Fast & Furious - Solo parti originali

Abbiamo visto in anteprima il quarto capitolo della saga Fast & Furious, un cult per tutti gli appassionati di motori. Nei cinema dal 17 Aprile

Fast & Furious - Solo parti originali

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Los Angeles, Miami, Tokyo e ritorno. Dopo le rapine di Los Angeles, gli intrighi di Miami e gli spietati drifter di Tokyo, il quarto episodio della serie Fast & Furious torna nei cinema dal 17 Aprile con la stessa squadra che nel 2001 ha sbancato i botteghini: il fuorilegge Dominic Toretto (Vin Diesel), il poliziotto Brian O'Conner (Paul Walker) e le loro partner Letty (Michelle Rodriguez) e Mia (Jordana Brewster).

In Fast & Furious - Solo parti originali Dom Toretto, insieme all'agente dell'FBI O'Conner, si infiltra nel giro delle gare clandestine per mettersi sulle tracce dello sfuggente narcotrafficante Arturo Braga e vendicare così la sua compagna uccisa in una corsa illegale dal suo braccio destro Fenix. Questo quarto sequel è un film d'azione, molta azione, ma al di là dell'intreccio che si snoda fra gangsters, party sfrenati a suon di raeggeton, bellezze latine in hot pants ed inseguimenti all'ultimo respiro, l'ultimo lavoro del regista Justin Lin (che nel 2006 aveva firmato anche Tokyo Drift), solleticherà gli appassionati di tuning ed alte prestazioni per la varietà del parco auto impiegato: oltre 250 fra classiche, GT, trucks ed elaborazioni degli eccezionali tuner americani, scelte attraverso un "casting" durato settimane fra Stati Uniti e Canada.

Domina "Fast & Furious - Solo parti originali" il confronto fra due scuole automobilistiche: quella delle muscle cars americane degli anni '70, ultimamente rispolverate con le nuove Chevrolet Camaro e Dodge Challenger (in arrivo c'è anche la nuova Ford Mustang), e le auto di importazione, soprattutto giapponesi.

Davvero notevole la varietà di modelli portati al limite (e talvolta distrutti): nuovamente una Dodge Charger del 1970 e una Chevrolet Chevelle SS per il protagonista, che può contare anche sulla esagerata F-Bomb Chevrolet Camaro del 1973, di proprietà di David Freiburger, editore della rivista americana Hot Rod. Un "ex rottame" acquistato per 800 dollari e trasformato in un bolide da 1550 CV di cui potete leggere la storia qui. Il cattivo Fenix è imprendibile su una Ford Gran Torino del 1972, la stessa auto che ha dato il titolo all'ultimo film di Clint Eastwood, mentre Letty guida una Plymouth Road Runner, anche se Michelle Rodriguez durante la presentazione stampa ha ammesso "La Charger è veramente figa. Adoro correre, ma adesso guido una Prius" e pare che stia facendo un pensierino alla Tesla Model S.

Il compito di raggruppare questo esercito di rarità, per poi attrezzarle e rinforzarle in modo da sopportare gli sforzi previsti dalla realizzazione, è stato affidato ancora una volta allo specialista Dennis McCarthy: "Le Dodge Charger, in qualsiasi condizione, sono estremamente difficili da trovare e per il film ne abbiamo utilizzate circa sette...quindi si è trattato di recuperare un gran numero di pezzi da assemblare in seguito. E non se ne trovavano a sufficienza. Abbiamo deciso allora di realizzare un calco della carrozzerie in fibra di vetro. E l'idea ha funzionato". 

Dalla sua prima apparizione nel primo The Fast and the Furious, Paul Walker è diventato un fan di muscle cars e giapponesi. Ne ha offerte alcune alla produzione perché venissero utilizzate nel film ed in una scena compare una Chevrolet Nova del 1967 di sua proprietà. Nel film l'attore californiano guida però una Nissan Skyline GT-R del 2007, ma quando questa diventerà inservibile salterà a bordo di una Subaru Impreza WRX STi, nell'ultima versione due volumi del 2009 perfettamente a suo agio sugli sterrati del deserto messicano.

E le europee? Per la verità hanno ruoli di secondo piano, a parte la Porsche Cayman della gangster Gisele, ma quando il bandito Campos troverà rifugio in Messico, arriverà a bordo di un'auto davvero perfetta per il ruolo. All'occhio più attento non sfuggirà infatti una Lamborghini LM002 nera, primo ed unico fuoristrada prodotto dalla Casa di Sant'Agata dall'86 al '92 in poco più di 300 esemplari, molti dei quali furono venduti a sceicchi sauditi e principi mediorientali.

Insomma, 107 minuti da godersi dall'inizio, dalla adrenalinica scena d'apertura della rapina ad alta velocità ai danni di un autotreno carico di benzina (dove però Dom è alla guida di una Buick Grand National GNX del 1987), fino alla sigla finale, con una splendida animazione in 3D che mostra il funzionamento delle parti meccaniche della mitica Charger.

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