Mazda MX-5 Cherry Edition VS MX-5 RF 2.0 automatica: la prova su strada

Due varianti differenti della MX-5 per vivere fino in fondo l’autenticità della roadster più venduta al mondo firmata Mazda.

Mazda MX-5 Cherry Edition VS MX-5 RF 2.0 automatica: la prova su strada

Tutto su: Mazda MX-5

Mazda MX-5 Cherry Edition VS MX-5 RF 2.0 automatica

Design

9

Comfort

8

Prestazioni

8

Consumi

9

Prezzo

8

VOTO Motori.it: 8.4

Pro

Linea, guida, consumo

Contro

Portaoggetti dietro ai sedili scomodi.

di Valerio Verdone

24 aprile 2018

Con la bella stagione viene voglia di auto scoperte, di roadster, e quale vettura più iconica per andare incontro alle giornate estive della Mazda MX-5? La due posti giapponese è la spider più venduta al mondo ma soddisfa anche clientele diverse, come dimostra in nostro test che vede protagoniste la nuova Cherry Edition e la 2.0 RF automatica.

Esterni: differenze sostanziali

Come la volete? Essenziale ma ricercata nei colori e con un soft top ciliegia che conquista e viene giù con un rapido movimento di braccio? Benissimo, allora la Cherry Edition, realizzata in soli 71 esemplari in livrea Machine Grey, fa sicuramente al caso vostro. Come dite? Preferite una capote metallica che si apre rapidamente con il semplice tocco un pulsante e non avete voglia di giocare con la leva del cambio? Ok, non disperate, perché la RF 2.0 con trasmissione automatica è la risposta alla vostra voglia di roadster sportiva e confortevole. Ecco, in pochi dettagli c’è tutta la poliedricità della MX-5 che adesso è ancora più curata nelle finiture e a livello d’insonorizzazione. Certo, la RF, con quello stile targa, presenta i montanti posteriori ed il lunotto verticale che cambiano la silhouette della vettura anche quando il tetto scompare nel giro di 13 secondi fino ad una velocità di 10 km/h. L’aspetto miracoloso, e qui ci vuole un plauso agli ingegneri Mazda, è che il baule è diminuito solamente di 3 litri rispetto alla MX-5 convenzionale, scendendo a 127 litri di capacità di carico, mentre il peso, pur con tutto il meccanismo, è aumentato di soli 45 kg.

Interni: due posti avvolgenti

L’abitacolo della MX-5 è rifinito con cura, così come la carrozzeria, tanto da avere l’impressione che l’auto sia di una categoria superiore, soprattutto con gli interni in pelle che sugli esemplari in prova ci hanno coccolato durante i chilometri dedicati ai test. Bello il volante verticale, appagante la posizione di guida anni ’60 con le gambe distese ed il fondo schiena nei pressi dell’assale posteriore per carpire ogni reazione. Chiara e semplice la strumentazione con il contagiri al centro che ricorda la vocazione per la guida della MX-5. Completa il quadro una pedaliera che sulla vettura con cambio manuale aiuta ad effettuare la doppietta ed una leva del cambio posizionata in maniera ottimale. Soddisfa anche il sistema d’infotainment semplice ed intuitivo, mentre manca il cassetto portaoggetti davanti al passeggero e ci si può affidare a quello centrale posteriore per riporre documenti e quant’altro. Per il cellulare c’è il comodo spazio davanti alla leva del cambio con superficie antiscivolo, mentre le chiavi di casa possono trovare posto nel pozzetto nascosto nel tunnel centrale. Ci sarebbero poi altri due piccoli vani dietro i sedili, ma è difficile accedervi e si finisce per dimenticarli.

Al volante: motori e cambi differenti

La scelta è ardua e dipende dalle esigenze personali: se si vuole un motore con un allungo che arriva intorno ai 7.500 giri, e si propende per la trasmissione manuale, peraltro velocissima, allora il 1.5 della Cherry Edition diventa una scelta obbligata. Mentre se si desidera un cambio automatico che aiuta anche nel traffico e nei lunghi viaggi ed un motore più corposo con 29 CV in più (160 VS 131) allora la 2.0 RF con trasmissione automatica a 6 marce diventa imprescindibile. Alla fine, qualsiasi sia la vostra variante preferita, la MX-5 mostra sempre il suo carattere; certo, la 2.0 è più corposa ai bassi, ma l’urlo in allungo della 1.5 è commovente per l’appassionato, e a livello di handling non si riscontrano sostanziali differenze. Forse la 2.0 è un po’ più rigida e composta con i cerchi da 17 pollici in luogo di quelli da 16 pollici, ma il volante che recepisce in un amen i comandi del guidatore e quella sensazione di commistione totale con l’auto è propria della MX-5 in entrambe le versioni. Nella vita di oggi, tra SUV e Crossover bisogna abituarsi a viaggiare sfiorando l’asfalto, ma quando arrivano le curve e la strada inizia a salire, ecco che si percepisce tutta la magnifica essenza della MX-5, che non ha bisogno di essere spinta al massimo per conquistarvi, vi basterà percorrere qualche chilometro con il vento tra i capelli e percepire la reattività dei comandi per dimenticarvi di ogni pensiero e concentrarvi sulla guida. E’ questa la sua magia, ciò che la rende una piccola grande auto! Anche se, a pensarci bene, c’è un’altra magia che sa fare, quella di ridurre i consumi: con entrambe percorrere i 15 km/l è più semplice di quanto si pensi, e se si guida con un po’ di passione in più comunque si sfiorano i 12 km/l.

Prezzo: da 28.950 euro

Il prezzo è 28.950 euro per la Cherry Edition, 33.300 euro per la 2.0 RF automatica. Questo è quanto bisogna sborsare per mettere in garage una delle due MX-5 del nostro test, auto equipaggiate di tutto punto, che hanno un rapporto qualità/prezzo decisamente favorevole ed il valore aggiunto di essere delle autentiche icone.