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Alpina svela il nuovo logo e entra ufficialmente nel BMW Group

Di Simone Fiderlisi
Pubblicato il 13 feb 2026
Alpina svela il nuovo logo e entra ufficialmente nel BMW Group
BMW Alpina svela il nuovo logo dopo l'acquisizione da BMW Group. Produzione integrata negli stabilimenti BMW con focus su personalizzazione, qualità e heritage del marchio.

Nel panorama automobilistico europeo, pochi nomi evocano immediatamente quell’aura di lusso misurato e prestazioni sartoriali come BMW Alpina. Un marchio che, dal 1965, ha saputo cucirsi addosso una reputazione fatta di raffinatezza tecnica, attenzione maniacale ai dettagli e un’interpretazione unica della sportività su quattro ruote. Oggi, però, per la storica casa tedesca si apre un nuovo capitolo: l’arrivo del nuovo logo segna l’inizio di una trasformazione che, pur guardando al futuro, non dimentica le proprie radici. Un simbolo rinnovato, che fonde tradizione e modernità, si staglia ora sulle carrozzerie, promettendo una nuova era sotto l’egida del BMW Group.

C’è un che di emblematico nel restyling dell’identità visiva di Alpina: il classico stemma, con il corpo farfallato e l’albero motore, viene reinterpretato in chiave essenziale, con linee nette e geometrie che sembrano scolpite nella materia. La palette cromatica si fa più sobria, pensata per una leggibilità impeccabile tanto sulla fiancata di una berlina quanto tra le pieghe di una dashboard digitale. Eppure, dietro questa modernizzazione, si percepisce chiaramente la volontà di mantenere intatto il legame con il passato, quasi a voler rassicurare gli appassionati che la storia di Alpina non verrà mai sacrificata sull’altare dell’innovazione.

Il vero punto di svolta, però, è rappresentato dalla nuova organizzazione produttiva. Da gennaio 2026, infatti, BMW Alpina entra a pieno titolo nella galassia industriale del BMW Group. Un cambiamento che va ben oltre la semplice condivisione di loghi o tecnologie: significa accedere a piattaforme avanzate, motorizzazioni di ultima generazione e a processi produttivi certificati secondo gli standard più elevati del settore. Le future vetture usciranno da stabilimenti selezionati, pronti a coniugare efficienza industriale e cura artigianale. In questo nuovo scenario, la produzione si fa ponte tra due mondi: da un lato, la solidità e la capillarità di un gruppo globale; dall’altro, l’esclusività di una firma che ha sempre fatto della personalizzazione il proprio manifesto.

Ed è proprio su questo fronte che la dirigenza di Alpina gioca la carta della continuità. “L’integrazione non sarà mai sinonimo di omologazione”, ribadiscono i vertici, sottolineando come la personalizzazione resterà il cuore pulsante del marchio. Gli acquirenti potranno continuare a scegliere tra colori esclusivi, cerchi inconfondibili a 20 razze – vero e proprio marchio di fabbrica –, interni in pelle pregiata e materiali selezionati con cura quasi maniacale. In un mondo in cui l’auto rischia di diventare sempre più anonima, Alpina promette di difendere quell’artigianalità che trasforma ogni modello in un pezzo unico.

Non mancano, però, le voci critiche. Se da una parte clienti storici e collezionisti vedono nell’integrazione con il BMW Group una garanzia di qualità costante e accesso alle tecnologie più avanzate, dall’altra i puristi temono che il DNA indipendente di Alpina possa essere diluito. Il rischio percepito è quello di perdere quell’alchimia fatta di lusso discreto e potenza raffinata che ha reso il marchio una leggenda. Eppure, gli osservatori più attenti notano come la strategia adottata sembri studiata per mantenere un equilibrio sottile: sfruttare le economie di scala senza tradire l’essenza che ha reso Alpina sinonimo di eccellenza.

Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda la rete distributiva e il servizio post-vendita. L’ingresso nella struttura globale del BMW Group potrebbe infatti garantire una disponibilità più omogenea nei mercati internazionali e un’assistenza tecnica ancora più puntuale, elementi cruciali per una clientela che, giustamente, pretende il massimo in ogni fase dell’esperienza d’acquisto e possesso.

Resta aperto il grande interrogativo sul futuro della gamma. Se da un lato i prossimi modelli potranno beneficiare delle ultime innovazioni tecnologiche, dall’altro sarà solo il tempo – e i primi esemplari prodotti nella nuova configurazione – a dire se la ricetta Alpina saprà resistere alle sfide della modernità. Sarà il banco di prova definitivo: riuscire a preservare quell’identità fatta di lusso autentico, attenzione al dettaglio e prestazioni fuori dal comune, pur navigando nelle acque spesso turbolente di una produzione sempre più integrata e globale.

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