Dacia Duster: prime impressioni di guida

Nel fango dell'Oltrepò Pavese e tra le stradine del Ticino abbiamo mosso i primi passi con la Duster: l'ormai famosa SUV "low cost" della Dacia

Dacia Duster in off road

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Arrivata da poche settimane sul mercato italiano, la Dacia Duster è arrivata al banco di prova più impegnativo: dovrà convincere gli automobilisti, anche quelli più esigenti, che nonostante un prezzo di acquisto molto allettante può contare su qualità stradali e fuoristradistiche (nelle versioni 4x4) di buon livello. Abbiamo avuto modo di testare il nuovo SUV low-cost di origine rumena nel fango dell'Oltrepò Pavese e tra le stradine del Ticino. Per capire come si comporta su strada ci è stata affidata una delle versioni sicuramente più interessanti per il mercato italiano e che abbina il motore 1.5 dCi da 110 CV di origine Renault alla trazione integrale

Fin dal primo impatto la Duster si rivela una vettura molto razionale, con interni ben strutturati e ed una buona ergonomica. Il posto di guida rialzato, tipico dei veicoli a baricentro alto, regala una buona visibilità grazie anche alle vetrature di dimensioni generose, peccato però che il sistema che regola l'altezza del sedile risulti un po' macchinoso e che il posizionamento dei pulsanti degli alzacristalli elettrici non risulti di immediato azionamento come altri modelli gamma Dacia. Discrete, invece, le finiture e la qualità degli accoppiamenti, soprattutto in ragione del prezzo contenuto del modello.  

Per quanto riguarda la marcia in autostrada il 1.5 turbodiesel si dimostra abbastanza vivace pur senza entusiasmare, con sorpassi pronti e accelerazioni in linea con le velleità turistiche del modello. In curva si avverte un po' di sovrasterzo ma la perdita di aderenza appare progressiva e quindi dovrebbe essere facile controllare la vettura in situazioni al limite. Piccola nota per la trasmissione TL8 a 6 rapporti dotata di una prima marcia corta che si dimostra ideale per le partenze in salita e a pieno carico, mentre si registra qualche impuntamento nelle cambiate.

Il comportamento in fuoristrada della Dacia Duster 4×4 è subordinato alle qualità del retrotreno a bracci multipli abbinato al sistema con 3 modalità di trasmissione già visto sulla Nissan Qashqai, a cui si aggiunge poi il giunto elettromagnetico in grado di regolare al meglio la distribuzione. Selezionando la modalità "Lock" la trasmissione è bloccata sulle quattro ruote e rimane equamente divisa, fino a 30 km/h, sui due assali, mentre viene data maggiore motricità all'avantreno tra i 30 e i 60 km/h, per arrivare ad una trazione totalmente anteriore una volta superata tale velocità. La Duster si comporta abbastanza bene anche su percorsi off-road discretamente impegnativi, pur mostrando qualche limite in quelli più accidentati, dove la mancanza delle marce ridotte si fa sentire e dove il SUV rumeno paga una vocazione più stradale e meno "spinta" rispetto ai fuoristrada puri.

Nel complesso, quindi, i tecnici Dacia sembrano aver fatto un buon lavoro, riuscendo a coniugare discrete doti stradali e un comportamento soddisfacente nei percorsi off-road più leggeri, unendo a tutto un buon comfort di marcia e una dotazione abbastanza completa offerti ad un prezzo decisamente attraente.

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