Lamborghini Aventador LP700-4 by Capristo: tuning da sceicchi

Bastano un impianto di scarico in acciaio inox e alcuni accessori in carbonio per rendere ancora più cattiva la Lamborghini Aventador LP700-4.

Lamborghini Aventador LP700-4 by Capristo: tuning da sceicchi

di Francesco Giorgi

27 agosto 2012

Bastano un impianto di scarico in acciaio inox e alcuni accessori in carbonio per rendere ancora più cattiva la Lamborghini Aventador LP700-4.

Basta poco per rendere un Toro ancora più “cattivo”. Anche se si parte dal presupposto che qualsiasi esemplare Lamborghini differisce dagli altri per alcuni particolari secondo le esigenze del cliente, gli specialisti del tuning sono in grado di caratterizzare ancora di più le super GT di Sant’Agata Bolognese. Anche senza la necessità di agire in maniera pesante sulla meccanica o sull’estetica.

In questi giorni, il tuner tedesco Capristo svela la propria ultima creazione, basata sulla Lamborghini Aventador, evoluzione estrema della genealogia di Sant’Agata.

Per la esaltante coupé da 700 CV che richiede ai pochissimi fortunati che possono permettersela un assegno di quasi 320 mila euro, Capristo ha preparato una versione della Aventador che, senza stravolgerne le caratteristiche di base, sfiora i 355 km/h di velocità massima (dunque circa 5 km/h in più rispetto alla versione “di serie”) e viene proiettata da 0 a 100 km/h in appena 2,8 secondi (contro i 2,9 secondi della Aventador di serie).

Il merito, spiegano i tecnici dell’azienda di Sundern, va all’alleggerimento del corpo vettura con componenti in fibra di carbonio e alla realizzazione di un inedito impianto di scarico completo in acciaio inox. Un’elaborazione limitata e mirata all’ottimizzazione delle prestazioni, più che ad aggiungere “cavalleria” al già strabordante carattere della supercar bolognese.

A livello di estetica, il corpo vettura della Aventador – Capristo non presenta alcuna variazione, se si eccettuano le nuove prese d’aria, una sottile ala posteriore, un nuovo diffusore inferiore e nuovi gusci agli specchi retrovisori, tutti in carbonio. Nello stesso materiale sono stati realizzati i pannelli vano motore (operazione inconsueta, questa, che viene presa pari pari dall’ingegneria del motorsport). Con queste modifiche, la Aventador perde circa 40 kg arrivando a sfiorare i 1160 kg di massa totale.

Come se non bastasse, il V12 da 6,5 litri – abbinato al nuovo cambio robotizzato ISR a 7 rapporti – ha ricevuto un impianto di scarico in acciaio inox, realizzato ex novo da Capristo: un piccolo capolavoro di ingegneria dinamica, sviluppato per sfruttare al meglio il flusso dei gas sprigionati dalla poderosa unità che equipaggia la Aventador. Quanto basta per render ancora più impressionante la supercar italiana, grazie ad un tuning da sceicchi, il cui prezzo (ci mancherebbe!) non è stato comunicato.

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