Aston Martin DB5 Goldfinger: l’auto di James Bond può essere acquistata

Dal programma “Continuation” di Gaydon 25 esemplari della iconica Bond-Car, con tutti i gadget storici; il prezzo è… da capo della Spectre!

C’è stata DB4 GT Continuation, creata nel 2017 e successivamente “replicata” nella serie speciale DB4 GT Zagato Continuation (soltanto 19 esemplari programmati insieme a DBS GT Zagato; pardon: 19 “coppie non vendibili separatamente”, e immesse sul mercato alla stratosferica cifra di 6 milioni di sterline). Una “recreation”, ricostruita quale “ristampa anastatica” della leggendaria coupé – prodotta in una manciata di unità fra il 1960 ed il 1963 – che gli artigiani di Gaydon hanno creato per offrire a pochissimi iper-facoltosi enthusiast la possibilità di… “giocare ad essere Jim Clark”. Sulla scia della meraviglia suscitata negli appassionati di tutto il mondo, il programma “Continuation” di Aston Martin delibera una terza, e non meno splendida, edizione speciale che omaggia il gloriosissimo passato della factory di Gaydon, pronta ad entrare in Formula 1 in qualità di Casa costruttrice (2021) tuttavia sempre attenta alla propria nobilissima tradizione.

Per nove volte protagonista nei film di 007

E si tratta della riproposizione di quella che, per meriti cinematografici, viene da molti indicata, se non “L’auto più famosa del mondo”, sicuramente come l’’Aston Martin più conosciuta in tutto il Pianeta”. Si tratta di Aston Martin DB5, prodotta in meno di 900 esemplari fra il 1963 ed il 1965 e, al pari di altre “classicissime” di Gaydon (ma anche di altre coupé e GT prodotte da aziende concorrenti per fascia e blasone) sinonimo di stile, sportività ed eleganza senza tempo. Tanto da essere stata protagonista di diversi episodi della “saga” di James Bond. Uno su tutti: “Goldfdinger”, che ne ha contrassegnato il debutto. E, successivamente, è stata “Bond-car” in “Thunderball” del 1965, in “GoldenEye” del 1995, ne “Il domani non muore mai” del 1997, ne “Il mondo non basta” del 1999, in “Casino Royale” del 2006, in “Skyfall” del 2012, in “Spectre” del 2015, ed in “No time to die” (2020).  Come dire: una ultracinquantennale “carriera” cinematografica che, dopo essere stata a più riprese celebrata nei modellini in scala, ora riceve un ambiziosissimo omaggio dalla stessa Casa costruttrice, con la collaborazione dei produttori e dei creatori degli effetti speciali dei film di 007.

Nuova meraviglia per i garage dei super-appassionati

Ed ecco che, a cinquantacinque anni dall’uscita della pellicola e ad altrettanti dal fine produzione (anzi: “noblesse oblige”, dal congedo del modello dai mercati  e suo contestuale ingresso nella leggenda dell’automobilismo), un lotto di Aston Martin DB5 Goldfinger Continuation si prepara a fare bella mostra di se, e ad arricchire (è il caso di dirlo, considerato l’iperbolico prezzo di vendita, come vedremo) il garage di un ristretto “club” di appassionati che potranno accaparrarsene un esemplare.

Ma non si potrà usarla su strade pubbliche

Chi acquisterà una delle venticinque unità di Aston Martin DB5 Goldfinger Continuation (che vengono costruite interamente a mano: per ogni esemplare sono necessarie 4.500 ore di lavoro), tuttavia, potrà soltanto ammirarla. E non utilizzarla su strade aperte al pubblico (ma potranno essere comodamente trasportate su una bisarca o, per ripararle dalle intemperie, all’interno di un autocarro), in quanto non sono omologate per gli impieghi stradali.

Ci sono tutti gli “effetti speciali”

Ciò, in quanto l’equipaggiamento è – al pari della tinta carrozzeria in Silver Birch, dei materiali di fabbricazione (alluminio per i pannelli esterni; acciaio leggero per il telaio), delle linee esterne, della tecnologia di motorizzazione – esattamente identico a quello che Sean Connery-007 aveva a disposizione in “Goldfinger” (del resto, la realizzazione delle vetture avviene in collaborazione con EON Productions, ovvero la Casa di produzione dei film di James Bond):

  • tre targhe girevoli (anteriori e posteriori)
  • sistema fumogeno posteriore
  • sistema di spruzzo di olio posteriore
  • mitragliatrici gemellate che, a comando meccanico, spuntano dalla calandra (queste, meno male!, sono inerti)
  • pannello antiproiettili posteriore
  • arieti anteriori e posteriori
  • gallettoni ruota che possono fuoriuscire assialmente dalla loro sede (anche questo sistema è tuttavia soltanto simulato)
  • porzione del tetto sovrastante il passeggero amovibile (accessorio disponibile in opzione; no, il sedile passeggero eiettabile non c’è… o  almeno, così sembrerebbe)

Abitacolo: tutto “su misura per 007”

Anche la configurazione degli interni è stata meticolosamente riprodotta, anche in questo caso (come le modifiche esterne) sotto la supervisione di Chris Corbould, cioè il tecnico di progettazione e controllo degli effetti speciali in più di una dozzina di episodi di 007 al cinema:

  • radiotelefono inserito nel pannello porta lato guida
  • pulsante all’interno del pomello del cambio per l’azionamento delle armi
  • quadri pulsanti supplementari posizionati sul bracciolo centrale e sulla consolle
  • schermo centrale con simulazione del radar tracking
  • vano sotto il sedile per l’alloggiamento di armi
  • sistema di controllo da remoto per l’attivazione dei gadget.

Motore: classico 4.0 sei cilindri in linea

Sotto il cofano di ognuna delle 25 Aston Martin DB5 Goldfinger Continuation programmate (il primo esemplare è in fase di costruzione: le consegne ai clienti inizieranno nella seconda metà di quest’anno), c’è la storica unità motriceStraight Six” da 4 litri di cilindrata (3.995 cc), alimentata da tre carburatori SU, che eroga una potenza massima di 290 CV ed è abbinata ad un cambio manuale ZF a cinque rapporti. La trasmissione si avvale di un differenziale a slittamento limitato a comando meccanico. L’impianto frenante, servoassistito, si compone di un set di freni a disco Girling in acciaio. Tutto come cinquantacinque anni fa, insomma.

Resta soltanto da indicare il prezzo di vendita. E qui è meglio tenersi forte: 2,75 milioni di sterline, che è come dire circa 3,07 milioni di euro.

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