Iso Rivolta GTZ: consegnato il primo esemplare

La immaginifica coupé carrozzata Zagato omaggia la Iso A3/C: sotto una carrozzeria in fibra di carbonio, come la progenitrice viene provvista di motore “small block” di origine Chevrolet Corvette.

Gli enthusiast della (bella) meccanica e dell’eccellenza artigianale potranno essere soddisfatti. Certamente, non tutti verranno accontentati: occorrerebbero vagonate di investimenti e pianificazioni finanziarie a nove o più cifre. D’altro canto, questo non è, né deve essere, l’intento principale che anima i programmi di sviluppo di supercar. Ciò che conta è la passione, il cuore, l’ingegno e la voglia di realizzare “qualcosa” che sappia essere esclusivo e personalissimo.

“Dove eravamo rimasti?”

Tutto questo è alla base di Iso Rivolta GTZ. Ovvero una GT squisitamente “all’italiana”, con linee del corpo vettura disegnate da Zagato, che intende portare nuovamente in auge il “marchio del Grifone” fondato nel 1948 da Renzo Rivolta e la cui produzione automobilistica, avviata in un primo momento nel 1953 con la storica Isetta (poca fortuna in Italia, e successo ben maggiore in Germania dove la produzione su licenza a Monaco di Baviera contribuì a risollevare la difficile situazione Bmw nella seconda metà degli anni 50) conobbe una seconda stagione all’insegna delle grandi cilindrate, delle alte prestazioni e di una elevata fascia di mercato.

Un decennio di meravigliose coupé

Iso Rivolta GT 300 ed IR 300 (anche IR 340; sigle che indicavano la potenza espressa dai motori “small block” di derivazione Chevrolet Corvette), la magnifica Iso Grifo, la berlina-coupé a quattro porte Iso Fidia, e Iso Lele furono i modelli prodotti dalla fabbrica di Bresso per un decennio.

Iso A3/C: la musa ispiratrice

A queste si aggiunge, nel 1963, la Iso A3/C, vettura creata in origine per l’impiego agonistico: progetto di Giotto Bizzarrini, carrozzeria in pannelli di alluminio realizzata dalla Carrozzeria Sport Cars di Piero Drogo. E un’allure che sa di corse come poche altre (del resto, le competizioni furono un pallino dell’ingegnere livornese, che dopo l’esperienza a Bresso riprese il progetto A3/C “in proprio”). Un biennio di corse, per la bassissima coupé milanese, che culminò con due vittorie di classe alla 24 Ore di Le Mans.

Ecco i dettagli

A qualche mese dall’annuncio di anteprima (avvenuto a giugno in occasione del “Concours Virtual 2020”, primo concorso d’eleganza virtuale nella storia dell’automobile, creato da Hot House Media per non lasciare gli appassionati a bocca asciutta nei drammatici mesi di emergenza sanitaria), ecco concretizzarsi ulteriormente la… rinascita del “Grifone”, che passa per Rho e viene accompagnata da alcuni dettagli in più sull’impostazione meccatronica della vettura e sulle tecnologie di costruzione.

Nove esemplari già prenotati

Zagato comunica l’avvenuta consegna del primo esemplare (sui diciannove programmati) di Iso Rivolta GTZ. La vettura “numero uno”, dalla livrea in un’elegante tinta Verde Monza, costituisce l’orgoglio del neoproprietario residente a Lucerna (Svizzera). Nove unità costituiscono l’attuale monte-ordinazioni. Sarebbe interessante conoscere il prezzo della GT che contrassegna il ritorno del marchio Iso Rivolta: ci torneremo prossimamente.

Motore 6.2 V8 turbo da 660 CV di Corvette Z06

Nel frattempo, come si accennava, i riflettori sono puntati sull’engineering. Che, “oggi come allora”, si basa su un’impostazione meccanica di origine americana, e su un intenso utilizzo della fibra di carbonio. Ma andiamo con ordine.

“Sotto il vestito”, costituito da due grandi elementi principali che formano la carrozzeria (“tipicamente Zagato” nello sviluppo slanciato e sinuoso delle forme, ed in possesso di elementi che in effetti omaggiano la storica Iso 3/C, come il peculiare disegno della zona frontale, la coda tronca e le due coppie di fanali posteriori, il lunotto quasi orizzontale), Iso Rivolta GTZ porta in dote l’unità motrice “LS” di origine Chevrolet Corvette Z06: un “motorone ottovù” da 6,2 litri di cilindrata, sovralimentato, dai valori e dalle performance pienamente “in linea” con il progetto. Dunque, elevatissimi.

  • Potenza massima: 660 CV
  • Coppia massima: 881 Nm a 3.600 giri/min
  • Velocità massima dichiarata: 315 km/h
  • Tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h: 3”7.

È da segnalare, anche a questo proposito, la diretta discendenza con Iso A3/C: sotto il cofano della coupé progettata da Bizzarrini nel 1963 – con l’intento, occorre aggiungere, di competere “testa a testa” con le Ferrari 250 GTO che il vulcanico tecnico livornese ben conosceva per averne affrontato in prima persona lo sviluppo – pulsava l’iconico V8 Chevrolet “small block” 327 (a sua volta “riveduto e corretto” a Bresso). Come dire: il “nonno” dell’attuale quarta generazione, realizzata interamente in alluminio.

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