Suzuki Alto: la city car votata al risparmio

La city car giapponese compie 30 anni e torna in Europa. Motore da 1 litro, 68 CV, consumi bassi e prezzi a partire da 7900 euro

Suzuki Alto: la city car votata al risparmio

Tutto su: Suzuki Alto

di Francesco Giorgi

30 giugno 2009

La city car giapponese compie 30 anni e torna in Europa. Motore da 1 litro, 68 CV, consumi bassi e prezzi a partire da 7900 euro

.

Basse emissioni di CO2, bassi consumi di carburante, una nuova “linea” e dimensioni dell’abitacolo lievemente aumentate. Il tutto ad un prezzo abbastanza competitivo (si parte da 7900 euro “chiavi in  mano) per la Suzuki Alto “settima serie”, che da poche settimane ha fatto il suo ingresso nei listini della Casa giapponese. Il 2009 segna un triplo appuntamento per la “piccola” di Casa Suzuki: il debutto della nuova generazione Alto, il traguardo dei 30 anni dalla commercializzazione della prima serie, e il ritorno sul mercato europeo.

Rispetto alle precedenti versioni sono molte le novità: sia nelle forme esterne, che negli equipaggiamenti; per non parlare della nuova motorizzazione, in grado di offrire un sostanziale risparmio nei consumi: il nuovo 3 cilindri, realizzato in alluminio, emette solo 103 g/km di CO2 e permette di sfiorare i 23 km con un litro di benzina. Come dire: un progetto nuovo, che “rompe” con le serie finora proposte di questa citycar fra le più longeve nella storia dell’automobilismo mondiale.

Settima serie al traguardo dei 30 anni

Tre metri e mezzo di lunghezza, 1,60 di larghezza e 1,47 m di altezza. Un “ovetto” in grado di trasportare quattro persone. Ecco, detta in soldoni, la filosofia progettuale della Suzuki Alto settima serie, che mantiene gli atout che hanno caratterizzato le versioni finora prodotte della citycar di origine giapponese ma commercializzata in tutto il mondo (e, per l’Europa, assemblate a partire dalla terza serie dagli stabilimenti indiani Maruti e vendute con questo Marchio): piccole dimensioni, cinque porte per trasportare 4 persone e un prezzo più che abbordabile.

Per questa nuova versione, la priorità da seguire è stata data al risparmio nei consumi, senza rinunciare ad una certa immagine, che riuscisse a garantire uno “stacco” netto dalle serie precedenti.

Ecco, quindi, la nascita della nuova Alto, anticipata, un paio di anni fa, dalla Concept car Suzuki A (presentata al Salone di Francoforte del 2007) ed esposta, in anteprima con il suo nome definitivo, al Salone di Parigi dell’anno scorso.

Attorno ad una scocca progettata ex novo (nuova la carrozzeria, nuovo il telaio) la Suzuki Alto è il risultato di una joint venture fra la stessa Suzuki e la Nissan (che realizza la Pixo, una citycar dalle caratteristiche pressoché simili).

Se, nell’impostazione generale, la carrozzeria può ricordare, alla lontana, le “serie” precedenti, le sue forme se ne distaccano in maniera radicale: quadrate che sembravano progettate col righello le Alto precedenti; decisamente “rotonda” la Alto 2009, caratterizzata da un profilo a cuneo che conferisce alla vista laterale un impatto più “snello” e quasi da monovolume, che non sembra compromettere la spaziosità interna.

Abitabilità: sufficiente per quattro persone

Aperte le porte, non si deve pretendere dalla Alto una spaziosità dell’abitacolo da berlina di classe media. E’ una utilitaria, e di questa categoria ha mantenuto, nei trent’anni della sua produzione, alcune caratteristiche difficilmente sovvertibili: l’abitabilità interna è sufficiente per 4 persone, seppure la nuova progettazione ha permesso di guadagnare qualche centimetro. E il bagagliaio, della capienza di 129 litri, è piccolo, in grado di provvedere allo stivaggio della “spesa” quotidiana ma inadeguato ad esigenze maggiori.

