Honda: prova totale con sorpresa finale

Jazz, gamma Civic, HR-V e CR-V: le abbiamo provate tutte, ma la ciliegina sulla torta è stata la Type R!

Gamma Honda

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Anche questa volta i vertici della Honda si sono superati, organizzando presso il Circuito di Franciacorta una vera e propria "prova nella prova". In sostanza abbiamo avuto a disposizione tutta la gamma della Casa giapponese, dall'utilitaria alla famiglia Civic, dal crossover al Suv, in un'area di prova che, oltre alla pista, comprendeva un bel tracciato di off road e un centro di guida sicura, dove poter testare con ogni tipo di manovra l'affidabilità, le caratteristiche e la sicurezza di tutti i modelli Honda.

Abbiamo deciso di iniziare con la CR-V, per scaldarci con adrenaliniche emozioni nel fuoristrada. È tra i Suv più venduti al mondo grazie ai suoi 7 milioni di esemplari immatricolati sin dal 1995 e se vogliamo dirla tutta, nel 2012, 2013 e 2014 è risultato il Suv in assoluto più venduto tra la concorrenza. Disponibile sia in 2WD che in 4WD, ha motori sia benzina che diesel. Sul primo fronte è equipaggiato con un 2.0 litri i-VTEC da 155 CV, mentre sul secondo si annovera un 1.600 cc i-DTEC declinato in due potenze, da 120 CV e da 160 CV. Punti di forza della CR-V sono il design imponente, l'elevata tecnologia, lo spazio e il confort di bordo e un'inaspettata attitudine al fuoristrada. Nulla faccia pensare ad un commento negativo, la realtà è che nessuno mai si azzarderebbe a condurre in un off road "pesante" un Suv che ha un range di prezzo che varia da un minimo di 25.500 Euro a un massimo di 40.550 Euro. Eppure il CR-V si è mostrato in tutte le prove di abilità in fuoristrada un Suv sicuro e capace di superare abilmente salite e discese ostiche, guadi, terreni fangosi e tratti che mettono a dura prova la torsione del telaio, il fondo della vettura e le sue sospensioni.

Finita l'avventura "fuori l'asfalto" ci siamo dedicati alla "piccola" Jazz. Oltre ad apprezzarla per la sua "freschezza estetica", siamo rimasti ancora una volta colpiti per la sua ospitalità a bordo. La piccola giapponese ha un abitacolo molto spazioso, che accoglie senza problemi anche cinque adulti ed è arricchito di tanti porta oggetti intelligenti, capienti e tutti al posto giusto. Più spazio a disposizione anche nel vano bagagli (che ha una capacità che varia dai 354 litri ai 1314 litri), nel quale (se si abbattono i sedili posteriori) si possono caricare oggetti lunghi fino anche a 2,40 metri; questo grazie ad una lunghezza della vettura aumentata, rispetto alla precedente generazione, di 10 centimetri (ora poco meno di quattro metri) e il passo di 3 centimetri (ora di 2,53 m). Per quanto riguarda i motori, in gamma dispone di un solo 1.300 cc a iniezione diretta di benzina con potenza di 102 CV e coppia di 123 Nm, abbinato a un cambio meccanico a sei marce. Tuttavia è disponibile, come optional, anche l'automatico CVT sette marce a variazione continua con paddle al volante e tre modalità di marcia: "normale" Drive, la sportiva Drive S e quella manuale. La Jazz ha un costo di acquisto che varia da un minimo di 14.900 Euro a un massimo di 19.200 Euro.

