Aston Martin: Lagonda Vision Concept e Valkyrie AMR Pro a Ginevra

Il marchio di Gaydon esplora nuove frontiere di guida autonoma, elettrica e super-connessa con la ammiraglia Lagonda attesa entro il 2021; la hypercar Valkyrie AMR Pro è destinata all’impiego agonistico.

Mobilità futura, assoluta personalità di stile e rinnovamento del proprio impegno nelle competizioni. La presenza di Aston Martin al Salone di Ginevra 2018 punta i riflettori su queste peculiarità. Lo dimostrano i prototipi che il marchio di Gaydon svela alla rassegna svizzera: la nuova “iper-ammiraglia” Lagonda e la “supercar” Valkyrie AMR Pro, evoluzione della Valkyrie “stradale” e finalizzata ad un impiego agonistico.

Aston Martin Lagonda Vision Concept è, secondo i programmi esposti dai “piani alti” del marchio di oltremanica alla rassegna svizzera, più che un semplice esercizio di stile: viene indicata come “Punto di riferimento per un ruolo leader di Aston Martin nella mobilità a zero emissioni di altissima gamma”: la produzione è prevista al 2021. Anche per questo, Aston Martin presenta, accanto a Lagonda Vision Concept, due maquette in scala, che riproducono un SUV e una coupé, finalizzati ad un rilancio Lagonda e a un “new deal”di stile e di contenuti tecnici per Aston Martin, proiettato al 2023.

“Base di partenza” stilistica di Aston Martin Lagonda Vision Concept è l’abbinamento fra propulsione elettrica, e relativi contenuti hi-tech, e tradizione del marchio: le imponenti dimensioni esterne e il profilo marcatamente “a cuneo” propongono, in chiave ovviamente attualizzata, le personalissime linee della storica super-berlina Lagonda degli anni 80. In virtù del posizionamento del modulo batterie al di sotto del pavimento, l’abitacolo di Aston Martin Lagonda Vision Concept (al quale si accede attraverso un interessante sistema di porte dall’apertura “ad armadio” e con una porzione di tetto incorporata ad esse) è stato progettato per offrire quanto più spazio possibile a conducente e tre passeggeri (da notare, a questo proposito, i supporti longitudinali alle “sedute”). La “matita” dell’interior designer David Linley, che ha collaborato con la Divisione stilistica Aston Martin guidata da Marek Reichman, ha impostato un coraggioso accostamento di materiali diversissimi fra loro (come la fibra di carbonio e la seta), alcuni dei quali inconsueti negli impieghi automotive (cashmere, ceramica). Il layout dei sedili anteriori, ruotabili, indica le funzionalità di guida autonoma Livello 4 peculiari di Aston Martin Lagonda Vision Concept: anche per questo, il volante può passare indifferentemente a sinistra come a destra della plancia, e “sparire” all’interno di essa quando non utilizzato. Un sofisticatissimo dispositivo infotainment provvede, dal canto suo, a garantire un “servizio concierge” agli occupanti. Saranno, queste soluzioni, una “evoluzione” del concetto di autista personale? Staremo a vedere. Certo è che, con i nuovi sistemi di guida autonoma, per il futuro una professione presente da più di un secolo rischia di sparire, o quantomeno di vedersi ridimensionata nelle proprie mansioni: quella, appunto, dell’autista di famiglia.

Riguardo al sistema di propulsione, i vertici di Gaydon si riservano di illustrarne più avanti le caratteristiche tecniche: viene annunciato l’impiego di batterie “solid state”, che permetteranno alla super-berlina hi-tech un’autonomia (reale) nell’ordine di 640 km.

La seconda novità di rilievo per Aston Martin al Salone di Ginevra 2018 è la hypercar Valkyrie AMR Pro, dichiarata evoluzione della iperbolica Valkyrie che venne svelata esattamente un anno fa (Ginevra 2017). Dal punto di vista concettuale, il prototipo-evoluzione Valkyrie AMR Pro racchiude nel proprio engineering la assoluta esclusività che contraddistinse la “prima” supercoupé del 2017: in occasione del vernissage ginevrino, i vertici di Gaydon ne comunicano una produzione in 25 unità, che sarebbero già state tutte vendute.

Sulla base dell’expertise Aston Martin nel motorsport (in questi anni ulteriormente affinato nella partnership con Red Bull, il team austriaco che ha collaborato allo sviluppo della “prima” Valkyrie prodotta in 175 esemplari), la “estrema” hypercar Valkyrie AMR Pro che fa bella mostra di se al Salone di Ginevra porta in dote, al corpo vettura dalle forme in tutto e per tutto rispondenti al design dei prototipi schierati nel WEC-World Endurance Championship, un ulteriore affinamento aerodinamico; al telaio e alla scocca, un più ampio utilizzo di materiali ultraleggeri; e, riguardo alla motorizzazione, un aggiornamento al powertrain ibrido. Del resto, il progetto porta la supervisione di Adrian Newey (chief technical officer di Aston Martin Red Bull Racing e uno dei più apprezzati tecnici specializzati nel motorsport) nonché dei designer di Gaydon guidati da Marek Reichman (chief Creative officer) e David King (responsabile della Divisione Special Operations di Aston Martin).

Più in dettaglio, le linee di Aston Martin Valkyrie AMR Pro – destinata ad un impiego esclusivamente agonistico e, non a caso, esposta allo stand Aston Martin di Ginevra 2018 insieme alla nuova monoposto Red Bull in procinto di affrontare la stagione F1 che inisierà il 25 marzo a Melbourne, e alla nuova Vantage GTE che verrà schierata al WEC – mettono in rilievo nuove prese d’aria di maggiori dimensioni, un più ampio splitter anteriore, un alettone posteriore e un diffusore di nuovo disegno (elementi che concorrono ad affinare il carico aerodinamico in rapporto alla Valkyrie “stradale”); i gruppi ottici anteriori sono stati eliminati, e sostituiti con piccoli fari a Led. Trattandosi di un modello pensato per un utilizzo in pista, la carrozzeria, interamente in fibra di carbonio, si abbina a una finetratura interamente in policarbonato (parabrezza compreso); le sospensioni, a doppi quadrilateri, sono anch’esse in fibra di carbonio. All’interno, l’allure marcatamente racing di Aston Martin Valkyrie AMR Pro trova conferma nell’eliminazione di tutto ciò che appare superfluo in previsione di un impiego agonistico: eliminati, dunque, il dispositivo infotainment allo stesso modo dell’impianto di riscaldamento; i sedili sono anch’essi in fibra di carbonio, e l’impianto di scarico è alleggerito. Così allestita, Aston Martin Valkyrie AMR Pro denuncia un peso di 1.000 kg.

La motorizzazione conferma l’impiego del 6.5 V12 aspirato, in abbinamento con un’unità elettrica Rimac; l’upgrade riguarda, in questo caso, una ottimizzazione dell’Energy Recovery System e dell’elettronica di controllo. La potenza, assolutamente “da urlo”, raggiunge e supera 1.100 CV: un valore che, indicano i vertici Aston Martin, permette alla nuova Valkyrie AMR Pro di mantenere il rapporto peso/potenza 1/1 già specifico di valkyrie “stradale” e, su strada (o meglio: in pista) di superare i 360 km/h di velocità massima.

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