuffenhausen. Limitatissima (e non potrebbe essere altrimenti) la quantità di esemplari che saranno prodotti: appena 77 unità (cifra che corrisponde all’anno, appunto il 1977, nel quale il progetto di origine venne messo in cantiere), e ad un prezzo “da urlo”: l’importo per accaparrarsene una – le prime consegne sono previste per l’inizio dell’estate 2019 – sfiora i 702.000 euro, riferito al mercato tedesco. Una somma decisamente impegnativa, tuttavia occorre considerare che si tratta di un intervento di re-engineering affrontato interamente in forma artigianale, rispettando in tutto i disegni e la filosofia del Gruppo 5, e con l’impiego di materiali compositi ed ultraleggeri di ultima generazione.

Porsche 935 2019 non è, quindi, un’operazione “Restomod” come attualmente di moda, quanto la riproposizione in chiave attuale di un modello storico, affrontata sulla scorta delle specifiche di un tempo ma con tecnologie attuali. Del resto, la pannellatura della carrozzeria – che rispetta le proporzioni “storiche”: la lunghezza misura 4,87 m; allo stesso modo della tinta esterna in Agate Grey, alla quale si può abbinare la classicissima livrea Martini Racing che sarà disponibile a richiesta – sfrutta ampiamente il CFRP. Rispetto a Porsche 911 GT2 RS, l’aerodinamica ed un ampio ventaglio di elementi del corpo vettura sono stati oggetto di un intervento radicale (basti pensare che, dati alla mano, la larghezza della vettura supera i 2 m, e posteriormente, la vistosa carenatura supplementare culmina in un alettone da ben 1,9 m di larghezza). Da notare, fra le “chicche” impostate dai tecnici di Porsche Motorsport, il disegno dei cerchi in lega a disco pieno, identico a quello della 935/78 “Moby Dick”, e dell’impianto di scarico, uguale a quello della altrettanto leggendaria Porsche 908. “Attuali”, invece, sono gli specchi retrovisori esterni (Porsche 911 RSR) e le luci a Led vertiicali posteriori (Porsche 919 Hybrid LMP1).

Oggi come allora, la forma della plancia è di origine “di serie” (Porsche 911 RS nel 1977, Porsche 911 GT2 RS in questo caso), tuttavia il volante multifunzione è quello già impiegato per Porsche GT3 R 2019, mentre il pomello del cambio si ispira a quelli utilizzati per Carrera GT, 917 e 909. Due strumenti analogici, funzionali all’indicazione della pressione di sovralimentazione e del controllo parametri del pacchetto “Sport Chrono”, vengono collocati a fianco del display digitale della strumentazione ripreso dalla stessa GT3R. In configurazione-standard, l’abitacolo (con rollbar integrato alla scocca) viene allestito con soltanto il sedile di guida dal guscio in fibra di carbonio e cintura di sicurezza a sei punti: quello per il passeggero viene fornito a richiesta. Il serbatoio carburante di sicurezza, da 115 litri, è in regola con le normative FIA.

Sotto il cofano, anzi, dietro l’abitacolo, trova posto l’unità Boxer a sei cilindri bi-turbo da 700 CV, ripresa da Porsche 911 GT2 RS, abbinata al cambio PDK. La trazione è “ovviamente” posteriore. Riguardo ai gruppi ruota, Porsche 935 2019 viene equipaggiata con cerchi da 13×18” posteriormente e da 11.5×18” anteriormente, con un set di pneumatici Michelin slick da, rispettivamente, 31/71-R 18 e  29/65-R 18. L’impianto frenante si avvale di dischi in acciaio da 380 mm e pinze a sei pistoncici all’avantreno, e da 355 mm con pinze a quattro pistoncici al retrotreno. Le sospensioni, regolabili, presentano posteriormente elementi montati su Uniball. Il peso dichiarato per Porsche 935 2019 è di 1.380 kg, vale a dire circa 90 kg in meno rispetto a 911 GT2 RS dalla quale essa deriva.

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