Dallara Stradale Club Italia: dotazioni e serie limitata

Soltanto dieci unità, per i cultori dell’eccellenza italiana nel mondo delle auto storiche: la “sportivissima” emiliana incarna lo spirito dell’altissimo artigianato nazionale.

A tre anni esatti dal “vernissage”, i riflettori degli appassionati di supercar (o, per meglio dire trattandosi di un modello creato da una delle più pure espressioni dell’eccellenza italiana in ambito automobilistico, di vetture Gran Turismo e “Barchetta” ad altissime prestazioni) sono tornati a posarsi su Dallara Stradale, la “sportivissima” creata da Giampaolo Dallara e dedicata ad una ristretta fascia di enthusiast del nobile artigianato di altissimo livello.

In questo caso, l’occasione nasce dalla presentazione, avvenuta il 16 novembre 2020, di Dallara Stradale Club Italia. Ovvero: un’edizione speciale… sulla serie limitata (600 sono le unità programmate, nell’arco di cinque anni e fra varianti GT e Roadster, della biposto emiliana a motore Ford EcoBoost 2.3 dalla potenza portata a 400 CV).

Dallara Stradale Club Italia è stata realizzata, con il personale coinvolgimento di Giampaolo Dallara, specificamente per i sodi del Club che dal 1985 assume il ruolo di “ambasciatore” nel mondo della filosofia italiana di concepire, intendere e possedere un’auto storica, dal punto di vista culturale, tecnico, sociale. In una parola: il “bello” in tutte le sue sfaccettature.

“Buon compleanno, ingegnere”

E non è un caso che il velo su Dallara Stradale Club Italia sia caduto il 16 novembre: la data corrisponde al compleanno di Gianpaolo Dallara, vulcanico fondatore dell’azienda di Varano de’ Melegari che da quasi mezzo secolo (era il 1972) porta in tutto il mondo un’enorme passione ed una straordinaria competenza per la tecnica e le competizioni.

Soltanto dieci esemplari

Dallara Stradale Club Italia è… “a numero chiuso”: ne sono state impostate soltanto dieci unità (ciascuna delle quali provvista di dettagli e dotazioni unici), destinate ad altrettanti soci del Club Italia. In perfetta sintonia, dunque, con le precedenti “superspeciali” che inalberavano orgogliose la livrea in tinta Blu e lo scudetto Club Italia: ci si riferisce, nello specifico, a Lancia Delta HF Integrale Evoluzione Club Italia del 1992, a Fiat Barchetta Club Italia (1998), ad Alfa Romeo 4C Club Italia, “tirata” in 17 unità nel 2015; e, per passare al mondo delle “due ruote, a Ducati Monster 900 Club Italia (1995), curata da Piero Ferrari ed ispirata agli storici modelli del “Cavallino”, ed alla recentissima Ducati Scrambler Club Italia (2020).

Corpo vettura: ecco le modifiche

Gli esemplari scelti per costituire il “plateau” Club Italia sono quelli che corrispondono alla numerazione progressiva da “201” a “210”. Di seguito il “capitolato” degli interventi dedicati.

  • Finizione carrozzeria in carbonio “a vista” in tinta Blu opaco
  • Alloggiamenti dei gruppi ottici, gusci degli specchi retrovisori, “Aero device” in fibra di carbonio “a vista” in finitura nero lucido
  • Nuovo disegno della griglia (qui ad elementi esagonali in alluminio) per le griglie dei radiatori e del cofano motore
  • Pinze dei freni verniciate in giallo
  • Accenti in bianco per gli “Aero device” anteriori, gli specchi esterni e l’ala posteriore (se presente nella configurazione scelta dal singolo socio del Club Italia)
  • Decorazione tricolore dedicata sul profilo lato guida e sugli specchietti
  • Scudetto “Club Italia” verniciato a mano su entrambe le fiancate.

Abitacolo: i dettagli dedicati

All’interno, le finiture sono altrettanto esclusive.

  • Rivestimenti in ecopelle “Cocoa” con cuciture “ton sur ton”
  • Accento tricolore sul pannello interno lato passeggero
  • Nuova grafica di avviamento per la “dashboard”
  • Manopole di controllo del climatizzatore e delle mappature motore (“Engine Map”) in alluminio fresato ed anodizzato
  • Targhetta personalizzata aggiuntiva
  • Firma dell’ingegnere Giampaolo Dallara sul telaio.

Progetto immutato

Dal punto di vista della scocca, dell’aerodinamica e dell’unità motrice, tutto come prima: la serie speciale Dallara Stradale Club Italia mantiene il telaio monoscocca in fibra di carbonio sviluppata con la tecnica Pre-Preg (materiale a base di carbonio lavorato con resine e cotto in autoclave) che rappresenta l’”ossatura” delle monoposto di Formula 1, il sapiente studio dei flussi dell’aria – uno dei “punti di forza” dell’azienda di Varano de’ Melegari -, lo schema di sospensioni completamente regolabili e dalla geometria a doppi triangoli sovrapposti. E, sotto al cofano – o, per essere più precisi, alle spalle dell’abitacolo – l’unità motrice Ford 2.3 EcoBoost, sottoposta ad un re-engineering della sovralimentazione e nella distribuzione che, a bordo di Dallara Stradale, eroga ben 400 CV di potenza massima, 500 Nm di coppia massima ed un formidabile rapporto peso/potenza: appena 2,1 kg/CV.

Giampaolo Dallara: “Orgogliosi di avere realizzato la nuova serie speciale”

“È stato un onore per noi realizzare un’edizione limitata della nostra Dallara Stradale per gli amici di Club Italia. Dalla sua fondazione, Club Italia ha sempre svolto un ruolo fondamentale come promotore d’immagine per l’auto italiana nel mondo, pertanto è motivo d’orgoglio esserne parte con la nostra vettura”, dichiara il fondatore dell’azienda parmense.

Rossi di Montelera (Club Italia): mirabile esempio di avanguardia funzionale

“Da quasi vent’anni, Club Italia collabora con le principali case auto e moto per lo sviluppo di serie esclusive di modelli che, nei rispettivi periodi storici, rappresentano il massimo dell’avanguardia, dando vita ad uno stile riconoscibile per la sua eleganza, tipico del Club”, osserva Umberto Rossi di Montelera, presidente del Club Italia. “L’attrazione fra Dallara e il nostro sodalizio è stata da subito molto forte, tanto che lo stesso Giampaolo Dallara è stato coinvolto di persona nello sviluppo della nuova serie limitata”. Dallara Stradale, commenta Rossi di Montelera, costituisce “Una straordinaria eccellenza nell’odierno mondo dell’automobilismo italiano perché seguendo la classica e vincente filosofia della ricerca della leggerezza, condensa in sé la migliore tecnologia disponibile nei materiali e i più sofisticati studi nell’aerodinamica e nella progettazione del telaio. Ne risulta un design senza compromessi direttamente ispirato dall’esperienza nelle competizioni, dove forma e funzione coincidono come è sempre avvenuto nella migliore tradizione progettuale”.

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