Zenvo TSR-S svelata al Salone di Ginevra 2018

Al Salone di Ginevra è stato tolto il velo alla Zenvo TSR-S, la nuova supercar del costruttore danese. Verranno prodotti solamente cinque modelli all’anno.

Durante il Salone di Ginevra è stato finalmente tolto il velo alla Zenvo TSR-S, la nuova supercar della casa danese, che da sempre ci ha abituato a vetture ad altissime prestazioni senza compromessi. Questo nuovo modello si va a collocare tra la TS1 GT e la TSR, che però è solo da pista. Questa vettura invece ha sia l’anima da macchina da pista, con la differenza che ha l’omologazione per muoversi su strada. La Zenvo TSR-S è sostanzialmente una versione legale della TSR. Dotata di una innovativa e sorprendente nuova ala centripeta multiasse attiva e di un motore V8 sovralimentato sviluppato internamente, la produzione della TSR-S è attualmente in corso nella produzione limitata di sole cinque macchine all’anno.

Su questa supercar è possibile regolare manualmente la potenza di uscita variabile. Inoltre, la TSR-S è dotata di un sistema di cambio a doppia frizione che può passare da una configurazione standard del cambio da utilizzare su strada a un brutale assetto da gara con cambio meccanico diretto che offre un’autentica esperienza di guida in pista. La TSR-S è stata completamente ridisegnata e riprogettata per prestazioni aerodinamiche ottimali. Questo, combinato con un differenziale posteriore attivo ulteriormente migliorato e un avanzato sistema di controllo della trazione, aiuta il TSR-S a offrire prestazioni senza rivali su strada, per un’esperienza hypercar davvero unica. Gli interni sono stati realizzati in modo minimale per non snaturare quella che è l’indole di questa vettura, ovvero l’essere nata per correre e per raggiungere il massimo della prestazione.

Il V8 sovralimentato sviluppa la bellezza di 1.177 cavalli che permettono di far raggiungere a questa macchina una velocità massima di 325 km/h e un’accelerazione da 0-100 km/h in soli 2,8 secondi. Notevole anche lo scatto da 0-200 km/h che si compie in soli 6,8 secondi. Si parla di numeri da capogiro, per quella che rimarrà una supercar di nicchia ma di sicura venerazione.

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