Mazda 2 Twenty-Eleven: le novità sono nascoste

Rinnovata nell'estetica, l'edizione 2011 dell'utilitaria giapponese migliora la compatibilità ambientale e la dinamica di guida

Mazda 2 1.5 MZR Model Year 2011

  • Design6,50
  • Comfort7,00
  • Prestazioni6,50
  • Consumi7,00
  • Prezzo6,50
  • Pro Qualità costruttiva, elasticità di marcia, elevata maneggevolezza
  • Contro Spazio passeggeri posteriori, prezzo di listino medio-alto
  • Voto Motori.it: 6,70

A Montecarlo con la Mazda 2 Facelift 2011

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"Quel che è ben fatto una volta è fatto per sempre". Una frase che ho sentito ripetere con ossessione in gioventù e che ora riappare nella mente per la Mazda 2 Twenty-eleven (venti-undici, alias 2011), il modello che a febbraio sostituirà l'attuale gamma dell'utilitaria giapponese. A tre anni dal debutto sul mercato della seconda generazione, i tecnici della "M" alata non hanno dovuto ingegnarsi molto per perfezionare un progetto che è valso a Mazda il premio World Car of the Year nel 2008. Sono bastati piccoli interventi, come abbiamo appurato nella prova della 1.5 da 102 CV 5 porte sulle strade della Costa Azzurra, per migliorare l'apparenza e la sostanza di un modello concepito bene.

Fa la sportiva, ma è sempre una cittadina "doc"

Ad occhi poco attenti il facelift della Mazda 2 è quasi invisibile. Le uniche novità estetiche riguardano il frontale, reso più dinamico dal nuovo disegno della griglia, dalla presa d'aria inferiore maggiorata e dal taglio inedito di gruppi ottici e fendinebbia. Viceversa, rimane identico, con l'unica eccezione di copricerchi e cerchi in lega di nuova fattura, lo stile di fiancata e posteriore pensato da Ikuo Maeda, che alterna in modo armonico linee tese e curve. Un maquillage volutamente leggero per non compromettere un design apprezzato (sono quasi 1,2 milioni gli esemplari venduti dal 2003, anno di presentazione della prima generazione) e l'elevata efficienza aerodinamica (il Cx è di 0,31).

Nell'insieme, la Twenty-eleven ha un'impronta più sportiva e piacevole, anche se le manca ancora quel tocco di personalità che potrebbe sedurre i clienti, come quelli italiani, più attenti all'estetica che alla concretezza. Un neo in parte superato con l'aggiunta di minigonne laterali e un piccolo spoiler posteriore nelle versioni più prestanti. L'assenza di stravolgimenti estetici consente alla "2" di rimanere una delle poche utilitarie con una lunghezza ancora inferiore ai 4 metri (3,9 per la precisione). Caratteristica che, insieme a una larghezza di 1,7 metri e al diametro di sterzata di soli 9, metri, la rende estremamente maneggevole in città e in fase di parcheggio.

Abitacolo, la qualità a portata di mano

L'abitacolo non subisce rivoluzioni e conferma le buone impressioni registrate per l'attuale modello. Il posto guida, con volante regolabile in altezza e sedile (riscaldabile) con escursione verticale di 55 mm, offre la possibilità di scegliere tra una posizione "sdraiata" o la più comoda postura rialzata. Ottima pure la posizione alta della leva del cambio e l'ergonomia dei pulsanti, grazie anche alla presenza dei comandi al volante dell'impianto stereo e del cruise control con allarme sonoro al superamento della velocità impostata. Rispetto al passato migliora la lettura del quadro strumenti, ora con un più tradizionale fondo nero con numerazione bianca e retroilluminazione ambrata per la notte. Altre novità sostanziali riguardano il cassettino portaoggetti richiudibile più pratico e l'impiego di tessuti e materiali più resistenti. Rinnovati altri dettagli estetici che, però, non influiscono sul nostro giudizio, positivo nel complesso, soprattutto per la qualità di finiture, assemblaggio e materiali che riteniamo superiori a buona parte della concorrenza. Da sottolineare la disponibilità di numerosi vani di forme e dimensioni diverse e di utili dispositivi, come la presa 12 Volt e l'uscita Aux per collegare apparecchiature digitali.

Sedili posteriori: divieto d'accesso ai cestisti

Se davanti lo spazio abbonda, dietro i più alti devono sedersi di traverso per evitare il contatto con i sedili anteriori, posizione che si complica se la panca è occupata da altri passeggeri. In compenso, la seduta è comoda e i centimetri in altezza e non mancano. Il bagaglio è ben conformato, ma con una battuta alta che costringe al sollevamento pesi per il carico/scarico e una volumetria (250 litri) buona, ma non da record. Per trasporti eccezionali è comunque possibile abbattere gli schienali della seconda fila per triplicare la portata (787 litri) e allungare il piano di carico da 67,4 a 133,7 centimetri.

