Dacia Duster 2018: primo contatto con il diesel 1.5 dCi

La prova su strada e in fuoristrada del SUV venduto in più di 135.000 esemplari in 7 anni di carriera e che adesso si rinnova completamente.

Dacia Duster 2018: primo contatto con il diesel 1.5 dCi

Tutto su: Dacia Duster

di Valerio Verdone

12 gennaio 2018

Dopo sette anni e più di 135.000 esemplari venduti, la Dacia Duster si rinnova, completamente, pur rimanendo fedele a sé stessa. Più bella, più confortevole, più sicura e più avventurosa in fuoristrada, vanta interni completamente rivisti, una carrozzeria che non condivide nemmeno un pannello con il vecchio modello ed un prezzo che è rimasto invariato. Infatti, il costo della variante base, la Access 4×2 spinta dal 1.6 benzina da 115 CV, è di 11.900 euro, esattamente lo stesso della Duster precedente.

Miracoli del marketing? Può darsi, ma è altrettanto interessante constatare che la top di gamma, la 1.5 dCi 110 CV 4×4 Prestige, nuovo allestimento con tutto di serie, non arriva ai 20.000 euro e si ferma a 19.300 euro. La variante che tutti additano come la più richiesta dalla clientela, la 1.5 dCi 4×2 da 110 CV nell’allestimento Comfort, ha un costo di 16.300 euro, ma ha già una dotazione adeguata, con i cerchi in lega da 16 pollici, il climatizzatore manuale, il Media Nav Evolution e i sensori di parcheggio di serie, a cui si aggiungono gli alzacristalli posteriori elettrici, il cruise control ed il nuovo volante.

Per la 1.6 benzina 4×4 i prezzi partono dai 14.600 euro della versione Essential e arrivano ai 17.300 euro della variante Prestige, passando per i 16.300 euro della Comfort. Le diesel da 110 CV 4×4 partono da 16.600 euro nell’allestimento Essential, per la Comfort ci vogliono 18.300 euro, fino ad arrivare alla Prestige, che, come già detto, è il massimo dell’offerta Duster ed ha un costo di 19.300 euro. Per avere il cambio automatico a doppia frizione bisogna rinunciare alla trazione integrale, visto che questa trasmissione è disponibile solamente con le varianti 1.5 dCi 4×2 da 110 CV negli allestimenti Comfort e Prestige, proposte, rispettivamente, a 17.700 euro ed a 18.700 euro. Per chi si accontenta di 90 CV ma vuole comunque una Duster diesel è disponibile la 4×2 in allestimento Essential al costo di 14.100 euro che ha di serie i cerchi in acciaio da 16 pollici design Fidji, i fendinebbia e la radio Dacia Plug&Play. Ancora non è disponibile la variante a GPL che entrerà in gamma più avanti.

Al di là dei costi avevamo una grande voglia di provarla per vedere come è cambiata questa vettura che ha reso noto il brand rumeno in Italia e nel Vecchio Continente. Già da fuori si capisce che è cresciuta, o meglio, è maturata, visto che il design pur essendo ancora riconoscibile al primo sguardo, è cambiato in alcuni dettagli che la rendono ancora più accattivante. La calandra è più grande e si unisce a dei gruppi ottici anteriori con una firma luminosa a LED che enfatizza la larghezza dell’auto. Anche la protezione è più grande, mentre sulla fiancata, oltre alla linea di cintura più alta, spunta un nuovo elemento all’altezza dei passaruota anteriori e tutto l’insieme risulta più dinamico con il parabrezza spostato in avanti di 100 mm. Dietro invece spiccano i nuovi gruppi ottici che, anche se ricordano un modello antagonista, sviluppano in orizzontale la linea della vettura. Le dimensioni sono immutate, ma c’è più spazio per i bagagli, 478 litri la 4×2 e 467 litri la 4×4, con 27,6 litri utili nell’abitacolo dove riporre i vari oggetti grazie ai tanti vani disseminati tra la zona anteriore e quella posteriore. La plancia è più moderna, accattivante, rivolta verso il guidatore nella zona centrale con il display dell’infotainment rialzato di 74 mm, al di sotto delle tre bocchette d’areazione e sopra il climatizzatore automatico (novità) sormontato da interessanti e pratici pulsanti a pianoforte. Completano la metamorfosi una nuova leva del cambio, il nuovo volante, ed i nuovi pannelli porta, oltre ad una qualità delle plastiche migliore. Non bisogna dimenticare i sedili, completamente rivisti attraverso un nuovo telaio, un cuscino più lungo di 20 mm ed una forma più avvolgente.

Tutto questo lo ritroviamo alla prima curva, dove la Duster 1.5 4×4 da 110 CV si dimostra composta, con il giusto rollio, ma con una precisione di sterzo maggiore grazie al nuovo comando elettrico. Certo, la prontezza non è quella di una sportiva, ma non è questa la sua destinazione d’uso. Piuttosto, quello che si avverte su strada, oltre ad una maggiore compostezza, è un’insonorizzazione decisamente migliorata grazie ad una quantità di pannelli fonoassorbenti cresciuta del 30% ed ai finestrini anteriori più spessi. Migliora anche l’impianto audio, ma è tutto l’insieme a dare l’idea che la vettura sia cresciuta e bene. Dopo tutto, c’è un nuovo telaio, e anche questo fa la differenza, non si tratta di un facelift, come sulle prime si potrebbe pensare, ma di una seconda generazione di Duster in tutto e per tutto.

Se su strada il 1.5 diesel si fa apprezzare e risulta la motorizzazione più idonea, complice il cambio manuale a 6 marce che si manovra bene, ma ha i rapporti bassi un filo troppo corti sulla 4×4, in fuoristrada viene fuori il vero carattere di questo SUV capace di andare quasi dove si spingono i fuoristrada. Intendiamoci, non ci sono le ridotte, ma gli angoli di attacco di 30° all’anteriore e di 34° al posteriore, e l’altezza da terra di 21 cm, oltre ad un sistema di trazione integrale che si regola facilmente con una semplice manopola sul tunnel centrale fanno la differenza. Passaggi laterali, twist e salite con pietre importanti vengono digerite senza sforzo apparente dalla Duster, e così lungo un percorso impervio ci rendiamo conto che la 4×4 assolve a compiti molto più gravosi di quelli che gli riserverebbe l’automobilista comune. I rapporti del cambio corti, che su strada impongono qualche riflessione in scalata, in fuoristrada sono una manna e consentono alla Duster di superare ostacoli importanti in tutta tranquillità. In queste circostanze tornano utili i sistemi che aiutano il guidatore nelle ripartenze in salita e nella percorrenza delle discese più ripide, per non parlare del sistema di telecamere che consente di vedere dove si sta per mettere il muso quando le pendenze si fanno importanti ed agevolano nel contempo la guida in città. Interessante infine il monitor dal quale si possono verificare in tempo reale le oscillazioni sull’asse verticale ed orizzontale della vettura e i parametri della bussola.

Insomma, la Dacia Duster è diventata grande, sia nell’aspetto che nell’anima, ma è ancora più affamata di libertà e porta in dote un listino che non subisce variazioni verso l’alto. Che sia la ricetta giusta per superare i risultati lusinghieri del modello precedente? La risposta la darà il mercato, ma intanto nei weekend del 20-21 gennaio e del 27-28 gennaio ci saranno i consueti “porte aperte” in concessionaria.