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Alfa Romeo, 4 icone sportive ad Auto e Moto d'Epoca 2026

Di Vincenzo Calvarano •
Pubblicato il 22 ott 2026
Alfa Romeo, 4 icone sportive ad Auto e Moto d'Epoca 2026
Alfa Romeo protagonista ad Auto e Moto d'Epoca 2026 con quattro berline sportive leggendarie: dalla rarissima Giulia TI Super alla 75 Turbo Evoluzione, fino alla 155 V6 TI da 490 CV e alla Giulia Quadrifoglio da 520 CV.

Quattro auto, oltre sessant’anni di storia e una caratteristica in comune: il piacere di guida. Alfa Romeo torna protagonista ad Auto e Moto d’Epoca 2026, in programma a BolognaFiere dal 22 al 25 ottobre, con uno stand dedicato alle berline sportive che hanno segnato la storia del Biscione. Dalla Giulia TI Super del 1963 alla più recente Giulia Quadrifoglio Super Sport, passando per due autentiche icone delle competizioni, la 75 Turbo Evoluzione e la 155 V6 TI. Un’occasione per vedere da vicino vetture rare, alcune delle quali normalmente custodite al Museo Alfa Romeo di Arese.

Il tema scelto è quello della berlina sportiva, una formula che Alfa Romeo ha contribuito a rendere celebre: auto capaci di offrire spazio e praticità, ma anche prestazioni e comportamento stradale da vere sportive. E i quattro modelli esposti raccontano bene come questa idea sia cambiata nel tempo.

Alfa Romeo, dalla Giulia TI Super alla 75 Turbo Evoluzione

Il viaggio comincia nel 1963 con la Alfa Romeo Giulia TI Super, una delle versioni più ricercate della prima generazione della berlina milanese.

Presentata il 24 aprile di quell’anno all’Autodromo di Monza, nasceva con un obiettivo preciso: portare nelle competizioni le qualità della Giulia stradale.

Per riuscirci, Alfa Romeo intervenne soprattutto sul peso e sulla meccanica. La carrozzeria venne alleggerita, mentre sotto il cofano trovava posto un quattro cilindri bialbero da 1,6 litri e 112 CV.

Numeri che oggi possono sembrare modesti, ma che all’epoca erano più che sufficienti per trasformare una berlina familiare in una vettura competitiva.

A renderla ancora più particolare c’era il Quadrifoglio, simbolo della tradizione sportiva Alfa Romeo.

La produzione si fermò ad appena 501 esemplari, una quantità legata anche alle necessità di omologazione sportiva. Non sorprende quindi che oggi la TI Super sia particolarmente apprezzata dai collezionisti.

La vettura ottenne risultati importanti nelle competizioni Turismo, tra cui una vittoria di classe al Tour de France Automobile del 1963.

Facciamo un salto di 24 anni e arriviamo alla Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione del 1987.

Qui cambia tutto, o quasi. Le linee diventano squadrate, la carrozzeria si riempie di appendici aerodinamiche e il motore sfrutta la sovralimentazione.

La 75 Turbo Evoluzione venne realizzata in 500 esemplari per ottenere l’omologazione nel Gruppo A, categoria che permetteva alle vetture derivate dalla serie di partecipare alle competizioni Turismo.

Sotto il cofano c’era un quattro cilindri bialbero turbo da 1.762 cm³, dotato di intercooler, il dispositivo che raffredda l’aria compressa dal turbocompressore per migliorare l’efficienza del motore.

Ma uno degli aspetti più interessanti era la meccanica.

La 75 conservava infatti lo schema transaxle, con cambio e differenziale collocati posteriormente, abbinato al ponte De Dion. Una soluzione pensata per favorire la distribuzione dei pesi e il comportamento dinamico.

Rispetto alla Giulia degli anni Sessanta, la 75 mostrava quanto fosse cambiato il concetto di berlina sportiva: più tecnologia, più aerodinamica e una maggiore specializzazione per le competizioni.

La 155 V6 TI da 490 CV e la Giulia Quadrifoglio da 520 CV

Se la 75 Turbo Evoluzione rappresentava il collegamento tra strada e pista, la Alfa Romeo 155 V6 TI del 1996 portava questa filosofia all’estremo.