Scesi dalla Jazz ci siamo divertiti con la nuova HR-V e la prima sensazione percepita è che questo Urban Suv ha le dimensioni giuste per conquistare l'apprezzamento di una famiglia che abbia la necessità di guidarlo con agilità sia in città che nel tempo libero, durante i viaggi. Colpisce anche per il suo aspetto da vera off-road, nonostante sia venduta con la sola trazione anteriore; il prezzo tuttavia è invogliante, poiché con un listino che varia dai 20.600 Euro ai 27.900 Euro si inserisce a dovere in un segmento che tra le più apprezzate annovera ad esempio la Fiat 500X, la Jeep Renegade e la Opel Mokka. La sua gamma prevede sia motori benzina che diesel: tra i primi figura soltanto un 1.500 cc i-VTEC da 130 CV, mentre tra i secondi la scelta ricade ugualmente su un solo propulsore, ovvero il collaudato 1.600 cc i-DTEC da 120 CV. Infine siamo rimasti colpiti dalla sua dotazione tecnologica, che comprende la telecamera posteriore, il pacchetto ADAS con frenata automatica d'emergenza, cruise control intelligente e dispositivo di mantenimento in corsia.

Da veri furbi, ci siamo lasciati alla fine la "ciliegina sulla torta" di una due giorni di prove ben strutturate. La pista di Franciacorta a nostra disposizione e una Civic Type R che ci aspettava in pit lane. Già a vederla, ti lascia provare sensazioni da brivido, perché il suo aspetto ruba lo spazio a qualsiasi parola saremmo in grado di mettere insieme per raccontarvi il suo design. Apriamo lo sportello, entriamo in abitacolo e, lasciandolo aperto, accendiamo il motore: il suo 4 cilindri da 2.0 litri di cilindrata sviluppa 310CV e 400 Nm tra i 2.500 e 4.500 giri/min. e allunga fino a 7.000 giri/min. Non male...così come ci allieta il sound di questo sovralimentato, che pensate un po'...negli ultimi due mesi si è preso la soddisfazione di far segnare in cinque circuiti europei il record sul giro per auto a trazione anteriore. Abbiamo pensato proprio a questo dato mentre assecondavamo la nostra seduta tra sedile e volante. Ci dicono che possiamo andare...finalmente si esce dalla corsia box e possiamo iniziare a fare sul serio! Ha il turbo e si sente: in Honda ci hanno detto che per loro questa è una vettura da corsa ma che si può guidare anche su strada e hanno ragione. Ci bastano un paio di giri per capirne il potenziale, soprattutto la bontà. Tra i cordoli è a suo agio, fin troppo e scivola tra una parte e l'altra della Carreggiata che è una meraviglia, merito di sospensioni a controllo elettromagnetico e a un'aerodinamica molto curata, con fondo piatto, estrattore, ala e speciali sfoghi dell'aria che gestiscono i flussi d'aria in modo da creare Deportanza ad alta velocità. Guidandola viene da pensare "che telaio!!" poi mentre continuiamo la nostra "guerra" tra velocità e cordoli, tra una scalata e un inserimento di marcia, viene da pensare "che cambio"! Proprio così, deciso, onesto, puoi "far di lui ciò che vuoi" e questo aiuta ad entrare bene in curva, ad uscirne veloci (grazie anche al differenziale autobloccante) e a sfruttare bene ogni dose di potenza e coppia. La prima staccata che si fa alla curva 1 di Franciacorta arriva dopo un bel rettilineo e proprio qui si riconosce un equilibrio perfetto dell'impianto frenante. Giù il pedale e la Type R frena precisa, senza scomporsi troppo, così ad ogni curva si può lavorare bene sul volante senza troppa fatica. Il trasferimento di carico non pesa mai tanto e mai tanto incide sulla precisione di guida e dietro la Type R gira benissimo, grazie a un retrotreno omogeneo che asseconda il pilota anche nei cambi di direzione più "maldestri". Giro dopo giro la Type R ti calza a pennello e il guidatore si sente in completa sintonia con le sue capacità. Basta per farvi capire quanto va bene e forte la nuova Civic "racing"? Forse in parte...perché è un'automobile che va assolutamente guidata!

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di Francesco Parente | 23 giugno 2016

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