Per fortuna, lo schienale del divanetto posteriore è abbattibile (ed è apprezzabile che lo possa essere in maniera frazionata 50 – 50 e che, anche abbattuto, non richieda l’eliminazione dei poggiatesta posteriori): questa possibilità permette al bagagliaio di essere ampliato a 367 litri: capienza sufficiente, ma che costringe a “trasformare” la Suzuki Alto in una… biposto.

Da questo punto di vista, ci sembra che il comfort offerto agli occupanti si possa definire adeguato agli utilizzi cui la Alto è predisposta: i sedili anteriori (in tinta bicolore, come quelli posteriori, a base nera e un motivo a foglie argentate) sono, nell’impostazione, gli stessi che equipaggiano la Swift e la SX4, dunque la loro linea è abbastanza razionale. In più, il sedile di guida offre la regolazione dell’altezza.

Un elemento apprezzabile, nell’abitacolo della Suzuki Alto, è la presenza di un buon numero di vani portaoggetti. Le porte anteriori sono provviste, ciascuna, di una “tasca” profonda 30 cm per la custodia di mappe stradali; sul cruscotto sono stati ricavati due portabicchieri (in grado di contenere bottiglie da 500 ml o lattine), un’altra “tasca” che può provvedere al posizionamento di borse, cappelli, altre mappe e oggetti di forma piatta; un vano inferiore che può contenere 5 CD e un ulteriore vano,illuminato, nel quale è possibile riporre un lettore – riproduttore MP3 o una macchina fotografica “compatta”.

Va apprezzato lo sforzo progettuale, da parte dei tecnici della Suzuki, di aver ricavato dello spazio anche alle porte posteriori: per ciascuna di esse, è presente un “vano” utilizzabile per riporvi una bottiglia da 500 ml.

Il design del cruscotto appare caratterizzato da un certo gusto sportivo, che in parte riflette le “linee” scelte dalla Suzuki per la strumentazione dei motocicli di sua produzione (in special modo nella possibilità di ottenere il tachimetro dal “disegno” più sportivo rispetto all’elemento di serie).

Cinque versioni, un solo motore

La Suzuki Alto settima serie (proposta negli allestimenti L, GL, GL “automatica”, GLX e GLX “Automatica”) viene equipaggiata con una unica motorizzazione: l’unità 1.0 (996 cc) a tre cilindri e 12 valvole (4 per cilindro) alimentata ad iniezione elettronica Multipoint, in grado di fornire una potenza di 68 CV a 6000 giri/min.

Il livello della potenza erogata è soddisfacente (si tratta pur sempre di un “millino”). Di serie, a questo motore è abbinato un cambio manuale a 5 marce; in alternativa, è possibile ottenere un comando automatico a 4 velocità.

Interessanti i valori relativi alle emissioni e ai consumi: per le prime, la Suzuki denuncia 103 g/km di CO2 (dato che permette di accedere all’incentivo statale di 2000 euro per l’acquisto di vetture le cui emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera non superano i 120 g/km).

Per i consumi, il Costruttore dichiara 4,4 litri per 100 km (nel ciclo medio: vale a dire quasi 23 km con un litro di benzina).

Di serie, l’equipaggiamento della versione “base” (Alto 1.0 L) prevede gli alzacristalli elettrici anteriori, la chiusura centralizzata a telecomando, condizionatore manuale, impianto stereo con lettore CD e MP3 provvisto di 4 altoparlanti e 2 tweeter, Filtro anti – polline, airbag anteriori e laterali (a tendina per i passeggeri dei sedili posteriori), sedile guida regolabile in altezza (e sedili posteriori sdoppiati 50 – 50), maniglie porte e specchi retrovisori esterni in tinta carrozzeria, fendinebbia anteriori.

La Suzuki Alto settima serie viene messa in vendita a 7900 euro (chiavi in mano) per la 1.0 L, 9490 euro la GL, 10.440 la GL “automatica”, 10.890 euro la GLX e 11.840 la GLX “automatica”.