La "curva" piatta che rende piacevole la guida

Il motore della Twenty-eleven provata è il noto 1.5 MZR con 16 valvole e fasatura variabile, ma aggiornato alle più restrittive norme ambientali Euro 5. Intervento che incide su potenza (da 103 a 102 CV) e coppia massima (da 137 a 133 Nm a 4.000 giri/minuto), ma non sulle prestazioni: 188 km/h di velocità di punta e 10,4 secondi per lo scatto da 0 a 100 km/h. Rimangono immutati nella sostanza i dati di consumo (da 5,7 a 5,8 l/100 km) ed emissioni di CO2 (sempre di 135 grammi/km). Numeri a parte, il 4 cilindri si fa apprezzare soprattutto per la fluidità conferita dalla curva di coppia praticamente piatta e dall'assenza di strappi nell'erogazione di potenza. Anche compiendo manovre errate, come riprendere in salita con il motore a 1200 giri e la IV inserita, il motore reagisce bene: malgrado l'iniziale "vuoto" di CV, superati i 2000 giri la spinta del 1.5 cresce con progressione sempre maggiore. Per chi ama la guida sportiva, basta tenere il regime oltre i 4000 giri per appagare la propria voglia di divertimento.

Un'anoressica che sorprende per tenuta

Le novità più interessanti della Twenty-eleven sono probabilmente quelle più nascoste. I progettisti Mazda, infatti, hanno lavorato intensamente per ridurre peso e migliorare l'assetto. La cura dimagrante di oltre 20 kg (non pochi considerato che la "2" era già "magra") è stata ottenuta con l'impiego di acciaio ad alta resistenza e numerosi interventi a carrozzeria e singoli componenti.

Tra le modifiche per incrementare il comportamento dinamico e il comfort della "2" citiamo i rinforzi alla carrozzeria per renderla più rigida e l'ottimizzazione di sospensioni (McPherson nell'anteriore e a barra di torsione nel posteriore) e ammortizzatori. Inoltre, sono ora di serie i dispositivi elettronici di stabilità e trazione. L'esito è che la "2" che guideremo nel 2011 ha un'ottima capacità di assorbire le irregolarità stradali e una notevole stabilità in tutte le situazioni. Una dualità positiva confermata nelle strette curve delle colline francesi con fondo sconnesso che non ha mai scomposto di un centimetro la traiettoria dell'utilitaria giapponese. Voti alti pure per lo sterzo, sempre preciso, e per l'impianto frenante costituito da dischi ventilati davanti e tamburi dietro e assistito da ABS, ripartitore elettronica della forza frenante (EBD) con servofreno per la frenata di emergenza (EBA).

Il prezzo è medio-alto, ma giusto

La "2" Twenty-eleven arriverà in Italia a febbraio con listini che, a detta di Mazda Italia, non dovrebbero discostarsi di molto da quelli attuali: da 12.000 e i 18.000 euro. Importi superiori a molte contendenti, ma giustificati dal maggiore pregio costruttivo e da una dotazione di serie che include dispositivi indispensabili, come il climatizzatore, già dalla versione di ingresso e un lungo elenco di accessori nelle varianti top di gamma, come quella provata. Per chi desidera risparmiare la scelta logica è quella di cogliere le offerte e i prevedibili sconti che verranno attuati da qui a febbraio sugli esemplari in commercio.

Per gli "oziosi" c'è il cambio automatico

Oltre alla versione con cambio manuale, la 1.5 è disponibile anche con un nuovo cambio automatico a quattro velocità. Una trasmissione che di sicuro rende meno faticosa la guida in città, ma che penalizza consumi (+0,5 l/100 km) ed emissioni (+11 g/km). A completare la gamma benzina è il 1.3 MZR nelle configurazioni da 75 e 84 CV. Un'unità, quest'ultima, che a nostro avviso offre il migliore mix tra prestazioni (172 km/h) e consumi (appena 5,1 l/100 km).

Il record di economia, abolito il 1.4 diesel, spetta però al 1.6 MZ-CD da 95 CV che richiede soltanto 4,2 litri di gasolio per percorrere 100 km, equivalenti a emissioni di CO2 di appena 110 g/km. Il tutto con una fluidità di marcia notevole conferita dalla coppia di 205 Nm tra 1.750 e 3000 giri minuto e dati dinamici di rispetto: 175 km/h di "massima" e 11,5 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h con partenza da fermo. Ricordiamo, infine, che è prevista anche la versione a 3 porte.

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di Stefano Panzeri | 05 novembre 2010

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