Peugeot 208 T16 R5, primo contatto

Al volante della Peugeot 208 T16 R5 guidata da Paolo Andreucci e della 208 R2 di Stefano Albertini.

Guidare la Peugeot 208 T16 R5 di Paolo Andreucci tra i tornanti del rally del Cioccio è una di quelle esperienze che ti fa svegliare alla mattina con una buona dose di agitazione. I motivi sono tanti: guideremo la vettura impegnata nel Campionato Italiano Rally 2014, sotto il cofano ci sono 280 cavalli turbocompressi su una massa di soli 1200 kg, Andreucci vede la 208 T16 come una figlia e se causeremo qualche danno dovremmo vedercela con tutti i meccanici della Racing Lions. Prima di metterci alla volante della T16 ci attende una sessione di guida sulla Peugeot 208 R2 di Stefano Albertini e Silvia Mazzetti, vettura dotata di 185 cavalli e capace di ottime per performance su strada e sterrato.

Peugeot 208 R2

La Peugeot 208 R2 è davanti a noi che ci aspetta. I meccanici stanno finendo gli ultimi controlli, ci assicuriamo di aver chiuso la tuta e allacciato il casco e siamo pronti ad entrare nell'abitacolo. Più che entrare il termine corretto sarebbe scalvare, perché salire a bordo di una macchina da rally non è tra le operazioni più semplici per chi non è abituato al roll-bar. Dopo aver allacciato la cintura a cinque punti è lo stesso Albertini a spiegarci come si guida la Peugeot 208 R2. All'interno rispetto alla Peugeot 208 GTI ritroviamo solo una finta plancia simile al modello di serie, i pannelli porta e vetri laterali in cristallo. Per il resto tutto il superfluo è stato eliminato o sostituito, come il cambio ora sequenziale a cinque rapporti con comando meccanico. Sotto al cofano troviamo la motorizzazione 1.6 litri EPC6 da 185 cavalli a 7800 g/min con una coppia massima di 119 Nm a 6300 g/min, scaricata sull'asse anteriore e dotata di differenziale autobloccante.  Usciti dal parco assistenza siamo a pronti a percorrere per quattro volte gli 1.7 chilometri di un tratto di strada utilizzato in una delle prove speciali del Rally del Ciocco.

Peugeot 208 R2, test drive

Tenendo in mente i consigli di Albertini su come utilizzare al meglio la Peugeot 208 R2, ingraniamo la prima tirando verso di noi la leva del cambio e partiamo. La 208 R2 si mostra estremamente reattiva, merito del peso a vuoto contenuto in soli 1.030 kg (come da regolamento FIA) ma soprattutto dell'ottimo assetto Ohlins regolabile. Il motore va tenuto su di giri e ci affidiamo ai led sul cruscotto digitale per effettuare il giusto cambio marcia. Tra le curve la Peugeot 208 R2 ci mostra il grande potenziale (da noi sfruttato forse al 40%) a disposizione, facendoci sentire pilota per qualche minuto. Tornati al parco chiuso l'esperienza con la R2 non è ancora finita: faremo due giri sul sedile del navigatore con alla guida Stefano Albertini. Il 27enne pilota bresciano ci fa capire in poche curve cosa è in grado di fare la 208, mostrando una velocità e una sicurezza di guida degna di un pilota iridato.

Peugeot 208 T16 R5

Se già con la 208 R2 nutrivano un certo timore reverenziale prima di salire a bordo, ora che siamo in attesa di guidare la Peugeot 208 T16 R5 iniziamo quasi a sudare freddo nonostante la giornata torrida. Fin dal primo incontro, in occasione della presentazione del programma sportivo di Peugeot Italia, la 208 R5 aveva catturato la nostra attenzione. Averla a pochi metri "tutta per noi", avere Paolo Andreucci accanto che ci consiglia come usare il Bang (l'anti Lag System) "inseriscilo dopo un paio di curve e spegnilo quando rientri", sono tutti fattori che ci fanno salire in macchina con un sorriso a 32 denti stampati sul volto. Mentre i meccanici fanno gli ultimi controlli ripercorriamo mentalmente la scheda tecnica della Peugeot 208 T16 R5: motore 1.6 turbocompresso da 280 cavalli a 6000 giri/min con una coppia massima di ben 400 Nm a soli 2500 g/min, trazione integrale con due differenziali autobloccanti, cambio 5 marce a comando sequenziale e impianto frenante a 4 pistoncini con dischi da 355 mm all'anteriore e posteriore in conformazione asfalto.

Peugeot 208 T16 R5, test drive

Appena accendiamo la Peugeot T16 R5 notiamo - o meglio sentiamo -le tante differenze con la R2. Il rumore dentro l'abitacolo è molto più forte e la posizione di guida è ancor di più vicino al suolo, "regalandoci" una visuale estremamente contenuta. Partiamo in modalità Road utilizzata da Andreucci nei trasferimenti e iniziamo a conoscere la 208 R5. Rispetto alla R2, nonostante i quasi 100 cavalli in più, tutto avviene in maniera più naturale e rapida. Grazie alla tanta coppia a disposizione possiamo guidare senza dover utilizzare troppo frequentemente il cambio. Passando alla mappatura Stage la 208 R5 è al massimo delle prestazioni, con il Bang che ci regala scenografici scoppi ad ogni cambiata. Oltre a rimanere impressionati dalla forza frenante, restiamo letteralmente a bocca aperta quando passiamo in velocità sui dossi o sulle imperfezioni dell'asfalto. Se con la R2 dovevamo correggere in caso di sconnesso, la R5 filtra ogni avvallamento senza la minima esitazione. Finiti i quattro giri è arrivato il momento di lasciare il sedie a Paolo Andreucci e sedersi dove abitualmente Anna Andreucci legge le note. Siamo i primi a salire in macchina con il campione toscano e scopriamo come si scalda una vettura da rally: freni a mano con inversioni a 180 gradi in pochi metri, frenate di emergenza, traversi, derapate.. tutto quello che serve a farci trovare pronti al via. La 208 sembra cucita addosso ad Andreucci e capiamo tutto il potenziale nascosto sotto la carrozzeria della R5. Nonostante una velocità in curva simile a quella provata sulle montagne russe, percorriamo i due giri a disposizione divertendoci come dei bambini. Esperienza finita? No. Andreucci vuole realizzare un video scenografico, dove tra le varie scene ci sarà un salto di una decina di metri e nel primo tentativo siamo a bordo con lui. A tutta velocità stacca la 208 T16 da terra e, dopo un volo di oltre 15 metri, atterra completamente storto con un muro in rapido avvicinamento. Il risultato? Dopo l'atterraggio ha ripreso il perfetto controllo dell'auto con la stessa facilità con cui un'automobilista normale parcheggia sotto casa. Non per niente è il pilota italiano con il maggior numero di titoli assoluti conquistati.

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di Simonluca Pini | 07 agosto 2014

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