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Alpine A310 Vision: la sportiva degli anni 70 torna nel 2026

Di Simone Fiderlisi •
Pubblicato il 12 ott 2026
Alpine A310 Vision: la sportiva degli anni 70 torna nel 2026
Alpine presenta la A310 Vision, una concept sportiva che reinterpreta la celebre coupé degli anni Settanta. Lunga 4,55 metri e alta appena 1,18 metri, esplora il futuro del design del marchio francese.

L’Alpine A310 Vision riporta sotto i riflettori una delle sportive francesi più particolari degli anni Settanta. Il marchio ha reinterpretato la celebre coupé del 1971 attraverso una concept dalle proporzioni estreme, con una carrozzeria larga oltre due metri e un’altezza di appena 1,18 metri. Il risultato è una vettura dall’aspetto futuristico, ma con numerosi richiami al modello originale, che quest’anno celebra un doppio anniversario.

Nel 2026 ricorrono infatti 55 anni dalla presentazione della A310 a quattro cilindri e 50 anni dalla versione V6. Per l’occasione, i designer Alpine hanno immaginato come sarebbe potuta diventare questa sportiva se fosse stata progettata oggi, utilizzando materiali, tecnologie e soluzioni stilistiche contemporanee.

La A310 Vision non anticipa direttamente un modello destinato alla produzione. È un esercizio di design indipendente, pensato per esplorare le possibilità offerte dalla nuova piattaforma APP e mostrare come potrebbe evolversi lo stile delle future Alpine.

Una coupé lunga 4,55 metri e alta appena 1,18

Le proporzioni sono probabilmente l’elemento più sorprendente della Alpine A310 Vision. La carrozzeria misura 4,55 metri di lunghezza, 2,03 metri di larghezza nel punto più ampio e soltanto 1,18 metri di altezza, con un passo di 2,45 metri.

Numeri che descrivono una sportiva molto bassa e larga, progettata per trasmettere una sensazione di movimento anche da ferma. La parte posteriore è particolarmente sviluppata in larghezza, mentre l’abitacolo appare come una bolla semitrasparente appoggiata sulla carrozzeria.

Il riferimento alla A310 originale è evidente soprattutto nella silhouette, caratterizzata da linee tese, superfici geometriche e un’impostazione a cuneo. Alpine ha però evitato di riprodurre fedelmente le forme del passato, preferendo reinterpretarle attraverso un linguaggio più moderno.

Per sviluppare il progetto, il Centro Stile ha utilizzato una A310 storica come riferimento diretto, posizionandola all’interno dello studio di design. I designer hanno osservato proporzioni, superfici e dettagli del modello originale, cercando di individuare gli elementi capaci di renderlo immediatamente riconoscibile.

La concept riprende così la pulizia delle prime versioni a quattro cilindri, ma anche i parafanghi più pronunciati e l’aspetto muscoloso delle successive V6.

La carrozzeria presenta superfici in alluminio, abbinate a una sezione inferiore nera con forme organiche ispirate al mondo della Formula 1. Il contrasto tra questi elementi accentua ulteriormente la sensazione di leggerezza della parte superiore.

Particolari anche i cerchi, caratterizzati da un disegno triangolare che richiama la lettera A del marchio Alpine e le ruote utilizzate sulle prime A310.

Fari a scomparsa rivisitati e aerodinamica ricercata

Il frontale della Alpine A310 Vision Concept propone una reinterpretazione moderna di una soluzione tipica delle sportive del passato: i fari a scomparsa.

In questo caso, però, Alpine parla di tecnologia pop-down. I gruppi ottici sono integrati nella superficie anteriore e vengono rivelati attraverso un movimento della carrozzeria all’avvio della vettura.

È un dettaglio che permette di mantenere il frontale particolarmente pulito quando i fari non sono in funzione, contribuendo a definire l’identità del prototipo.

