Volvo C70 2.0D: la calma dei forti

Fa invecchiare la vecchia C70 di "mille anni". Bel lavoro! Il 2.0D da 136 CV e il cambio a doppia frizione la rendono una perfetta compagna di viaggi

Volvo C70 2.0D Momentum Powershift

  • Design9,00
  • Comfort8,50
  • Prestazioni6,00
  • Consumi8,00
  • Prezzo6,50
  • Pro Estetica, posizione di guida, dotazione di sicurezza, rifiniture
  • Contro Prestazioni (ripresa), assetto poco sportivo, prezzo
  • Voto Motori.it: 7,60

Volvo C70 2.0D Powershift in prova

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Inutile girarci tanto attorno: bianco è il colore che dona di più a questa Volvo C70 dalla forma di coupé grazie al tetto rigido che, con un tasto, in 25 secondi scompare nel bagagliaio.

Bianco, dicevamo, non solo perché è il colore predominante del paesaggio svedese (neve e ghiaccio dei rigidi inverni) dove la Casa mantiene il suo quartier generale nonostante il recente passaggio di proprietà in mano ai Cinesi di Geely, ma anche perché smorza quel tono un po' troppo austero e hi-tech che caratterizza quest'auto.

La vettura venuta dal freddo ha il merito di aver precorso il nuovo stile delle auto "medie" Volvo, come la berlina S60 e la nuova famigliare V70, ispirandosi ampiamente anche a soluzioni già sperimentate sulla riuscita Suv XC60, che tanto piace qui in Italia.

Una cabrio che... sembra una coupé

Insomma siamo davanti a un bell'esercizio di stile, in cui risalta tutta la dinamica di un'atleta evidenziata dalla linea di cintura alta che lascia poco spazio agli esili finestrini laterali. Quello che sorprende più di tutti però, a parte l'aggressività del frontale proteso in basso, è la parte posteriore.

La Volvo C70, bisogna ammetterlo, è una delle poche cabrio in circolazione che... non sembra una cabrio. In che senso? Il tetto è rigido e di solito, nella maggior parte delle vetture di questo tipo (dalla Renault Mégane CC alla lussuosa Lexus IS250 C) il bagagliaio per ospitare l'ingombrante hard top si rivela gioco forza gonfio e sproporzionato.

Sulla Volvo per fortuna no. Poi è bello il tetto. Così liscio e filante, che nessuno penserebbe sia in grado di ripiegarsi in tre punti per scomparire nel bagagliaio da 404 litri di capacità (ridotti inevitabilmente a 120 litri viaggiando in "assetto" cabrio). Come succede spesso per le vetture Bmw, c'è da riconoscere in sostanza che questa Volvo C70 ha fatto invecchiare di "mille anni" la precedente generazione.     

Dentro, solida razionalità tedesco... ops svedese

Se da fuori in giro per la città catalizza tutti gli sguardi neanche fosse una prestigiosa fuoriserie, la Volvo C70 stupisce favorevolmente anche dentro. Non tanto per il design, comunque pulito e senza fronzoli, a parte la licenza hi-tech della consolle centrale "a ponte" che sembra galleggiare per aria, ma per la solidità e grande razionalità degli "arredi".

Plancia dallo stile "minimal" ma concreta e d'aspetto forte. Tutto è ben integrato e si trova al posto giusto. Nulla è lasciato al caso, neanche... le sensazioni: il tatto pure vuole la sua parte, non si riesce a trovare una plastica, un pomello, un pulsante che non faccia piacere toccare. Non c'è una sbavatura che è una nell'assemblaggio dei vari moduli.

Dietro alla consolle a ponte di cui si diceva poi, c'è molto spazio per riporre chiavi di casa, CD e tutti gli oggetti che ci accompagnano ogni giorno. Semmai, a voler trovare il pelo nell'uovo, potevano essere studiati meglio o raggruppati meglio i pulsanti dell'impianto hi-fi/telefono e del climatizzatore (entrambi belli potenti ed efficaci): troppi e troppo piccoli alcuni. Per capirci meglio, più in generale, i pulsanti sistemati sulla consolle centrale andrebbero... risistemati perché fanno distrarre.

