Opel Insignia: la berlina del nuovo corso di Russelsheim

Arriva finalmente sul mercato italiano la nuova ammiraglia Opel: porte aperte il 14 e 15 Marzo e prezzi a partire da 25.000 euro

Opel Insignia: la berlina del nuovo corso di Russelsheim

di Redazione

02 marzo 2009

Arriva finalmente sul mercato italiano la nuova ammiraglia Opel: porte aperte il 14 e 15 Marzo e prezzi a partire da 25.000 euro

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Il segmento D, da oltre trent’anni, è sotto il dominio incontrastato dei produttori tedeschi. Mercedes e BMW si sono spartite per decenni una redditizia torta fatta di berline eleganti e performanti, inseguite e infine affiancate da Audi che, in due lustri, ha dimostrato come questa leadership non sia poi così inattaccabile. Il cliente di oggi ha ampliato le proprie aspettative: non basta più una grande e parsimoniosa “giardinetta” per viaggiare con la propria famiglia, occorrono sicurezza e maneggevolezza, con un occhio molto attento a stile e solidità costruttiva, per anni quasi un’esclusiva di Mercedes, BMW e Audi.

Una spinta verso l’alto perseguita inizialmente da Volkswagen Passat e Ford Mondeo: il costo non è più da familiare pura, ma il rapporto qualità-prezzo può mettere in difficoltà il modello “base” delle concorrenti tedesche più blasonate.

L’Insignia rappresenta un grande ritorno di Opel nel segmento D. Un ritorno che attinge a piene mani dalla proverbiale sensibilità tedesca quando c’è da creare una berlina dinamica, accattivante, elegante e perfino sportiva, come vogliono le ultime tendenze di mercato.

Berlina o coupé?

Ecco quindi che i canoni estetici di un’automobile all’europea incontrano innanzitutto i dettami dell’aerodinamica: una linea che ama la contaminazione dei generi, con un parabrezza spiovente tipico delle vetture coupé, le fiancate scolpite e imponenti, accompagnate da ripide linee per finestrini e appendici aerodinamiche, atte a migliorare l’efficienza della vettura in movimento.

Il frontale è dominato da fari grandi e sfuggenti, incorniciati dal muscoloso fascione monopezzo che dai fendinebbia al cofano motore diventa un vero e proprio componente della carrozzeria, arrivando a svolgere anche le funzioni del passaruota.

La fiancata tradisce questa contaminazione del mondo coupé, in particolare per i finestrini così rastremati e una scalfatura degli sportelli che risale fin quasi al passaruota anteriore, mimando una generosa presa d’aria.

Il posteriore è ancor più dinamico, incontrando alcuni canoni estetici della grintosa Astra GTC, ma accompagnati ancora una volta da un levigatissimo fascione paraurti, sovrastato dall’alto portellone del bagagliaio che ingloba uno spoiler e due fari dal design ad ala.

 

Tecnologie per la sicurezza

Tanta ricercatezza estetica perderebbe il suo valore se tecnicamente l’Insignia non fosse all’altezza. Un’ipotesi che Opel non ha mai preso in considerazione: l’aerodinamica è un prerequisito per ridurre consumi e rumorosità in movimento, la trasmissione è su richiesta a quattro ruote motrici, i motori sono Euro 5, le dotazioni tecnologiche affiancano ad ABS ed ESP i fari a fascio di luce orientabile e l’innovativo sistema Opel Eye, mentre l’assetto è a controllo elettronico con taratura adattiva.

Cominciamo proprio con l’assetto adattivo FlexRide, una novità di rilievo per le vetture di Rüsselsheim: il modulo di controllo elettronico DMC (Driving Mode Control) valuta costantemente numerosi parametri dinamici come frequenza e intensità delle frenate, la velocità e le accelerazioni (longitudinali o laterali), la rapidità e l’angolo della sterzata, arrivando a distinguere tra 11 modelli predefiniti la situazione di guida predominante.

In base a questi parametri, e la scelta del conducente se attivare o meno il pulsante Sport, l’Insignia regola la rigidità degli ammortizzatori, la risposta dell’acceleratore, la resistenza del servosterzo e perfino la ripartizione della coppia tra i due assi se la versione è a quattro ruote motrici, situazione in cui se necessario viene attivato anche il blocco del differenziale posteriore.

La trazione integrale, battezzata Adaptive 4×4, è basata sul classico giunto viscoso centrale, ma il controllo elettronico ne regola costantemente l’intervento: tramite i dati della centralina DMC, la coppia viene costantemente ripartita a intervalli di 80 millisecondi sulle quattro ruote, misurando gli angoli di imbardata e di sterzata, anticipando in situazioni di rilascio o accelerazione i tipici trasferimenti di carico. Una soluzione che migliora la scorrevolezza e la velocità d’inserimento in curva, mantenendo un comportamento della vettura sempre prevedibile e sicuro.

Molta importanza è stata data naturalmente alla sicurezza attiva, un campo in cui proprio l’industria tedesca sta facendo scuola: sull’Insignia spiccano il sistema Opel Eye e i fari a fascio variabile AFL+.