La vettura esposta a Bologna è la versione sviluppata per l’International Touring Championship, evoluzione della 155 che nel 1993 aveva conquistato il campionato DTM con Nicola Larini.

E qui i numeri diventano decisamente più importanti.

Il motore era un V6 con angolo di 90 gradi tra le bancate, capace di sviluppare 490 CV a quasi 12.000 giri/minuto.

Una meccanica sofisticata, progettata anche per abbassare il baricentro della vettura e migliorare il comportamento in pista.

Il nuovo propulsore, introdotto a metà della stagione 1996, contribuì a riportare Alfa Romeo ai vertici delle prestazioni nel campionato.

Della berlina tradizionale rimaneva soprattutto l’impostazione estetica. Per il resto, la 155 V6 TI era una vera auto da corsa, costruita per ottenere il massimo nelle competizioni Turismo.

A chiudere il percorso arriva invece un modello molto più recente: la Giulia Quadrifoglio Super Sport del 2024.

Una serie speciale prodotta in appena 275 esemplari, realizzata per celebrare la prima vittoria Alfa Romeo alla Mille Miglia del 1928, conquistata dalla 6C 1500 Super Sport guidata dall’equipaggio Campari-Ramponi.

Sotto il cofano trova posto il noto 2.9 V6 biturbo da 520 CV, abbinato a un differenziale autobloccante meccanico.

Quest’ultimo serve a distribuire meglio la coppia tra le ruote motrici, migliorando la trazione soprattutto quando si accelera in uscita dalle curve.

La Super Sport si distingue anche per alcuni dettagli esclusivi.

Il più particolare è il logo Quadrifoglio con sfondo nero, una reinterpretazione inedita del celebre emblema sportivo Alfa Romeo.

Ci sono poi elementi in fibra di carbonio, cerchi bruniti da 19 pollici, finiture interne in carbonio 3D rosso e una numerazione specifica che identifica ogni esemplare della serie limitata.

La differenza rispetto alle altre vetture esposte è evidente: la Giulia moderna offre prestazioni elevatissime, ma rimane un’automobile utilizzabile anche nella vita quotidiana.

Ed è proprio questo il collegamento con la Giulia TI Super del 1963. Due epoche lontanissime, unite dall’idea di realizzare una berlina capace di divertire chi guida.

Alfa Romeo Classiche e le Lancia storiche a Bologna

La presenza del Biscione ad Auto e Moto d’Epoca 2026 non si limita alle quattro vetture.

All’interno dello stand sarà possibile conoscere anche le attività di Alfa Romeo Classiche, la divisione dedicata alla conservazione e alla valorizzazione delle automobili storiche del marchio.

Tra i servizi disponibili ci sono il Certificato di Origine, la Certificazione di Autenticità e gli interventi di restauro.

Per chi possiede un’Alfa Romeo d’epoca, si tratta di strumenti importanti per ricostruire la storia del proprio esemplare, verificarne le caratteristiche e preservarne il valore collezionistico.

Tre delle vetture storiche presenti a Bologna provengono dalla collezione Heritage Hub Italy e sono normalmente esposte presso il Museo Alfa Romeo di Arese.

Ma a Bologna ci sarà spazio anche per un altro marchio storico italiano.

Nello stand dell’Automobile Club d’Italia saranno infatti esposte due Lancia particolarmente significative: la Alfa Sport del 1907, prima vettura da competizione della Casa torinese, e la Fulvia HF del 1972, protagonista della vittoria al Rallye Monte-Carlo con Sandro Munari e Mario Mannucci.

Quest’ultima è conosciuta anche come Fulvia-14, uno dei simboli della storia sportiva Lancia.

L’esposizione si inserisce nelle celebrazioni per i 120 anni del marchio torinese.

Per gli appassionati, dunque, l’appuntamento di Bologna offre la possibilità di osservare da vicino alcune delle automobili che hanno contribuito a costruire la reputazione sportiva italiana.

E lo stand Alfa Romeo promette di essere uno dei più interessanti, soprattutto per chi ama le berline ad alte prestazioni.

Dai 112 CV della Giulia TI Super ai 520 CV della Giulia Quadrifoglio Super Sport, il salto tecnologico è enorme. Eppure, l’idea di fondo è rimasta sorprendentemente simile: costruire automobili pratiche, ma capaci di offrire qualcosa in più quando arriva il momento di mettersi al volante.

 

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