Sul cofano compare una presa d’aria a forma di S, con un disegno che combina linee nette e superfici arrotondate. Al centro della carrozzeria si sviluppa invece un elemento denominato Y zero, una sorta di lama stilistica che accompagna lo sguardo verso la parte posteriore.

Qui troviamo un alettone sdoppiato, caratterizzato da elementi trasparenti che richiamano visivamente il ghiaccio e le montagne, due riferimenti all’identità Alpine.

Anche i gruppi ottici posteriori sono stati studiati per svolgere una funzione che va oltre l’estetica. La loro forma a lama contribuisce infatti alla gestione dei flussi d’aria e alla generazione di deportanza, cioè la forza aerodinamica che aiuta a mantenere l’automobile aderente alla strada alle velocità elevate.

La ricerca aerodinamica si estende alla parte inferiore della carrozzeria, dove le superfici nere presentano forme ispirate alle monoposto da competizione.

Non sono stati comunicati valori relativi al coefficiente aerodinamico o alla deportanza generata. L’obiettivo del progetto rimane principalmente stilistico, anche se alcune soluzioni mostrano come Alpine intenda integrare sempre di più design e funzione.

Per quanto riguarda l’abitacolo, la concept lascia intravedere soltanto una parte degli interni attraverso la superficie semitrasparente.

I sedili presentano forme organiche e avvolgenti, mentre i colori seguono una filosofia colour block, con superfici e componenti caratterizzati da tonalità ben definite.

I comandi fisici si ispirano invece al mondo dell’Hi-Fi, con l’intenzione di offrire un’interazione più diretta e riconoscibile rispetto a quella basata esclusivamente sugli schermi.

Alpine non ha mostrato un abitacolo completamente sviluppato: gli interni servono soprattutto a suggerire l’atmosfera di una possibile sportiva futura.

La piattaforma APP e il futuro delle sportive Alpine

Uno degli aspetti più interessanti della Alpine A310 Vision riguarda la nuova piattaforma APP, utilizzata come base per esplorare proporzioni e soluzioni progettuali differenti.

Questa architettura è stata concepita per le sportive Alpine del futuro, con l’obiettivo di combinare prestazioni elevate e flessibilità progettuale.

Nel caso della A310 Vision, la piattaforma ha permesso ai designer di lavorare su una carrozzeria estremamente bassa e larga, senza essere vincolati alle proporzioni di un modello già esistente.

Non sono però stati diffusi dati tecnici relativi al sistema di propulsione della concept. Alpine non ha comunicato potenza, numero di motori, capacità della batteria, autonomia o prestazioni.

Non è quindi possibile stabilire quale configurazione meccanica potrebbe essere associata a un’eventuale vettura con queste caratteristiche.

Allo stesso modo, non sono previsti un prezzo o una data di commercializzazione, perché la A310 Vision non rappresenta l’annuncio di una nuova A310 di serie.

Il progetto assume soprattutto un valore simbolico. Alpine ha voluto celebrare una vettura importante della propria storia senza limitarsi a riproporne il design originale.

La A310 del 1971 si distingueva per una silhouette radicale e per un’identità molto diversa da quella delle altre sportive dell’epoca. La nuova concept recupera proprio questo approccio, cercando di immaginare una coupé capace di distinguersi attraverso le proporzioni e la semplicità delle superfici.

La Alpine A310 Vision mostra quindi una possibile direzione stilistica per il marchio francese, ma non permette ancora di anticipare le caratteristiche dei futuri modelli di produzione.

Resta da capire quali elementi arriveranno sulle prossime Alpine: dai fari pop-down all’aerodinamica integrata nella carrozzeria, fino alla particolare impostazione dell’abitacolo.

Per il momento, la A310 Vision rimane un omaggio moderno a una sportiva nata 55 anni fa. Un prototipo che recupera l’identità della coupé originale e la utilizza per sperimentare forme e soluzioni che potrebbero trovare spazio sulle Alpine di domani.

 

 

 

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