Volkswagen Golf GTI 2009

Giunge alla sesta serie la Volkswagen Golf GTI. Un classico delle piccole sportive che mantiene vivo lo spirito che nel 1976 generò un mito

Giunta alla sesta serie, la Volkswagen Golf GTI si trova alle spalle trent'anni di sfide, vinte non solo sul piano di prestazioni e stile. Se da un lato la prima Rabbit in versione GTI sapeva impensierire alcune GT ben più blasonate, grazie all'ottimo rapporto peso/potenza, dall'altro le versioni successive hanno saputo abbinare agilità e prontezza alla praticità che soltanto le forme di una Golf hanno saputo dare.

La sfida più grande per la Golf GTI viene dal passato, dalla sua storia e dalla longeva clientela che, versione dopo versione, ha rinnovato la fiducia in quella che ormai non è solo uno status symbol ma un modo di vivere la sportività nell'uso di tutti i giorni.

GTI: tradizione di Wolfsburg

Il primo problema per i designer è giunto della necessaria coerenza stilistica con le precedenti GTI, ovvero contenuti sportivi lasciando una linea invariata, priva di orpelli e appendici aerodinamiche che proprio in Germania sono un'autentica tradizione. La soluzione viene dai dettagli: il frontale, apparentemente analogo alle sorelle meno performanti, ha un fascione paraurti ridisegnato, con generose griglie a nido d'ape e piccoli fendinebbia incorniciati da prese d'aria e lamelle di color grigio antracite. Il cofano mantiene una linea pulita ma non per questo meno aggressiva, incuneandosi tra i fari e la rastremata griglia, che presenta il logo GTI e due linee rosse, in omaggio alla prima progenitrice.

Le fiancate sono dominate dai poderosi cerchi in lega a cinque razze, raccordati da una linea di cintura leggermente ascendente che sostiene senza sottrarre spazio le ampie superfici vetrate. Vista di fianco la Golf GTI mantiene tutta la sobrietà delle versioni minori, concedendosi soltanto delle pinze freno di colore rosso e il montante tra i due sportelli di colore nero, anche in questo caso per onorare la lunga e vittoriosa tradizione stilistica.

Il posteriore, parte che probabilmente in molti imparareranno a memoria, gioca sul sottile fascione paraurti in contrapposizione ai doppi scarichi, molto lontani tra loro, e un leggero estrattore, appena sferzato da due pinnette che sollevano i tubi di scappamento da qualsiasi obbligo aerodinamico. Nella parte alta, in onore alla stirpe delle GTI precedenti, compare un piccolo alettone dotato di terzo stop, una soluzione che a detta dei progettisti è più funzionale che estetica.

Gli interni non potevano fare a meno di piccoli ma numerosi richiami stilistici alla serie GTI, dai metalli lucidi utilizzati per cambio, pedaliera e finiture su sportelli e plancia, alle impunture di colore rosso sugli avvolgenti sedili e i ricercati rivestimenti. Il volante ha una forma tipicamente racing, con la parte inferiore smussata, mentre il quadro strumenti mantiene la stessa vincente sobrietà che tutto il resto della vettura ama comunicare a chi ci si avvicina per un primo approccio.

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