I sedili più comodi che ci siano e un bel bagagliaio

C'è una cosa da sempre che Volvo ha e tutte le altre marche automobilistiche dovrebbero invidiarle: l'estrema comodità dei sedili. Né troppo rigidi, né troppo morbidi, ma soprattutto ben avvolgenti anche per una taglia come quella del sottoscritto che di chili ne pesa 90 e oltre.

Non è tutto. Per essere una "sportiva" (dopo sarà nostra premura giustificare il virgolettato), si sta comodi anche in quattro per viaggiare ben insonorizzati a tetto chiuso, così come aperto. Inoltre c'è da aggiungere che si può contare su un bel bagagliaio, che può accogliere fino a 404 litri di carico a tetto chiuso, niente male. Col tetto aperto, meglio prima passare per casa e lasciare le valigie.

Alla guida, piacevole come... l'amaro dopo cena

Diciamo subito che se doveste scegliere la versione da noi provata, la Volvo C70 2.0D Momentum Powershift, potete dimenticarvi le emozioni forti, ma il portafogli ringrazia. Il 2.0 turbodiesel Common Rail di origine Psa da 136 CV ha sì una buona coppia motrice e quindi un bel temperamento, ma deve fare a cazzotti per trascinarsi dietro la massa rilevante dell'auto.

Si insomma, questa Volvo non è proprio un peso piuma, lo senti già aprendo le pesanti e lunghe porte: stiamo parlando in pratica di oltre 1.600 kg a cui c'è da aggiungere naturalmente la stazza di chi guida (almeno) e dell'eventuale compagno/compagna di viaggio. Per fortuna che c'è il veloce cambio automatico Powershift a doppia frizione a far "digerire il pesante pasto", un po' come un amaro prima di alzarsi da tavola: aiuta a rimettersi in forze.

In altre parole, il cambio sequenziale, rapido e affatto scorbutico com'è nei passaggi marcia, fa il possibile per non far perdere neanche un giro e conferire alla C70 diesel una discreta dose di sportività. In compenso, la tenuta di strada è incredibilmente valida, nonostante anche qui si vorrebbe un assetto ancora più piatto e rigido, quando si va di fretta.

Tutto sembra ben bilanciato e la macchina è ben piantata a terra, grazie anche alle ruote dal diametro e dall'impronta larghi (235/17) e dalla spalla bassa (45) che aiutano anche in frenata (potente ma non aggressiva o incisiva). Difficile, molto difficile, che anche affrontando un tornante col pedale del gas schiacciato contro il pavimento, andare in sottosterzo.

Viceversa (paradossale per una trazione anteriore) nella guida in pista è più facile perdere la coda prontamente ricondotta in traiettoria dagli efficaci dispositivi di controllo di stabilità che intervengono in caso d'emergenza. Eliminando completamente l'elettronica, soffre un po' troppo la motricità invece, con vistosi quanto sgradevoli pattinamenti delle ruote anteriori soprattutto ovviamente in prima e seconda marcia. Il problema è sempre quello: il motore c'è... come anche purtroppo il peso della vettura.

Del resto, se si vuole provare qualche emozione in più, si sa che la 2.0 diesel da 136 CV non è la scelta più indicata, meglio puntare sui più potenti benzina. Ma allora forse, i più esperti, richiederebbero anche la trazione posteriore o integrale. Insomma, in parole povere, la C70 non nasce per andare il sabato e la domenica a staccare i tempi in circuito, ma per macinare migliaia di km in completo comfort e in souplesse, come su una berlina di classe superiore.

Quindi, specie su questa C70 2.0D, non si stia troppo a badare agli oltre 11 secondi che ci vogliono per raggiungere i 100 all'ora, bensì ai 13 km/l di media invece sì. Certo però che un serbatoio un po' più capiente di 52 litri, avrebbe aiutato a fare meno soste dal benzinaio. Prezzo? Un po' alto secondo noi, 41.400 euro compresi 50 euro di ruotino di scorta, anche se la qualità e la dotazione ci sono tutte.

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