Arriva la terza serie della Mazda MX-5

Il restyling e un inedito 2.0 litri da 160 CV danno nuova linfa alla spider jap in versione 2009

Arriva la terza serie della Mazda MX-5

Tutto su: Mazda MX-5

di Redazione

13 febbraio 2009

Il restyling e un inedito 2.0 litri da 160 CV danno nuova linfa alla spider jap in versione 2009

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Un profondo restyling, un nuovo look e tante migliorie che non si vedono, ma si possono tastare con mano. Proprio quest’anno Mazda MX5 spegne le sue prime venti candeline e festeggia alla grande, regalando alla spider del Sol Levante importanti novità che promettono se non l’eterna giovinezza sicuramente ancora diversi anni di successi.

Fin dagli esordi, la Miata ha subito riscosso gradimento e successo di vendite: non solo gli Stati Uniti, ma anche l’Europa ha saputo apprezzare questa due posti secchi così indovinata. In realtà il progetto era quanto di più classico e tradizionale si potesse offrire, ovvero una roadster compatta, leggera, con motore in posizione anteriore centrale e trazione posteriore. L’esordio della prima generazione avvenne a Chicago nel 1989, il resto è (quasi) storia (dell’automobilismo).

Oggi, giunta alla terza generazione, la Miata sfodera un look ancora più grintoso: i nuovi paraurti, la griglia ora a cinque punte, i gruppo ottici e i fendinebbia entrambi rivisti danno alla spider un’aria più dinamica e, grazie ad un miglioramento del Cx la rendono anche più aerodinamica.

All’interno i cambiamenti sono più limitati ma non per questo meno significativi. Subito ci si accorge che la strumentazione e qualche altro elemento sono nuovi, così come lo sono gli accostamenti cromatici, che aumentano la sensazione di sportività. Ma adesso nella MX5 c’è anche più spazio per le gambe, grazie all’eliminazione delle sporgenze delle tasche portaoggetti laterali collocate nelle portiere. Della serie: qualche centimetro in più anche in una due posti non guasta mai. Belli i sedili Recaro bicolore in pelle e Alcantara disponibili come optional.

Nuovo 2 litri da 160 CV

Pur non essendo una vettura da super prestazioni, l’MX5 ha sempre svolto egregiamente il proprio ruolo di spider grintosa e appagante nella guida, anche per i piloti più esigenti. Oggi è ancora più divertente e appetibile, considerato che accanto al classico 1.8 litri da 126 CV ha fatto ingresso il più prestante 2 litri da ben 160 CV a 7000 giri/min e coppia massima di 188 Nm a 5000 giri/min. Questa unità, disponibile con un cambio manuale a 6 marce rivisto e ottimizzato, consente alla spider di raggiungere 218 km/h e di scattare da 0 a 100 km/h in solo 7,6 secondi.

Molto interessante anche la disponibilità di una nuova trasmissione automatica a 6 rapporti con possibilità di selezionare manualmente le marce grazie ai comandi manuali sul volante (sistema Direct Activematic DAM). Una manna per gli smanettoni, visto che tale trasmissione è in grado di offrire una sensazione di guida ancora più sportiva e al tempo stesso di rivelarsi molto pratica quando si percorrono strade in discesa, in fase di sorpasso o quando si affronta una curva. In particolare, quando il sistema di controllo del cambio stabilisce che non è più necessaria la marcia più bassa, il cambio ritorna al funzionamento normale.

Cambio intelligente

L’Activematic, al pari degli automatici intelligenti di ultima generazione, offre anche una funzione Active Adaptive Shift (AAS) che monitorizza la pendenza e la curvatura della strada, i comandi del pedale dell’acceleratore e del freno, il tasso di accelerazione del mezzo e l’angolo di sterzata, in modo tale da scegliere le marce ottimali. Il tutto senza perdere di vista il portafogli. Già, perché i nuovi propulsori oggi consumano e inquinano meno: 7,6 litri ogni 100 km di media e 181g/km di CO2 per il 2.0 con cambio manuale, che diventano 7,9 litri e 188 g/km per il 2.0 automatico e 7 litri con 167 g/km per il rinnovato 1.8.

Ma i progressi al banco non bastano e la MX5 è migliorata sensibilmente anche su strada. Per avvantaggiare guidabilità e controllo i tecnici giapponesi hanno lavorato sul telaio, irrigidendolo, e sulle sospensioni anteriori, con il risultato di aver ridotto ancora di più il rollio e reso l’auto più reattiva e precisa ai comandi. A proposito: per i più esigenti, solitamente orientati verso le versioni  più prestanti, c’è il Differenziale a Slittamento Limitato (LSD), disponibile solo sulla 2.0 manuale, e in grado di garantire una trazione ottimale in qualunque condizione di marcia.

Divertimento, piacere di guida, sportività? Sì, grazie, ma in tutta sicurezza. Non poteva non essere ricca la dotazione della Miata: Controllo Dinamico della Stabilità (DSC) e il Sistema di Controllo della Trazione (TCS) ora sono di serie per la maggior parte dei mercati europei. Infine un prestigioso impianto stereo studiato con Bose, fari allo xeno, cerchi in lega e molti altri accessori completano una dotazione di serie davvero invidiabile.

Insomma questo restyling ha reso la MX5 ancora più interessante e valida senza perdere fascino. Sì, perché la Miata è sempre lei, anzi, se è vero che spesso invecchiando si migliora, non c’è esempio più indovinato.