Mini Countryman e Mini Paceman 2014: primo contatto

Pochi, pochissimi ritocchi per i suv compatti del brand BMW. Dettagli per non perdere il passo della concorrenza. E la gamma motori diventa Euro 6.

Forti di un successo commerciale importante, sopratutto per ciò che concerne il modello a cinque porte, Mini Countryman e Mini Paceman si concedono il lusso del fecelift. Il termine restyling avrebbe potuto risultare eccessivo per un mutamento che tale poi non è stato. I modelli costola della piccola Mini, in attesa di un futuro sulla nuova piattaforma, mettono mano all'estetica, ma senza in realtà portare nulla di particolarmente rilevante. Anche sul piano tecnico sono poche le novità a riguardo. I propulsori sono gli stessi di sempre, ma ora tutta la famiglia risponde alla normativa anti-inquinamento Euro 6. Arriveranno in concessionaria dopo l'estate.

Mini Countryman e Mini Paceman facelift

Non è tanto una questione di lente di ingrandimento, perché non c'è nulla da guardare. Specialisti del design o meno, notare le differenze è praticamente impossibile. Dettagli che non mutano, particolari che non cambiano. Modificata la calandra e inseriti i fendinebbia dotati di led (disponibili a pagamento), il quadro circa il lavoro svolto dai designer di casa MINI si completa. Perché al di la del fatto che la carrozzeria si doti di nuove tinte, oppure che ci sia la disponibilità di nuovi cerchi in lega, poco c'è da raccontare sulle "nuove" MINI Countryman e MINI Paceman. Più che una riedizione, sarebbe meglio definirle delle "ristampe".

Gli interni: modifiche di dettaglio

Quanto detto per gli esterni,vale ancora di più per l'abitacolo. La sezione interni è invariata rispetto al passato. Spazi, volumi, centimetri, litri, sono sempre gli stessi. E se le dimensioni si confermano tali e quali quelle di sempre, lo stesso vale per la grafica della plancia. Il motivo circolare a definire lo stile, con il grande "oblò" centrale a fare da collegamento multimediale con il mondo esterno. Il sistema d'infotainment si interfaccia come di consueto con la rotella centrale posta alla base della consolle, tra i due portabicchieri, in posizione arretrata. La qualità dei materiali è mediamente buona, ma non tale da giustificare il prezzo elevato della vettura. La posizione di guida, nonostante entrambe le vetture abbiano un impostazione da suv, rimane essenziale e sportiva, con il volante quasi verticale. Lo spazio a bordo, al di la del fatto che la Countryman sia omologata per cinque persone, non è da primato.

Mini Countryman e Mini Paceman Facelift: propulsori Euro 6

"Mini" ritocchi pure alla gamma delle motorizzazioni di Countryman e Paceman, che ripercorre fedelmente l'esperienza passata. Sia le unità alimentate a Gasolio sia quelle a benzina, rispondono ora alla normativa anti-inquinamento Euro 6. Un aggiornamento in favore della questione ambientale. Tra i propulsori chi può vantare qualche novità rispetto alla gamma, è il "millesei" turbo benzina dei modelli Cooper S, che vede salire la propria potenza a quota 190 CV. La trazione è ovviamente sia anteriore sia a quattro ruote motrici (di serie su John Cooper Works), mentre la scelta dei cambi si declina tra manuale ed automatico a sei rapporti. Proprio come in precedenza. Perché alla fine, fatto salvo la calandra e un paio di led nuovi, queste Mini Countryman e Mini Paceman, sono esattamente come prima.

Mini Countryman e Mini Paceman Facelift: la prova su strada

Protagoniste di queste prima presa di contatto, due tra le più sportive della gamma: la Mini Countryman in formato Cooper S ALL4 e la Mini Paceman John Cooper Works. Avendo conservato le stesse specifiche pre facelift, la dinamica di guida non spicca per nuovi particolari elementi. Sportiva la prima, sportivissima la seconda. Lo sterzo, servoassistito elettricamente, rimane uno dei comandi migliori di sempre. Chirurgico una volta impostata la traiettoria, millimetrico nel "mettere" le ruote. Un po' duro per gli spostamenti cittadini, ma ideale per divertirsi tra le curve. L'assetto rimane rigido in entrambi i casi. Mini Countryman e Mini Paceman non sono votate al comfort, ma alla sportività pura, nonostante il Baricentro alto. Sensibili quanto basta al rilascio, si guidano con l'acceleratore "approfittando" del trasferimento di carico. Sia i 190 CV della Cooper S, sia i 218 della John Cooper Works, sono godibili dall'inizio alla fine. Una condotta lineare sino alla zona del limitatore, con la Works più aggressiva sopra i 4.000 giri/min. Il manuale a sei marce è un po' contrastato negli innesti, sopratutto quando si cerca la prestazione. E la frizione, dura, non si addice alle code in città.

Mini Countryman e Mini Paceman Facelift: i prezzi

La ricca dotazione di serie non è mai stata un tratto distintivo della famiglia Mini. Una scelta "editoriale" tipica del Gruppo di Monaco di Baviera. Che, dietro la volontà di offrire al cliente la possibilità di personalizzare la propria vettura, realizza una lista di accessori praticamente infinita. I generi di prima necessità sono ovviamente di serie. Il mondo Mini Countryman ha una forbice che varia dai 21.750 dell'allestimento One motorizzato con il 1,6 litri da 98 CV, sino ai 36.700 euro della John Cooper Works. Mentre la più maschile Paceman si offre al pubblico a partire da 23.750 (Cooper) e chiude a quota 36.700 euro (John Cooper Works).

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di Cesare Cappa | 11 luglio 2014

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