McLaren Senna: in onore del mitico Ayrton

Sarà realizzata in 500 esemplari da 945.500 euro e promette un coinvolgimento estremo.

McLaren Senna: in onore del mitico Ayrton

di Valerio Verdone

11 Dicembre 2017

Già il nome fa capire le qualità sportive del progetto. La McLaren Senna, è una vettura che rimanda all’indimenticabile pilota brasiliano che consacrò la sua leggenda proprio al volante delle monoposto di Woking. Basterebbe solamente questo per guardare con attenzione un modello estremo che sembra una belva da gara ma può circolare liberamente su strada.

Ne verranno prodotti solamente 500 esemplari venduti ad un prezzo che, in Italia, corrisponde a 945.500 euro, iva esclusa ovviamente. Una cifra che riflette l’esclusività e la cura maniacale con cui è stata realizzata, perché sono tante le caratteristiche tecniche che la rendono unica.

Il telaio Monocage III in fibra di carbonio costituisce il cuore della McLaren Senna e rappresenta un ulteriore sviluppo della struttura della McLaren 720S: si tratta della monoscocca più resistente mai costruita dalla McLaren per un veicolo stradale. Come se non bastasse, ogni singolo pannello della carrozzeria è stato realizzato in fibra di carbonio per contenere il peso a soli 1.198 kg, meno della massa della mitica F1.

Continuando a snocciolare dati, il rapporto peso/potenza è di 668 CV/tonnellata grazie ad un motore V8 4 litri sovralimentato con 2 turbo da ben 800 CV ed 800 Nm di coppia massima. Tutto questo potenziale le consente di scattare da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e di toccare una velocità massima di 320 km/h.

Ogni particolare è studiato per essere funzionale, persino i fari posteriori o le lamelle sottostanti alla parte bassa del grande spoiler, niente deve andare a sporcare il flusso d’aria che avvolge la vettura in velocità, al punto che anche la posizione degli scarichi conduce i gas verso l’ala. Non manca uno splitter anteriore molto pronunciato ed un doppio diffusore posteriore come sulle auto da competizione.

L’abitacolo viene spalancato dalle porte che si aprono verso l’alto come sulla mitica F1 e presenta fibra di carbonio a vista ed Alcantara; tutto è studiato per risparmiare peso e i comandi sono ridotti all’osso per regalare la massima concentrazione alla guida. Per questo il volante a 3 razze non presenta pulsanti, mentre tutte le informazioni vengono riportate dal display ad alta definizione McLaren e dallo schermo centrale. Chiaramente, per portarsi dietro due caschi e le tute per girare in pista c’è un piccolo spazio ricavato dietro i sedili integrati al Monocage III. Volendo, la parte superiore delle portiere può essere ordinata, a richiesta, in vetro, per aumentare le sensazioni di coinvolgimento alla guida.

Per adattare la vettura alle varie situazioni il guidatore può contare sull’Active Dynamics, e scegliere tra le modalità Comfort, Sport, Track e Race. Infatti, l’assetto idraulico, denominato RaceActive Chassis Control II, consente di regolare le sospensioni e le barre antirollio a seconda delle necessità. A quel punto il fortunato driver non deve far altro che concentrarsi sulle palette del cambio a doppia frizione a 7 marce e nelle staccate più impegnative affidarsi all’impianto frenante realizzato in materiale carboceramico che è per ammissione degli uomini di Woking: il più avanzato che sia mai stato montato su una vettura stradale McLaren. Ovviamente, questo particolare riflette il fatto che la Senna appartiene alla ristrettissima cerchia delle Ultimate Series.

“La nostra famiglia è estremamente orgogliosa della denominazione della nuova Ultimate Series McLaren Senna. Questo è il primo progetto che si collega realmente allo spirito racing e alle prestazioni di Ayrton. La McLaren Senna rende onore a mio zio perché permette di offrire un’esperienza di guida in circuito che consente al guidatore di esprimere al massimo le sue potenzialità. C’è una connessione assoluta e perfetta tra auto e pilota e questo rappresenta l’impegno nell’esprimere i segnali sensoriali a cui un guidatore risponde e fa affidamento, sensazioni che assicurano un’esperienza così coinvolgente da mettere in soggezione chi possiede la McLaren Senna”. Ha spiegato Bruno Senna, pilota e McLaren Ambassador.

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