I secondi rappresentano una scommessa che Opel ha fatto qualche anno fa: il progetto, realizzato in collaborazione con Hella, si basa su una parabola riflettente motorizzata in grado di direzionare il fascio luminoso sull’asse orizzontale e verticale, abbinata a lampadine a scarica di gas di tipo bi-xeno. Il sistema AFL+ oltre a direzionare la luce, ne varia anche le caratteristiche: a velocità inferiori ai 50 chilometri orari il fascio è più basso e ampio, mentre in autostrada o strada extraurbana il punto d’ombra si allontana fino a 140 metri, riducendosi immediatamente se i sensori rilevano una vettura che sopraggiunge in senso opposto.

In caso di pioggia, situazione rilevata dai sensori del DMC, i fari adottano un’intensità luminosa differente: quello destro illumina maggiormente i ciglio della strada, quello sinistro riduce l’intensità per diminuire i riflessi fastidiosi a chi sopraggiunge in senso opposto.

Il sistema Opel Eye non è da meno: un sensore ottico da 30 frame al secondo identifica i cartelli stradali, riproducendoli sul display del quadro strumenti. Limiti di velocità, segnali di pericolo e divieti di transito vengono immediatamente trasmessi al conducente, fornendo un’indicazione più accurata ed efficace dei classici navigatori satellitari.

Lo stesso sensore è in grado di capire se si sta cambiando corsia di marcia involontariamente, a causa di un colpo di sonno: se abilitato il sistema attiva un allarme visivo e sonoro per ripristinare lo stato di vigilanza del conducente, aumentando anche in questo caso la sicurezza attiva nelle ore notturne.

Cinque motorizzazioni e prezzo competitivo

Le motorizzazioni sono cinque, tutte a quattro cilindri Euro 5 e per la maggior parte sovralimentate con turbocompressore. I due motori benzina sovralimentati, un 1.600 e un 2.000 cc, hanno rispettivamente 180 e 220 cavalli, potenze ottenute mediante un sistema di fasatura variabile per la distribuzione, l’iniezione diretta di benzina e una particolare forma dei pistoni che permette di innalzare fino a 9,3:1 il rapporto di compressione, un valore quasi da motore aspirato.

Il 1.6 litri si distingue per un consumo nel ciclo combinato di 7,7 litri per 100 chilometri, valore che sale a 8,9 per la versione due litri. Come entry level sarà possibile scegliere il 1.800 cc aspirato da 140 cavalli, dai consumi ed emissioni paragonabili al più piccolo 1,6 litri turbo, ma con un prezzo d’attacco che promette di essere decisamente inferiore.

I motori a gasolio, disponibili in due versioni entrambe con cubatura di 2 litri, sono dotati di turbina a passo variabile e iniezione diretta common rail, con potenze di 130 e 160 cavalli. Come emissioni e soprattutto consumi sono più efficienti delle controparti a benzina, arrivando a coprire circa 1.200 chilometri di autonomia grazie al serbatoio da 70 litri e un consumo nel ciclo combinato di 5,8 litri per 100 chilometri.

Tutte le versioni hanno cambio manuale a sei rapporti, mentre le versioni top di gamma, quindi il turbodiesel da 160 cavalli e il turbo benzina da 220, possono avere un cambio automatico a sei velocità. Entro la fine dell’anno è previsto l’arrivo di un nuovo motore diesel con doppia turbina da 190 cavalli e un benzina ecoFLEX dalle emissioni inquinanti ancora più ridotte.

Gli allestimenti sono due: Insignia e Insignia Cosmo. La seconda ha una dotazione che punta decisamente in alto, presentando un climatizzatore bi-zona, cruise control, comandi al volante, freno a mano elettrico, sistema di assistenza per la partenza in salita e sedili pluriregolabili con sei parametri distinti, dall’altezza al supporto lombare.

La dotazione di airbag, ABS ed ESP di serie ha permesso all’Insignia di guadagnarsi 5 stelle nei crash test EuroNCAP, ponendosi immediatamente ai vertici della sua categoria.

Dopo sei anni Opel è tornata nel combattuto e difficile segmento D, presentando una vettura che rompe con il passato della Omega, per puntare decisamente verso quell’innovazione e dinamicità che contraddistinguono le migliori berline di origine teutonica, oggi al vertice dell’industria mondiale automobilistica.

Le quattro ruote motrici e la dotazione così sofisticata sono una garanzia per Opel Insignia di brillare in un segmento spaccato in due, aspirando senza timori reverenziali ai piani alti di un mercato che, sempre più, vede nella scuola tedesca un importante punto di riferimento.

Sarà lanciata sul mercato italiano con un porte aperte il 14 e 15 marzo. Il listino della nuova ammiraglia tedesca partirà dai 25.000 euro chiavi in mano della versione 1.6 Turbo fino ai 32.500 della versione top 2.0 Turbo Cosmo con cambio automatico e trazione integrale Adaptive 4×4.