Lotus Evora IPS: nata per l’America

Con il cambio automatico la Lotus Evora si rivolge al mercato d’oltreoceano e punta sulla praticità.

Lotus Evora IPS: nata per l’America

di Valerio Verdone

23 giugno 2011

Con il cambio automatico la Lotus Evora si rivolge al mercato d’oltreoceano e punta sulla praticità.

Se la nuova citycar prevista per il 2014 ha lasciato perplessi diversi estimatori del marchio Lotus, la Evora IPS, ovvero quella dotata di cambio automatico, non ha sortito lo stesso effetto, per via del suo significato commerciale e della sua destinazione principale: il mercato americano.

Infatti, è risaputo che negli States le auto automatiche sono preferite dalla maggior parte degli automobilisti, di solito molto restii a smanettare con la leva del cambio e ad usare la gamba sinistra, per questo la Casa Inglese, che presto dovrà rinunciare all’esportazione delle vivacissime Elise ed Exige per via dei loro airbag non in linea con le normative USA, ha lanciato la Evora dotata di una trasmissione automatica di origine Toyota.

Privo della leva sul tunnel centrale, questo cambio chiamato “Intelligent Precision Shift”, è stato studiato per consentire una guida più comoda agli automobilisti statunitensi, senza rinunciare al piacere di guida alla base della filosofia costruttiva di ogni Lotus. Il problema però, risiede nel fatto che la trasmissione automatica comporta un aumento di peso di 90 Kg, per una massa complessiva che si avvicina alla soglia dei 1.500 kg: 1436 per l’esattezza.

Con queste premesse, il motore aspirato da 280 CV riesce ad assicurare prestazioni inferiori rispetto alla versione manuale: l’accelerazione da 0 a 100 km/h viene coperta in 5,5 secondi rispetto ai 4,9 secondi impiegati dalla versione “standard”, mentre la velocità massima passa da 260 km/h a 249 km/h. Si tratta di valori accettabili per la gran parte dei guidatori, considerando che la Evora IPS sarà destinata ad un pubblico che predilige la guida sulle strade di tutti i giorni, ma che faranno storcere il naso ai puristi: gli irriducibili adepti della filosofia di Colin Chapman.